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Volare con l'anima

Cardiofobia e Cinofobia.

10 Giugno 2016, 17:45pm

Pubblicato da marcellanicolosi

Riprendiamo dopo qualche giorno di pausa e parliamo di due fobie molto diffuse :

La Cardiofobia e la Cinofobia.

 

La cardiofobia è la paura di patire malattie del cuore e di poter essere vittima improvvisa di infarto.

Nonostante i reiterati interventi medici, compresi i controlli e gli esami cardiologici e nonostante l’assenza di patologie organiche, il cardiofobico continua a lamentare costanti e frequenti dolori al petto, mostra ansia eccessiva in presenza di tachicardia o bradicardia e focalizza l’attenzione sul cuore in ogni situazione di stress ed agitazione.

Proprio questo costante e ansioso controllo sulla funzionalità cardiaca innesca una reale alterazione del ritmo cardiaco che induce il fobico a preoccuparsi fino al punto di sperimentare veri e propri attacchi di panico.

I sintomi del panico ( link : http://marcellanicolosi.over-blog.it/article-agorafobia-e-attacchi-di-panico-122886666.html ) sono così simili a quelli di un infarto che il cardiofobico deciderà di recarsi al pronto soccorso.

Allo stesso modo il cardiofobico evita qualunque situazione, come attività stressanti o che comportano sforzo fisico, che potrebbero influire con il normale funzionamento del cuore.

Spesso i familiari e gli amici tentano di rassicurare il proprio caro, ma finiscono per assecondarlo ed accompagnarlo continuamente al pronto soccorso contribuendo ad esacerbare il problema.

E’ possibile intervenire su questa fobia con una terapia strategica che, sposando la logica del paziente, rompe la principale disfunzione del cardiofobico e cioè il continuo monitoraggio cardiaco e cambia gradualmente il modo di vivere e la percezione del proprio corpo.

 

La Cinofobia è la paura dei cani o della rabbia che questi potrebbero trasmettere.

A parte il vero e proprio trauma conseguente al morso di un cane, l’espansione di questa fobia è stata causata dalla pressione mediatica nei confronti delle aggressioni canine. Il cane, anche se addomesticato, è pur sempre un predatore, caratteristica esacerbata dal fobico che diventa tale pur non avendo subito un’aggressione.

La fobia si sviluppa probabilmente durante l’infanzia, periodo nel quale si può restare traumatizzati anche solo dal modo in cui il cane si muove, e può essere rivolta a tutti i cani o ad una razza, una taglia ed un colore in particolare.

La maggior parte degli psicologi sono convinti che la graduale esposizione ai cani prevenga l’insorgere della cinofobia e che la possa curare se si è già manifestata.

E’ inoltre possibile che la cinofobia attecchisca a causa di altri traumi che non hanno nulla a che vedere con i cani. Ne parla Freud quando descrive il problema di un bambino che riversava sugli animali la paura latente per il padre.

E’ importante dunque capire la reale fonte della fobia per scegliere la terapia giusta.

Una potrebbe essere la ristrutturazione cognitiva, cioè la modifica di come il cervello interpreta la fonte della fobia.

Il primo passo è quello di capire che la paura è del tutto irrazionale e poi ricercarne la causa facendosi aiutare da un terapeuta che, spesso, consiglia l’uso di un diario su cui annotare le impressioni e le sensazioni di quando si entra in contatto con gli “amici pelosi”.

In questo modo è possibile scoprire la causa reale della fobia non necessariamente legata ai cani, ma a qualcosa di più profondo e totalmente diverso.

 

Piccola curiosità : la cinofobia è stata utilizzata, insieme ad altre, come metodo di tortura. Il prigioniero incappucciato veniva avvicinato a cani latranti tenuti al guinzaglio. 

Cardiofobia e Cinofobia.

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