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Volare con l'anima

psicologia

Paura di scegliere.

10 Novembre 2018, 20:50pm

Pubblicato da marcellanicolosi

È la paura irrazionale ed incontrollata di prendere decisioni e si chiama Decidofobia.

Il filosofo Walter Kaufmann, nel 1973, ha scritto che i decidofobi lasciano prendere le loro decisioni ad autorità esterne che percepiscono come superiori a se stessi. Un genitore, la chiesa, il partito politico, ma anche l’oroscopo, i tarocchi e gli amici.

La decisione in sé non è un pericolo eppure il decidofobo continua a delegare la responsabilità ad altri non assumendosi quindi mai la colpa e/o la responsabilità , appunto, quando le cose non vanno come avrebbe voluto, dipendendo così tutta la vita da altri e non essendo mai davvero libero.

Questa paura trova le sue radici nell’infanzia quando, non  comprendendo le implicazioni o le conseguenze di un’azione, ci si lancia in imprese del tutto nuove e potenzialmente pericolose per la salute fisica e mentale. In questi casi spesso entrano in gioco i genitori che, per semplice protezione, cercano di dissuadere i figli dall’agire in modo sconsiderato facendo leva sulle loro paure con minacce spesso non necessarie che fomentano la paura stessa.

Il risultato è che i figli imparano che fare cose nuove implica la perdita, fra le altre cose, dell’amore dei genitori e da adulti troveranno numerose ragioni per non lanciarsi appunto in imprese nuove in ambiti sconosciuti. I decidofobi scelgono quindi di ignorare qualunque sfida che li porti a fare delle scelte, e questo, probabilmente, li porterà a trovarsi in situazioni peggiori e più complicate che sono dipese da altre persone.

La paura del rifiuto e la ricerca dell’approvazione, in conclusione, portano i decidofobi a non riuscire a scegliere da soli cose semplici come l’abbigliamento, il cellulare ed il cibo fino a cose più importanti come un lavoro e un compagno per la vita.

È possibile guarire dalla decidofobia seguendo una serie di piccoli passi. Il più importante è rendersi conto che non si può essere perfetti per tutti e che, anzi, nessuno è perfetto. È necessario quindi imparare a valutare ogni situazione tenendo presente che ogni azione è passibile di un giudizio a volte negativo a cui bisogna imparare ad opporsi.

Cercare di capire l’opinione che gli altri hanno su te stesso è tempo perso, quindi se oggettivamente quel giudizio sembra in qualche modo ingiusto o privo di valore e significato basta accantonarlo e cancellarlo.

Questa è la prima e più importante decisione che chiunque possa prendere per la sua vita, sebbene non sia mai facile distaccarsi dall’opinione altrui. La società sbagliata in cui viviamo ne è pervasa ed è imperniata proprio sul concetto che, se non hai una certa auto o un certo abbigliamento, non puoi farne parte, vieni isolato ed evitato. Questo però non significa che sia impossibile farlo, basta comprendere che la società è fatta di persone tutte diverse l'una dall'altra.

Il secondo passo è quindi quello di comprendere ed accettare i propri pregi e difetti lasciando andare tutta la negatività che non serve ad altro che confondere le idee. Alcuni giudizi sono costruttivi e sinceri, bisogna imparare a distinguere tra questi e quelli inutili e privi di concretezza.

Il trucco è avanzare a piccoli passi, cominciare dalle piccole cose. Se si deve scegliere una penna bisogna decidere in base all'uso che va fatto di quella penna. Poi si avanza con le cose più importanti cercando di dare il giusto peso a pro e contro. La natura ci ha dato il dono del discernimento, anche se a volte facciamo fatica a crederci, bisogna trovarlo ed usarlo.

Si possono anche prendere decisioni sbagliate, ma è così che si impara.

C’è da dire inoltre che, la maggior parte delle decisioni che si prendono durante tutta una vita non sono permanenti o di importanza vitale, ma quando ne capita una importante, come quella di cambiare magari un lavoro,  basta usare un piccolo ma efficace trucchetto.

Elencare i risvolti positivi e quelli negativi da già un'idea di cosa ci si possa aspettare da questo cambiamento, fare una prospettiva di ciò che di buono potrebbe arrivare e, per contro, immaginare il peggiore scenario possibile, rende chiaro se vale la pena prendersi il rischio.

Per concludere quindi bisogna lasciare nel passato le paure dell’infanzia e nel cestino dei rifiuti il giudizio degli altri, non torturarsi per decisioni poco importanti e analizzare a fondo quelle più importanti.

Questa fobia non è pericolosa, ma assolutamente invalidante, quindi il decidofobo che non si sente in grado di risolvere da solo le sue paure, ma che è stanco di dipendere dagli altri e dalle proprie irrazionalità, può e deve rivolgersi ad un terapeuta.

Quindi, scegliete.

Paura di scegliere.

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Fobie : paura delle scale, dei pagliacci e del sesso.

1 Luglio 2016, 18:35pm

Pubblicato da marcellanicolosi

Concludiamo l'elenco delle fobie che iniziano con la lettera C.

 

La Climacofobia è la paura delle scale, sia di salirle che di cadere da esse.

La climacofobia è connessa con l’acrofobia, la paura alle altezze, (link : http://marcellanicolosi.over-blog.it/article-fobie-con-la-a-119749130.html ) proprio perché trova le sue radici nella paura di cadere da luoghi alti.

La causa scatenante potrebbe essere un trauma correlato con le scale, come perdere un caro per una caduta, vedere qualcuno cadere o essere caduti personalmente.

I sintomi sono sempre gli stessi : panico, tachicardia, sudorazione, secchezza delle fauci ecc.

E’ possibile guarire dalla climacofobia grazie alla psicoterapia, alla programmazione neurolinguistica e all’ipnoterapia.

 

La Coitofobia è la paura dell’atto sessuale.

Più semplicemente è conosciuta come ansia da prestazione, quindi chi soffre della coitofobia ha paura di fallire durante il rapporto sessuale.

Nel caso degli uomini è la paura di non avere un’erezione, per le donne è la paura di non raggiungere l’orgasmo.

La coitofobia può essere scatenata da un trauma legato proprio all’atto sessuale, come una violenza subita prima, dopo o durante l’atto o come un abuso subito da bambini e/o adolescenti.

Può essere causata anche da altri fattori : assenza di educazione sessuale, assenza di sentimenti, tenerezza, rispetto e responsabilità tra le persone coinvolte nell’atto sessuale, insicurezza affettiva per l’infedeltà del compagno, senso di colpa prodotto da una formazione religiosa fanatica, problemi organici, devianze o anomalie sessuali subite, mancanza di armonia coniugale e dialogo, traumi accaduti durante l’infanzia o nell’adolescenza come essere presenti durante il rapporto sessuale di altri.

L’astinenza sessuale può essere una conseguenza della coitofobia.

Tale fobia può essere superata grazie alla terapia, normalmente consigliata in coppia per stabilire le cause e le origini del problema.

 

La Coulrofobia è la paura dei pagliacci.


Il nome deriva dal greco e fa riferimento alla paura per gli acrobati, nello specifico di chi cammina sui trampoli, per i giocolieri e i clown.

E’ una fobia molto comune tra i bambini, che non si rendono conto che dietro la maschera c’è una persona normale, ma in alcuni casi si estende all’adolescenza ed all’età adulta.

Quello che la scatena è il trucco eccessivo, il naso rosso acceso, gli strani capelli e le scarpe fuori misura, tutte cose che nascondono la reale identità del pagliaccio.

Ne esistono vari stadi che vanno dalla normale sgradevolezza e diffidenza alla vera e propria fobia che scatena, in presenza di un clown, i sintomi classici delle fobie : sudorazione, desiderio di scappare ed attacchi di panico in piena regola. (link : http://marcellanicolosi.over-blog.it/article-agorafobia-e-attacchi-di-panico-122886666.html )

Pare che ne soffra una buona parte della popolazione, ne riscontriamo la prova nella letteratura e nelle produzioni cinematografiche, basta pensare a It, uno dei capolavori di Stephen King, Joker, il supercattivo di Batman, il clown alcolizzato e corrotto dei Simpson.

Può essere superata razionalizzando ed umanizzando il pagliaccio negli stadi fobici semplici e con la terapia psicologica in quelli più gravi.

 

Vorrei concludere ricordando che, dalle fobie, si può guarire. Con la volontà e l'aiuto di un terapeuta specializzato! 

 

 

 

Fobie : paura delle scale, dei pagliacci e del sesso.

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Claustrofobia.

29 Giugno 2016, 16:28pm

Pubblicato da marcellanicolosi

La claustrofobia è la paura dello spazio chiuso.


Una delle più note e diffuse fobie è proprio questa.

Si scatena a causa di una brutta esperienza, come restare bloccati in uno spazio chiuso, dopo aver ascoltato racconti di persone a cui sia successo qualcosa di simile, se si vive una situazione esistenziale, professionale o affettiva che sembra essere senza via d’uscita, se si è sottoposti da tempo a pressioni, aspettative, richieste a cui non ci si può sottrarre o non si può reagire, se si conduce una vita diversa da quella voluta, ma non si è ancora in grado di cambiare.

Chi ne soffre di solito evita ascensori, metropolitane, tunnel, case piccole, porte girevoli e persino apparecchi diagnostici come quelli per la TAC.

 

Una precisazione va fatta : i claustrofobici non hanno paura dello spazio chiuso, ma delle possibili conseguenze negative derivanti dal fatto di trovarsi in quel luogo, come restare chiusi per sempre o morire soffocati, a causa della carenza di aria, e la poca libertà di movimenti che fa sentire molto vulnerabili.


I sintomi della claustrofobia sono sensazione di soffocamento, capogiri, attacchi di panico (link : http://marcellanicolosi.over-blog.it/article-agorafobia-e-attacchi-di-panico-122886666.html ), sensazione di morire, secchezza delle fauci, palpitazioni, rossore, sudorazione fredda, nausea, vertigini, polso rapido, malessere, vampate di calore, spesso iperventilazione. Questi disturbi possono portare a spasmi muscolari e formicolio, soprattutto su viso e mani.

 

Esistono alcuni indizi comportamentali che permettono di riconoscere un claustrofobico : questo, infatti, entrando in una stanza, controlla dove sono le uscite e preferisce stare vicino alle porte o alle finestre verificando che siano aperte o apribili, evita di guidare o entrare in una vettura durante l’ora di picco del traffico, evita di usare l’ascensore preferendo le scale, anche se deve recarsi in un piano elevato,  durante una festa affollata sceglie di restare vicino alle uscite.

 

La trappola di questa fobia è che resta sommersa ed il claustrofobico trova sempre delle scuse per spiegare le rinunce e gli strani comportamenti in presenza di luoghi chiusi, e preferisce assumere farmaci quando ne sente la necessità, spesso senza il controllo di un medico, piuttosto che ammettere di avere un problema. Questo atteggiamento non fa altro che far diventare “normale” un comportamento “anomalo”, lo rende un’ abitudine di vita e cronicizza il problema.

Il primo passo per uscire da questa trappola è dunque rendersi conto che esiste un problema di cui non bisogna vergognarsi.

In seguito è necessario riprendere la consapevolezza del proprio corpo per riconoscerlo come un luogo sicuro e riportare su carta i sogni, che, spesso, svelano i problemi inconsci che hanno scatenato la fobia. A questo punto è importante modificare gradualmente le proprie abitudini, senza forzature, ma con costanza.

    
Se non si riesce ad agire da soli o nei casi di claustrofobia grave è sempre possibile farsi aiutare da medici specializzati che useranno psicoterapia, tecniche di rilassamento e visualizzazione, terapia cognitiva comportamentale e in alcuni casi antidepressivi o ansiolitici.

La claustrofobia è considerata in antitesi all’agorafobia (link : http://marcellanicolosi.over-blog.it/article-agorafobia-e-attacchi-di-panico-122886666.html ) perché provoca sintomi generali simili, ma in presenza di condizioni opposte.

 

Claustrofobia.

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Cardiofobia e Cinofobia.

10 Giugno 2016, 17:45pm

Pubblicato da marcellanicolosi

Riprendiamo dopo qualche giorno di pausa e parliamo di due fobie molto diffuse :

La Cardiofobia e la Cinofobia.

 

La cardiofobia è la paura di patire malattie del cuore e di poter essere vittima improvvisa di infarto.

Nonostante i reiterati interventi medici, compresi i controlli e gli esami cardiologici e nonostante l’assenza di patologie organiche, il cardiofobico continua a lamentare costanti e frequenti dolori al petto, mostra ansia eccessiva in presenza di tachicardia o bradicardia e focalizza l’attenzione sul cuore in ogni situazione di stress ed agitazione.

Proprio questo costante e ansioso controllo sulla funzionalità cardiaca innesca una reale alterazione del ritmo cardiaco che induce il fobico a preoccuparsi fino al punto di sperimentare veri e propri attacchi di panico.

I sintomi del panico ( link : http://marcellanicolosi.over-blog.it/article-agorafobia-e-attacchi-di-panico-122886666.html ) sono così simili a quelli di un infarto che il cardiofobico deciderà di recarsi al pronto soccorso.

Allo stesso modo il cardiofobico evita qualunque situazione, come attività stressanti o che comportano sforzo fisico, che potrebbero influire con il normale funzionamento del cuore.

Spesso i familiari e gli amici tentano di rassicurare il proprio caro, ma finiscono per assecondarlo ed accompagnarlo continuamente al pronto soccorso contribuendo ad esacerbare il problema.

E’ possibile intervenire su questa fobia con una terapia strategica che, sposando la logica del paziente, rompe la principale disfunzione del cardiofobico e cioè il continuo monitoraggio cardiaco e cambia gradualmente il modo di vivere e la percezione del proprio corpo.

 

La Cinofobia è la paura dei cani o della rabbia che questi potrebbero trasmettere.

A parte il vero e proprio trauma conseguente al morso di un cane, l’espansione di questa fobia è stata causata dalla pressione mediatica nei confronti delle aggressioni canine. Il cane, anche se addomesticato, è pur sempre un predatore, caratteristica esacerbata dal fobico che diventa tale pur non avendo subito un’aggressione.

La fobia si sviluppa probabilmente durante l’infanzia, periodo nel quale si può restare traumatizzati anche solo dal modo in cui il cane si muove, e può essere rivolta a tutti i cani o ad una razza, una taglia ed un colore in particolare.

La maggior parte degli psicologi sono convinti che la graduale esposizione ai cani prevenga l’insorgere della cinofobia e che la possa curare se si è già manifestata.

E’ inoltre possibile che la cinofobia attecchisca a causa di altri traumi che non hanno nulla a che vedere con i cani. Ne parla Freud quando descrive il problema di un bambino che riversava sugli animali la paura latente per il padre.

E’ importante dunque capire la reale fonte della fobia per scegliere la terapia giusta.

Una potrebbe essere la ristrutturazione cognitiva, cioè la modifica di come il cervello interpreta la fonte della fobia.

Il primo passo è quello di capire che la paura è del tutto irrazionale e poi ricercarne la causa facendosi aiutare da un terapeuta che, spesso, consiglia l’uso di un diario su cui annotare le impressioni e le sensazioni di quando si entra in contatto con gli “amici pelosi”.

In questo modo è possibile scoprire la causa reale della fobia non necessariamente legata ai cani, ma a qualcosa di più profondo e totalmente diverso.

 

Piccola curiosità : la cinofobia è stata utilizzata, insieme ad altre, come metodo di tortura. Il prigioniero incappucciato veniva avvicinato a cani latranti tenuti al guinzaglio. 

Cardiofobia e Cinofobia.

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Altre fobie con la "C" ...

16 Maggio 2016, 17:33pm

Pubblicato da marcellanicolosi

Caetofobia : paura del pelo e degli esseri pelosi che si estende anche al disgusto verso i propri  peli e capelli.  Provocata da un trauma in cui sono coinvolti appunto i capelli, più facilmente durante l’infanzia,  provoca i sintomi classici che si manifestano, nei diversi stadi, quando il fobico si avvicina a persone con capigliature folte, ma anche quando si guarda allo specchio.

Spesso il fobico decide quindi  di sottoporsi a trattamenti per l’eliminazione totale della peluria e persino dei capelli.

 

Caliginefobia : paura delle belle donne.
Da non confondere  con la timidezza, la ginefobia che è la paura di tutte le donne e la misoginia che è il disprezzo per le donne, questa fobia si innesca a causa di una qualche esperienza negativa con una donna che il fobico ritiene essere bella. Purtroppo è una paura invalidante che impedisce a chi ne soffre di avere anche solo rapporti lavorativi con le belle donne  o, addirittura, di guardare film e/o fotografie.

 

Carcinofobia :  paura del cancro e/o di contrarre questa malattia. E’ conosciuta anche come cancerofobia.

E’ abbastanza ovvio essere spaventati da una malattia potenzialmente mortale come il cancro, ma i fobici soffrono di una vera e propria ossessione. Ogni sintomo o malessere viene immediatamente ricondotto al cancro, soprattutto il mal di testa,  e, pur non essendo una malattia infettiva, i fobici evitano il contatto con i malati di cancro onde evitare appunto il contagio.  I carcinofobi tendono inoltre ad evitare le sigarette ed il sole e si sottopongono a frequenti controlli per assicurarsi di non aver contratto il cancro.

Le terapie di Programmazione Neurolinguistica per guarire da questa fobia possono essere molto lunghe e faticose.

 

Catisofobia : paura di sedersi su una sedia o in qualunque altro posto.

Può essere legata al trauma infantile di aver subito delle punizioni a scuola o a casa come dover stare seduto, probabilmente con la faccia rivolta al muro, ma, in maniera più grave, possono soffrirne persone che hanno subito un rapimento o delle torture.

E’ possibile che la Catisofobia sia associata ad altre paure come quella di dover parlare di fronte ad un pubblico.

 

Catoptrofobia : paura degli specchi che può estendersi alla paura di vedere la propria immagine riflessa.

La paura è scatenata da svariate ragioni, dalla semplice superstizione, che considera lo specchio un passaggio verso qualcosa di sovrannaturale o verso un altro mondo, alla bassa autostima.

Inoltre più grande è lo specchio e più intenso è il panico, se si considera quindi che il fobico evita persino la propria immagine riflessa, si può comprendere quanto invalidante sia questa patologia.

Chi ne soffre deve assolutamente seguire una terapia per riprendere il controllo della sua vita.

 

Chamainofobia : paura della festa di Halloween.
Chi non la conosce, è festeggiata persino in Italia ormai.

Per la maggior parte della gente è un momento di svago e di divertimento, ma per alcuni soggetti è solo una notte di paura.

Non è la festa in sé che provoca l’attacco fobico, ma lo scenario che c’è intorno, quindi chi ne soffre spesso è vittima di altre fobie legate soprattutto ad animali ed insetti.

Le decorazioni di Halloween sono spesso ragni e serpi di plastica e questo incanala il fobico verso il rifiuto della festa a cui non parteciperà evitando di decorare la propria casa e non partecipando ai festeggiamenti.

Per curarla è quindi necessario indagare sulla causa scatenante e sottoporsi alla corretta terapia.

 

 

Chemofobia :  paura dei prodotti chimici e di lavorare con essi.

I chemofobici sono convinti che le sostanze “chimiche” siano dannose mentre quelle “naturali” no.

E’ importante però fare qualche precisazione. La prima è che la tossicità di una molecola non dipende dal procedimento usato per sintetizzarla, ma dalle sue caratteristiche intrinseche. Inoltre ogni cosa presente nell’universo è costituita da sostanze chimiche e cioè sostanze pure e non trattate in alcun modo. Semplicemente il fobico non sa o si rifiuta di accettare questi semplici dati di fatto.


 

Ciberfobia :  paura dei computer e di lavorare con computer.
E’ una fobia piuttosto recente e colpisce tutte quelle persone che, in qualche modo, si sentono inadeguate di fronte agli apparecchi tecnologici come i computer.

Queste persone rifiutano qualunque interazione con questi apparecchi e superano la loro paura solo sottoponendosi ad una terapia virtuale che le mette in contatto con la tecnologia in modo graduale dando loro la consapevolezza di poterli gestire.

 

Altre fobie con la "C" ...

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Le fobie che iniziano con la "C".

14 Maggio 2016, 12:31pm

Pubblicato da marcellanicolosi

Prima di iniziare vorrei ricordare alcune cose sulle fobie.

La prima è che la fobia è una paura ingiustificata, anormale e persistente che non ha attinenza oggettiva con l’effettivo pericolo che si corre entrando in contatto con la fonte di tale paura.

La seconda è che dalle fobie si può guarire con l’aiuto di psicoterapeuti e terapie mirate.

Iniziamo dunque l’elenco delle fobie che iniziano con la lettera C.

 

Cacofobia :  paura della bruttezza, delle persone brutte e della bruttezza in genere.
Cainofobia  : paura di fallire o di essere vinto.

Cainolofobia : paura delle novità. E’ conosciuta anche come cainotofobia.

Carnofobia : paura della carne.

Catagelofobia : paura di fare il ridicolo, oppure ad essere ridicolizzati.

Catapedafobia : paura di saltare, tanto da luoghi alti quanto bassi.

 

Ceraunofobia : paura dei fulmini e dei tuoni. E’ conosciuta anche come brontofobia, tonitrofobia e astrafobia.

(Link http://marcellanicolosi.over-blog.it/2015/03/fobie-con-la-a-aracnofobia-e-apifobia.html )

Possono soffrirne esseri umani, specialmente i bambini, ma anche cani e gatti.

A parte i sintomi classici che includono attacchi di panico, difficoltà respiratorie, tachicardia, sudorazione e nausea i ceraunofobici tendono a nascondersi in luoghi privi di porte e finestre durante i temporali. La terapia per curare questa fobia consiste nell’esposizione graduale appunto ai temporali.

 

Cheimafobia : paura di sentire freddo. E’ conosciuta anche come cheimatofobia, frigofobia o criofobia.

Chirofobia : paura delle mani.

Chorofobia : paura di ballare.

Chrometofobia : paura del denaro. E’ conosciuta anche come chrematofobia.

Chronomentrofobia : paura degli orologi.

 

Ciclofobia : paura delle biciclette o di andare in bicicletta.

Cimofobia : paura delle onde o dei movimenti ondulatori.

Cleinofobia : paura della reclusione. E’ conosciuta anche come clitrofobia.

Cleitrofobia : paura di restare chiuso in un luogo.

 

Cleptofobia : paura di essere derubato o di derubare.

Cnidofobia : paura dei pungiglioni e delle punture.

Coimetrofobia : paura dei cimiteri.

Coinonifobia : paura delle abitazioni.

 

Cionofobia : paura della neve. E’ conosciuta anche come quionofobia.

Cipridofobia : paura delle prostitute o di contrarre malattie veneree. E’ conosciuta anche come ciprifobia, ciprianofobia o ciprinofobia.

Colerofobia : paura di arrabbiarsi o di incollerire.

Cometofobia : paura delle comete.

Coniofobia : paura della polvere. E’ conosciuta anche come amathofobia.

(Link : http://marcellanicolosi.over-blog.it/article-paura-dei-polli-alektorofobia-e-altre-123631619.html )

 

Consecotaleofobia : paura delle bacchette cinesi.

Contreltofobia : paura di essere vittima di abusi sessuali.

Copofobia : paura di affaticarsi o di sentire fatica.

Coprastasofobia : paura della costipazione e di costiparsi.

Coprofobia : paura delle feci.

 

Cosmicofobia : paura dei fenomeni cosmici.

Cremnofobia : paura dei precipizi e degli abissi.

Cristalofobia : paura del vetro e dei cristalli.
Coloro che ne soffrono temono gli oggetti fatti di cristallo e/o vetro  così come i loro frammenti.  Fobia particolarmente complicata considerata la diffusione enorme di oggetti di vetro.

 

Centofobia :  paura delle cose o delle idee nuove proprie o di altre persone.
Si associa al timore per le nuove esperienze e per il cambiamento compreso quello più generico dell’ideologia dominante.

Chronofobia :  paura del tempo e del passare del tempo.

Questa fobia è strettamente correlata alla claustrofobia. E’ chiamata anche nevrosi delle prigioni, perché proprio i detenuti sentono il peso del tempo in relazione alla durata della loro sentenza e del lento scorrere del tempo mentre si è rinchiusi in prigione.

Cibofobia : paura del cibo o di mangiare.

In alcuni casi si sviluppa dopo aver  sperimentato, in diverse occasioni, nausee, dolori addominali o vomito dopo l’ingestione di cibi. L’inadeguata alimentazione conseguente implica una perdita di peso anche eccessiva e pericolosa. Spesso questa fobia è la conseguenza di patologie organiche e/o il sintomo di malattie psichiatriche legate a disordini alimentari come l’anoressia e/o la bulimia.

 

Colpofobia :  paura dei genitali, particolarmente quelli femminili.
 

Criofobia :  paura del freddo estremo, delle brine e delle gelate.
I criofobici, spesso, scelgono di vivere in luoghi a clima caldo, oppure si coprono più del dovuto, restano in casa i giorni di freddo ed evitano  i cibi e le bevande fredde e persino i cubetti di ghiaccio.

 

Cromatofobia :  paura dei colori. E’ conosciuta anche come cromofobia.

Questa paura è scatenata da un trauma a cui, il fobico, associa inconsciamente un colore o persino tutti i colori. La cromatofobia ha diversi gradi di gravità ed ha diversi nomi in base al colore che la provoca.

Alcuni esempi sono la cianofobia,  paura del colore azzurro, la pantofobia, paura del giallo, l’eritrofobia, paura del rosso, la cloro fobia, paura del verde, la crisofobia, paura dell’arancione, la porfirofobia, paura del porpora o viola, la leucofobia, paura del bianco e melanofobia, paura del nero.

Questa particolare fobia può essere curata affrontando e tentando di superare il trauma che l’ha provocata magari con l’aiuto di un terapeuta specializzato.

 

Counterfobia  : All’opposto delle altre fobie conosciute questa provoca in chi ne soffre il piacere di sottoporsi a situazioni di ansia e paura. Il counterfobico ricerca dunque tutte quelle situazioni che gli provocano l’attacco fobico forse per ricevere una potente scarica di adrenalina che, a livello mentale è un beneficio, ma che ha effetti persistenti sul corpo, come l’ansia, il tremore e gli attacchi di panico  spesso devastanti. E’ particolarmente complicato trovare la terapia giusta per questi fobici che vivono sensazioni contrastanti ed oscillano tra paura e piacere e tra ansia ed eccitazione.

 

Ma non finisce qui ... al più presto arriveranno le altre fobie con la "C".

Le fobie che iniziano con la "C".

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Dalle fobie si può guarire : altre fobie con la B!

10 Aprile 2016, 13:09pm

Pubblicato da marcellanicolosi

Salve a tutti amici del mio blog, in questi ultimi mesi ho avuto qualche difficoltà emotiva e materiale così non ho avuto molta voglia di scrivere.

Adesso mi sto sforzando di ritrovare il ritmo, di accettare gli imprevisti e costruirmi la vita giorno per giorno, non lasciandomi abbattere dall’impossibilità di controllare tutto e dall’impossibilità di mantenere gli impegni che prendo con me stessa.

Così, mentre mi godo la WWE, beh si … è un po’ violenta, ma a me piacciono le acrobazie, comunque, dicevo … mentre mi godo la compagnia virtuale di questi atleti, ne approfitto per parlare ancora di fobie.

 

Voglio innanzitutto ricordare che non sono un medico, ma, essendo un po’ fobica anche io, voglio che altre persone che soffrono di questi disturbi sappiano di non essere sole e che, se si impegnano, possono superare le loro paure o imparare a conviverci senza lasciarsi sopraffare.  

 

Eravamo dunque arrivati alle fobie che iniziano con la “B” e ne concludiamo l’elenco.

La Bibliofobia è la paura persistente ed ingiustificata dei libri. Ovviamente per bibliofobia non si intende l’avversione alla lettura che possono provare molti alunni quando devono studiare, ma la profonda paura che porta fino agli attacchi di panico quando il fobico si avvicina al libro.

Il fobico razionalmente sa benissimo che i libri sono oggetti inanimati ed inoffensivi, ma la fobia affonda le sue radici nell’inconscio quindi per superarla bisogna scavare e capire qual è stata la causa scatenante, partendo da lì per superare la paura ed andare avanti.

 

Dalle fobie si può guarire : altre fobie con la B!

La Blenofobia è la paura delle cose viscide come il fango, l’albume dell’uovo, i pesci, i serpenti e le lumache. I blenofobi hanno paura che la sostanza viscida possa soffocarli a causa, probabilmente, di un qualche incidente occorso in passato. Come molte fobie questa può essere superata con la rieducazione progressiva.

 

La Bogifobia è la paura dell’uomo nero, degli gnomi e degli spettri. E’ facile capire che questa fobia affonda le radici nell’infanzia e, forse, nelle cattive abitudini di genitori che, per far stare tranquilli i loro figli, usano le loro paure con frasi come “Stai buono altrimenti l’uomo nero ti porta via!”

Non è una fobia facile da superare proprio a causa dell’età in cui si è insinuata nella mente del fobico, ma lavorando su se stessi e con l’aiuto di un buon terapeuta è possibile.

Stesso principio vale per la Bolsefobia, cioè la paura dei bolscevichi e dei comunisti.

 

La Bromidrosifobia è la paura relativamente rara, ma non per questo meno invalidante, dell’odore corporeo proprio o degli altri.

 

La Bufonobia è la paura dei rospi. Possono soffrirne bambini ed adulti e nasce dalla paura che il rospo possa crescere fino al punto di divorarli. Anche questa è una fobia trattabile con la rieducazione progressiva.

 

La Botanofobia è la paura di piante, alberi e fiori.

Normalmente si sviluppa durante l’infanzia nel caso un malessere causato da una pianta venga associato a tutte le altre o in persone profondamente superstiziose che sono convinte che, una pianta o un fiore lasciati nella camera di un malato, attiri spiriti maligni che facciano del male al paziente.

Il fobico tende a umanizzare la pianta che consuma il suo ossigeno ed occupa il suo spazio quindi è necessario agire razionalizzando e spiegando al paziente che in realtà le piante “producono” ossigeno e “consumano” anidride carbonica.

 

Infine abbiamo la Brontofobia che è, in generale, la paura dei temporali, ma nello specifico dei tuoni e dei fulmini.

E’ una fobia che nasce dalle profondità dell’istinto primordiale che associa i tuoni ed i fulmini alla collera degli dei e, ancor prima, all’incapacità di spiegare tali fenomeni atmosferici.

I livelli della Brontofobia sono numerosi e vanno dalla semplice ansia che precede l’inizio di un temporale a veri e propri attacchi di panico che impediscono al fobico di continuare le sue normali attività anche in presenza di previsioni meteo poco favorevoli.

C’è infine da dire che in presenza di temporali si alterano numerosi parametri ambientali che possono infastidire, anche in modo significativo, soggetti particolarmente sensibili.

 

Come sempre voglio ricordare che ogni fobia può essere curata con buona volontà e l’aiuto di psicoterapeuti spcializzati.

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Fobie con la B : paura di aghi e siringhe, pallottole, pendenze, profondità, altezza, batteri, microbi, gravità!

22 Aprile 2015, 19:06pm

Pubblicato da marcellanicolosi

Balistofobia : paura persistente, anormale e ingiustificata dei missili e/o delle pallottole.

Batmofobia : paura persistente, anormale e ingiustificata dei gradini delle scale oppure delle pendenza ripide.

Batofobia : paura persistente, anormale e ingiustificata delle altezze o di esser vicino a edifici alti. Vedi anche Acrofobiahttp://marcellanicolosi.over-blog.it/article-fobie-con-la-a-119749130.html

Batracofobia : paura persistente, anormale e ingiustificata dei batraci, come rane, salamandre, ecc.

Bacilofobia : paura persistente, anormale e ingiustificata dei microbi, dovuto alle malattie che questi possono trasmettere. Associabile alla Bacteriofobia : paura persistente, anormale e ingiustificata dei batteri, e di contrarre malattie per loro causa.

Questa fobia può scatenarsi quando il soggetto che ne soffre abbia assistito in prima persona ad un’epidemia. Quando succede il fobico è ossessionato dalla possibilità che ci siano batteri nel cibo, negli indumenti, nel letto, nell’acqua ed in qualsiasi luogo o cosa con cui questo entri in contatto. Alcuni bacteriofobici arrivano a pensare che i batteri possano mangiarli vivi e ad avere paura anche delle malattie associate ai batteri stessi.

La forma lieve è piuttosto comune e si manifesta con il disturbo ossessivo compulsivo per la pulizia, specialmente degli utensili da cucina, degli indumenti prima di indossarli e nel lavaggio reiterato delle mani.

 

Barofobia : paura persistente, anormale e ingiustificata della forza di gravità.

La paura che la gravità lo schiacci fino ad ucciderlo si scatena nel fobico quando questo sale su ascensori, scale meccaniche e giostre del Luna Park. La comparsa della barofobia può essere dovuta, infatti, proprio a cattive esperienze passate su una montagna russa, su una scala meccanica o su un ascensore. I sintomi sono quelli classici, ansia, sudorazioni ed attacchi di panico.

Questa fobia può essere curata grazie a terapie mirate comprese l’ipnosi, la terapia cognitiva-conduttuale, l’uso di realtà virtuale e gli antidepressivi.

 

Basofobia :  paura persistente, anormale e ingiustificata di camminare, cadere e di non riuscire a restare in piedi.

Normalmente affligge persone che di recente hanno subito la frattura di un osso o l’immobilità prolungata di una gamba. La fisioterapia e la sicurezza derivante dal supporto della famiglia e dei cari può aiutare il fobico a riacquistare fiducia e lentamente superare i suoi timori e riprendere a camminare.

 

Bathofobia : paura persistente, anormale e ingiustificata della profondità.

Chi soffre di questa fobia è perfettamente consapevole del fatto che non esiste alcun pericolo reale di cadere in un luogo profondo. Eppure la paura si scatena davanti a una strada lunga e oscura, ad un pozzo o ad un lago. Non è chiaro il motivo per cui questa fobia esploda, è possibile che sia però legato all’impossibilità di sapere con certezza cosa si cela nell’oscurità e nelle profondità.

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Belonefobia : paura persistente, anormale e ingiustificata degli aghi e gli spilli. E’ conosciuta anche come aichmofobia.

http://marcellanicolosi.over-blog.it/article-agorafobia-e-attacchi-di-panico-122886666.html

E’ una fobia piuttosto comune e circa il 10% della popolazione ne soffre. Di solito si scatena quando il fobico si trova nelle vicinanze di oggetti acuminati o taglienti come aghi, coltelli, siringhe, seghe o seghetti, coltellini, vetri rotti o qualsiasi altro elemento che possa provocare ferite sanguinanti. A questa fobia si associano dunque l’emofobia (paura del sangue) e la traumatofobia (paura delle ferite).
Ovviamente è del tutto normale avere paura quando si viene attaccati con un oggetto acuminato o  nel vedere una scena di attacco in un film, in quanto si tratta di una situazione di emergenza o pericolo.

Mentre si parla di belonefobia quando l’ansia si scatena in situazioni normali, come dover andare in un laboratorio per farsi un’analisi del sangue, oppure nel vedere qualcuno in cucina usare un coltello. Nei casi estremi il fobico evita anche solo l’uso e la visione di quegli oggetti.
Le donne incinte con belonefobia manifestano anche molte difficoltà al momento di ricevere l’anestesia per il parto.
I síntomi essenzialmente possono includere svenimenti, sudore dei palmi delle mani, capogiri, pallore, nausee, vertigini nel vedere l’ago o l’oggetto acuminato. E’ possibile che esista una componente genetica, poiché, spesso, questi fobici hanno nelle loro famiglie qualcuno con la stessa fobia.

 

Tutte le fobie possono essere curate con interventi e terapie mirate.
 

 

Fobie con la B : paura di aghi e siringhe, pallottole, pendenze, profondità, altezza, batteri, microbi, gravità!

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Fobie con la A : Aracnofobia e Apifobia!

28 Marzo 2015, 17:38pm

Pubblicato da marcellanicolosi

Continua la nostra carrellata di fobie! Concludo con questo articolo le fobie con la "A" e ricordo che qualunque problema psicologico può essere risolto grazie all'aiuto di professionisti e terapie mirate!

 

Antropofobia : paura persistente, anormale e ingiustificata delle persone e della società. E’ una variante piuttosto comune della claustrofobia ed esprime la paura di essere schiacciato dalle masse.

Anuptafobia : paura persistente, anormale e ingiustificata di non contrarre mai matrimonio e quindi restare scapolo.

Apeirofobia : paura persistente, anormale e ingiustificata dell’infinito.

 

Aphenphosmfobia : paura persistente, anormale e ingiustificata di essere toccato conosciuta anche come afefobia. A causa di questa fobia la normale tendenza delle persone di proteggere il proprio spazio è acutizzata fino alla percezione di essere contaminati, persino da persone che il fobico conosce bene. Quando la fobia si estende unicamente alle persone di sesso opposto si chiama contreltofobia o agrafobia ed è indicata come fobia delle molestie sessuali.

Apotenmofobia : paura persistente, anormale e ingiustificata delle persone con amputazioni.

Araquibutirofobia : paura persistente, anormale e ingiustificata che i gusci delle arachidi e che il burro di arachidi si incolli al palato.

 

Aritmofobia : paura persistente, anormale e ingiustificata dei numeri e della matematica.

Arrhenfobia : paura persistente, anormale e ingiustificata degli uomini. E’ conosciuta anche come androfobia. Vedi http://marcellanicolosi.over-blog.it/2014/11/altre-fobie-con-la-a.html

Arsonfobia : paura persistente, anormale e ingiustificata del fuoco e degli incendi.

 

Asimetrifobia : paura persistente, anormale e ingiustificata delle cose asimmetriche.

Astenofobia : paura persistente, anormale e ingiustificata di svenire o di debilitarsi.

Astrapofobia : paura persistente, anormale e ingiustificata dei fulmini e dei tuoni delle tormente. E’ conosciuta anche come astrafobia.

 

Astrofobia : paura persistente, anormale e ingiustificata delle stelle e lo spazio siderale.

Ataxiofobia : paura persistente, anormale e ingiustificata dello scoordinamento muscolare, o atassia.

Ataxofobia : paura persistente, anormale e ingiustificata del disordine o della scarsa prolissità.

 

Atefobia : paura persistente, anormale e ingiustificata delle rovine o delle reliquie antiche.

Atelofobia : paura persistente, anormale e ingiustificata dell’imperfezione.

Athazagorafobia : paura persistente, anormale e ingiustificata di essere dimenticato, o ignorato o di dimenticare. Equivalente http://marcellanicolosi.over-blog.it/2014/11/altre-fobie-con-la-a.html

 

Atomosofobia : paura persistente, anormale e ingiustificata delle esplosioni atomiche e delle armi atomiche.

Aulofobia : paura persistente, anormale e ingiustificata dei flauti.

Aurofobia : paura persistente, anormale e ingiustificata dell’oro e degli oggetti in oro.

 

Aurorafobia : paura persistente, anormale e ingiustificata delle aurore boreali.

Autodisomofobia : paura persistente, anormale e ingiustificata di qualcuno che ha un odore sgradevole.

Automatonofobia : paura persistente, anormale e ingiustificata dei bambolotti da ventriloquo, delle creature animate, dei pupazzi di cera e in genere di tutto ciò che rappresenta falsamente un essere vivente.

 

Automisofobia : paura persistente, anormale e ingiustificata di sporcarsi o di macchiarsi.

Aviatofobia : paura persistente, anormale e ingiustificata di volare. E’ conosciuta anche come aerofobia o aviofobia. Vedi http://marcellanicolosi.over-blog.it/article-altre-fobie-con-la-a-120283491.html

 

Autofobia : paura persistente, anormale e ingiustificata della solitudine. Il fobico soffre pur rendendosi conto che trovarsi da solo non presuppone alcuna minaccia. Più profondamente ha paura di non essere amato perché si sente ignorato e può anche manifestare timore per gli estranei, per i rumori di origine sconosciuta, o la possibilità di avere un problema di salute.
L’autofobia si manifesta anche come paura irrazionale di se stesso.
Molti auto fobici, pur di evitare la solitudine, si impegnano in rapporti di coppia codipendenti, che producono solo ulteriore sofferenza.

 

Apifobia : paura persistente, anormale e ingiustificata delle api o delle vespe o di essere punto da loro.

E’ nota anche come melisofobia ed è molto comune tra le persone considerato che può facilmente capitare di essere punti da un’ape, o che capiti a familiari, amici o conoscenti. Poiché la puntura è abbastanza dolorosa e l’irritazione che produce può durare diversi giorni, la paura moderata delle api è abbastanza naturale, soprattutto nei bambini.
Quando negli adulti la paura è eccessiva la si associa alla mancanza di conoscenza delle abitudini di questi insetti. Le api, infatti, attaccano per difendere l’alveare o accidentalmente quando vengono schiacchiate. Un’ape in mezzo al campo quindi non rappresenta una minaccia.

Inoltre ormai è risaputo che la salute delle api è indicativa della salute dell’ambiente circostante. L’eliminazione indiscriminata delle api, dovuta ad una paura irrazionale, può quindi causare gravissimi danni all’ambiente. E’ quindi importante proteggerle e tutelarle.
Per concludere l’apifobia è una delle zoofobie più comuni nell’infanzia, per aiutare i bambini a superarla e a capire che i loro timori sono infondati, è necessario far conoscere loro le abitudini delle api e la loro importanza.

 

Atiquifobia : una paura persistente, anormale e ingiustificata di fallire, di sbagliare o commettere sbagli.

Il timore del fallimento è abbastanza diffuso tra le persone, ma quando questo diventa una paura estrema ed irrazionale si trasforma in fobia. Questa è una fobia particolarmente paralizzante, poiché chi ne soffre smette di implicarsi in attività in cui teme di fallire. A volte la fobia è talmente profonda che il soggetto che ne soffre boicotta inconsciamente la sua possibilità di successo.
Le cause di questa fobia possono essere correlate a genitori o fratelli molto esigenti durante l’infanzia, o al fatto di aver patito vergogna e umilliazioni per un fallimento minore. La nostra cultura, inoltre, fa della perfezione un culto tanto nell’immagine, quanto nelle relazioni, nella carriera ed in ogni aspetto della vita. Nella nostra società non c’è spazio per i perdenti, o almeno così ci hanno insegnato ed inculcato. In realtà la perfezione è solo un’illusione, eppure il fobico sente di non essere completo finché non l’ha raggiunta.
La terapia di questa fobia consiste in tecniche di autoaiuto e di motivazione. Alcuni fobici recuperati dicono che il primo passo è quello di accettare il fallimento come possibilità e, in seguito, di far fronte a quello che si teme per gradi .

Aracnofobia o aracnefobia

È definita come una paura persistente, anormale e ingiustificata dei ragni e, nei casi più acuti, delle ragnatele che riflette probabilmente la fobia di essere intrappolati, di non avere via di fuga.

E’ probabilmente la fobia più diffusa tra quelle degli animali e può presentarsi in vari livelli di intensità, dal semplice disgusto alla forte repulsione, fino a toccare livelli di orrore incontrollabile e sproporzionato che portano agli attacchi di panico. http://marcellanicolosi.over-blog.it/article-agorafobia-e-attacchi-di-panico-122886666.html

(Tra i sintomi più frequenti, si ricordano sudorazione, respiro affannoso, nausea ed aumento della frequenza cardiaca.)

Nei casi più gravi gli attacchi di panico possono presentarsi anche in presenza di una semplice fotografia o di un filmato, così il fobico tende a restare lontano dai luoghi dove possono trovarsi ragni o dove hanno visto ragnatele, fino a scegliere, in base a questa fobia, il luogo di residenza, le destinazioni per le vacanze e il tipo di attività nel tempo libero.

In alcuni aracnofobici la paura si presenta al solo pensiero che all'interno di una stanza possa esserci un ragno. Il soggetto, di conseguenza, è in grado di entrare in quella camera solo dopo uno sforzo mentale abnorme, unico modo per superare la fobia. Tipica degli aracnofobici è la sensazione di essere infestati dai ragni e di percepire le zampette correre sulla pelle, come se l’essere umano possa diventare il pasto del ragno.

Così come per le altre fobie, alla base dell’aracnofobia c’è un disturbo psicologico.

Alcuni autori pensano che ha tutto origine dalla particolare struttura fisica del ragno, mentre per altri è la sua simbologia che determina la fobia essendo visto come l’intermediario per l’aldilà. Probabilmente dietro all’aracnofobia si nasconde l’ansia della morte, l’inquietudine di vivere e di trovarsi in situazioni in cui non si ha via di scampo.

Nella simbologia il ragno è considerato una creatura imprevedibile ed ambivalente, in cui nella medesima bestia regna sia il bene che il male.


Secondo un’ antica credenza l'anima può entrare ed uscire dalla bocca durante il sonno sotto la veste del ragno, mentre nell'arte alcuni dipinti raffigurano ragni giganti con il volto di donna, a causa della sua correlazione con l’atto della creazione. La donna ragno simboleggia duplici significati opposti : l'umano e la bestia, la bellezza e la mostruosità, il reale e l'immaginario.


Per altri autori, invece, l'aracnofobia esprime l’inconscio tentativo di alienare se stessi nei confronti del mondo, e ancora, il tentativo di allontanare involontariamente alcuni comportamenti - inconsciamente reputati erronei - del proprio ego.

Poiché l’aracnofobia viene considerata come una fobia semplice non esistono trattamenti farmacologici mirati. Per questo motivo si tende a risolvere il problema con la cosiddetta esposizione dal vivo, una terapia comportamentale che consiste nel contatto ravvicinato con il ragno. Ovviamente il trattamento viene effettuato per gradi : all’inizio il fobico viene sottoposto a domande mirate sulla sua paura per estrapolare i motivi che l’hanno indotta. Quindi vengono mostrate delle foto al paziente, poi vengono mostrati dei ragni veri attraverso un vetro e, infine, si porta il soggetto a toccare direttamente il ragno. Di solito la terapia da buoni risultati sebbene vada ripetuta periodicamente per evitare ricadute.

Altri autori preferiscono invece metodi più diretti che consistono nell’esposizione improvvisa del ragno al fobico. Bisogna comunque ricordare che non è il ragno in sé che crea la paura, ma è solo l’oggetto su cui il fobico riversa un’angoscia più profonda. Alcuni esperti sono convinti che l’aracnofobia affonda le sue radici nell’infanzia, periodo in cui la forza mentale non è ancora consolidata e stabile. Le paure viste con gli occhi di un bambino vengono ingigantite ed enfatizzate e generano un senso di angoscia ed il relativo meccanismo apparentemente difensivo, che consiste nel far ricadere la responsabilità dell'angoscia proprio nel ragno.
Se non si ricorre a terapie psicologiche, l'aracnofobia, rimane un incubo che accompagna il malcapitato per tutta la vita.

Fobie con la A : Aracnofobia e Apifobia!

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Altre Fobie con la A!

5 Novembre 2014, 19:23pm

Pubblicato da marcellanicolosi

Continua la nostra carrellata di Fobie, alcune molto rare, altre strane, tutte curabili, basta volerlo e rivolgersi alle persone giuste e mai alle auto-cure!

 

Ambulofobia

 

È la paura persistente, anormale e ingiustificata di camminare.
Spesso questa fobia colpisce persone che hanno subito da poco una lesione alle gambe, una frattura o una paralisi importante che li ha immobilizzati per lungo tempo. La fobia provoca mancanza di fiato, farfalle nello stomaco, sudorazione e, più o meno, i sintomi del panico quando la persona dovrebbe camminare.
La fisioterapia, in questi casi, è fondamentale insieme ad una terapia mirata a rassicurare il paziente sulla sua totale guarigione.
Esistono anche altre tecniche volte a superare l’ambulofobia come esercizi di respirazione per calmare l’ansia e l’associazione di pensieri positivi legati al camminare.

 

Amnesifobia

 

È la paura di perdere la memoria a causa di una malattia o di un incidente.

L’Amnesiofobia colpisce soprattutto gli anziani che cominciano a sperimentare i primi sintomi di una amnesia assolutamente fisiologica. Per risolvere il problema e guarire da questa fobia è necessario che la persona che ne è colpita riacquisti fiducia in se stessa. Spesso tale terapia può risultare lunga e complicata, ma efficace.

 

Angrofobia

 

È definita come una paura persistente, anormale e ingiustificata di arrabbiarsi o all’antipatia.

Si tratta della paura di arrabbiarsi o di essere disturbato.

Come ogni altra fobia provoca attacchi di panico, palpitazioni, sudorazioni e nausea che possono essere limitati o addirittura eliminati con trattamenti farmacologici presenti sul mercato in grandi quantità e varietà.

Ma le medicine non curano la fobia, nel migliore dei casi sopprimono temporaneamente i sintomi.

Quindi potrebbero anche servire, ma solo se associati ad una terapia psicologica che, purtroppo, potrebbe durare anche per anni.

 

Androfobia

 

È definita come una paura persistente, anormale e ingiustificata degli uomini.

Si può manifestare sotto forma di paura o avversione morbosa nei confronti di persone di sesso maschile ed è probabilmente stata causata da un trauma subito in giovane età sia con un uomo che con un bambino.

Lo stato d’ansia si manifesta anche quando, chi ne soffre, si rende conto che gli uomini non rappresentano una minaccia reale.

Anche in questo caso la cura migliore è una terapia psicologica che permetta di portare alla luce e rimuovere il trauma.

 

Anablefobia

È definita come una paura persistente, anormale e ingiustificata di guardare verso l’alto.

Ancrofobia

È definita come una paura persistente, anormale e ingiustificata del vento o delle correnti d’aria. E’ conosciuta anche come anemofobia.

Anginofobia

È definita come una paura persistente, anormale e ingiustificata di contrarre angine, strozzarsi o soffocare.

Anglofobia

È definita come una paura persistente, anormale e ingiustificata di quel che è relazionato con l’Inghilterra e la cultura inglese.

Anquilofobia

È definita come una paura persistente, anormale e ingiustificata dell’immobilità dovuta all’essere ingessato.

Antlofobia

È definita come una paura persistente, anormale e ingiustificata di essere vittima di un’inondazione.

Antrofobia

È definita come una paura persistente, anormale e ingiustificata delle piante e delle piante in fiore. E’ conosciuta anche come antofobia.

Altre Fobie con la A!

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