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Volare con l'anima

L'ambivalente Arnica Montana.

4 Novembre 2018, 10:49am

Pubblicato da marcellanicolosi

Importante : Non sono un erborista o un medico. Tutte le informazioni seguenti sono state recepite on line e riportate a livello informativo, quindi, in caso di necessità chiedete sempre al vostro medico curante.

 

Fatte le dovute premesse oggi voglio parlare di una pianta che tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo sentito nominare, magari quando il farmacista ci consiglia qualche pomata per lividi, contusioni o distorsioni che non vogliono passare da soli.

Il nome è facile da ricordare ma non tutti sanno che l’Arnica non è affatto una pianta innocua, ecco perché :

 

Arnica montana

 

È un’erba medicinale perenne appartenente alla famiglia della Asteraceae, ha fusto eretto e piuttosto robusto, può arrivare fino a 60 cm. di altezza, è caratterizzata da grandi capolini giallo aranciati che rilasciano un odore aromatico.

 

L’Arnica è originaria del territorio europeo che va dalla Penisola Iberica alla Scandinavia e fino ai Carpazi. Non si trova nelle Isole Britanniche ed è rara in Italia. Ama i terreni poveri come pascoli magri, brughiere e torbiere alte, i terreni silicei e le zone montane tra i 500 e i (2200)  2500 metri sul livello del mare. Non si trova invece nelle zone pianeggianti.

 

A causa delle coltivazioni intensive nelle regioni nordiche è sempre più rara, ma si tratta anche di una specie protetta grazie ai suoi numerosi usi in medicina. Questo però la rende anche una pianta difficile da produrre su scala industriale quindi spesso, per le grosse produzioni,  viene usata ad esempio l’Arnica chamissonis Less.

 

Ha radici rizomatose che tendono a svilupparsi in orizzontale e presenta gemme svernanti al livello del suolo che le proteggono dalla neve.

Il fusto è eretto e semplice a volte ramificato nella parte più alta in una o 2 coppie di rami opposti, lungo tutto il fusto si trovano 2 tipi di peli che si differenziano in base alla lunghezza.

L’Arnica presenta a volte 2 tipi di foglie, le basali opposte a croce di forma oblunga appena dentellata e quelle cauline opposte a coppie più piccole e lanceolate.

I fiori sono capolini giallo dorati nella parte esterna e arancio o giallo bruno nella parte interna e sbocciano tra maggio e agosto.

I frutti sono acheni bruno nerastri, la moltiplicazione può avvenire per divisione dei cespi oppure per seme in primavera o in autunno.

L'ambivalente Arnica Montana.

Usi effetti collaterali e controindicazioni

 

Sebbene sia una pianta usata in numerose preparazioni farmaceutiche e fitoterapiche, l’Arnica è una pianta velenosa, tanto che un tempo era usata proprio come veleno.

 

Se ingerita a forti dosi può provocare paralisi e tachicardia.

Nello specifico la tintura non diluita può provocare tachicardia, enterite e, nei casi più gravi, coma e collasso cardiocircolatorio.

In generale tra gli effetti gastroenterici meno gravi si possono presentare nausea, vomito, diarrea e dolori addominali accompagnati da crampi, e, in alcuni casi, anche allucinazioni.

 

Nei soggetti sensibili possono manifestarsi reazioni associabili all’allergia come rinite, congiuntivite, orticaria, broncospasmo, asma e anafilassi. Meno frequenti casi di eritema e dermatite da contatto.

 

Le controindicazioni più frequenti si manifestano in soggetti sensibili anche a piante appartenenti alla stessa famiglia e in caso di gravidanza e allattamento.

In ogni caso va evitato il contatto con occhi, bocca ed organi genitali. Si sconsiglia l’uso prolungato anche nel caso del semplice e più comune uso esterno.

 

Non esiste un antidoto noto, ma in caso di ingestione accidentale il carbone può assorbire le tossine nell’intestino e il consumo di liquidi può diluirne la concentrazione.

In base alla direttiva del Ministero della Salute del Luglio 2009 non è consentito l’inserimento dell’Arnica, in particolare l’olio, negli integratori alimentari.

 

L’infuso di foglie può essere utilizzato nel trattamento ad uso esterno di traumi e contusioni ma su cute integra, alcune sostanze contenute nella pianta sono infatti tossiche e pericolose a contatto con piaghe, abrasioni, ulcere varicose e ferite aperte. Su queste ultime può essere usata la pomata a base di Arnica, mentre la crema e/o la tintura diluita sono utili in caso di dolori reumatici e di alopecia.

 

L’arnica è usata come antinfiammatorio, analgesico e anti-fatica muscolare, nei casi di contusioni, compressioni, strappi muscolari, distorsioni, ematomi, ecchimosi, edemi da frattura, flebiti e tromboflebiti non ulcerative, nei disturbi e versamenti articolari anche a carattere reumatico, flogosi delle mucose orali e nelle infiammazioni da punture di insetti. 

Si trova in numerosi preparati per i massaggi sportivi e nei cerotti ad azione antireumatica.
La tintura ricavata viene utilizzata come rimedio contro acne e foruncolosi.
Ci sono studi clinici che confermano le sue proprietà antibatteriche, antitumorale
e fungicida.

A livello muscolare l’Arnica è utile per mialgia, lombalgia, dolori alla parete addominale e affaticamento.

 

L’Artrogel è un medicinale a base di Arnica testato ed approvato nel Regno Unito.

 

Estratti

 

Dai fiori e dai rizomi può essere estratta l’arnicina, un glucoside simile alla canfora e con cui si producono due tipi di olio essenziale. Inoltre dalla pianta possono essere estratti  fitisterina, acido gallico e tannino. Il periodo ideale per la raccolta è l’estate per foglie e fiori e settembre ottobre per i rizomi. 


Principi attivi

 

Questa pianta contiene lattoni sesquiterpenici, elenalina, Polifenoli, Flavonoidi polisaccaridi e carotenoidi, tannini, olio essenziale viscoso con timolo, carotenoidi, terpeni e triterpeni, fitosteroli, acidi grassi, alcani, , cumarine, poliacetileni, xantofille e acido cinnamico.

 

Proprietà :

 

analgesica, antinfiammatoria, antimicrobica, antisettica, antiflogistica, antireumatica, antinevralgica, antiedematosa, antitraumatica, revulsiva, immunostimolante.

 

Curiosità

 

Il nome Arnica nell’antichità veniva utilizzato per specie diverse che sviluppavano capolini gialli e la prima documentazione sull’arnica montana risale al 1731 in un manuale di giardinaggio mentre gli autori sono spesso in disaccordo sull’etimologia del nome, alcuni ritengono che derivi dal termine latino ptarmica che a sua volta deriva dal greco ptarmikos che significa starnutatorio a causa appunto dell’effetto prodotto dall’odore della pianta.

Altri studiosi ritengono che il nome derivi dal termine greco arnakis che significa pelle d’agnello a causa della delicata consistenza delle foglie.

 

In Francia viene indicata con il nome Tabac des Vosges (Tabacco di montagna) in quanto nelle regioni montane viene usata come tabacco da fiuto. 

Altri nomi con cui è conosciuta sono : Betonica di monte, Erba delle cadute, Erba benedetta delle montagne, Starnutella, leopard’s bane, wohlverleih, Solblom.

 

L’estratto di Arnica viene inserito nella formulazione di  shampoo, bagnoschiuma, tonici e lozioni tricologiche, in preparati per il massaggio sportivo, modellante, snellente e defatigante. È infatti un ottimo stimolante e tonificane di cute e cuoio capelluto.

 

L’arnica in commercio si trova sotto forma di pomata e gel con diverse concentrazioni di principio attivo. L’olio, da solo o accompagnato ad altre sostanze, è utile per i massaggi a muscoli e articolazioni. La tintura madre in soluzione alcolica che non deve mai essere utilizzata pura, ma che va sempre diluita con abbondante acqua, è venduta per gli impacchi.


Quando si acquistano i fiori bisogna fare attenzione che non siano infestati dalle pupe della mosca dell’Arnica che depone le larve nel capolino.

 

 

 

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