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Volare con l'anima

medicina naturale dalla a alla z

L'ambivalente Arnica Montana.

4 Novembre 2018, 10:49am

Pubblicato da marcellanicolosi

Importante : Non sono un erborista o un medico. Tutte le informazioni seguenti sono state recepite on line e riportate a livello informativo, quindi, in caso di necessità chiedete sempre al vostro medico curante.

 

Fatte le dovute premesse oggi voglio parlare di una pianta che tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo sentito nominare, magari quando il farmacista ci consiglia qualche pomata per lividi, contusioni o distorsioni che non vogliono passare da soli.

Il nome è facile da ricordare ma non tutti sanno che l’Arnica non è affatto una pianta innocua, ecco perché :

 

Arnica montana

 

È un’erba medicinale perenne appartenente alla famiglia della Asteraceae, ha fusto eretto e piuttosto robusto, può arrivare fino a 60 cm. di altezza, è caratterizzata da grandi capolini giallo aranciati che rilasciano un odore aromatico.

 

L’Arnica è originaria del territorio europeo che va dalla Penisola Iberica alla Scandinavia e fino ai Carpazi. Non si trova nelle Isole Britanniche ed è rara in Italia. Ama i terreni poveri come pascoli magri, brughiere e torbiere alte, i terreni silicei e le zone montane tra i 500 e i (2200)  2500 metri sul livello del mare. Non si trova invece nelle zone pianeggianti.

 

A causa delle coltivazioni intensive nelle regioni nordiche è sempre più rara, ma si tratta anche di una specie protetta grazie ai suoi numerosi usi in medicina. Questo però la rende anche una pianta difficile da produrre su scala industriale quindi spesso, per le grosse produzioni,  viene usata ad esempio l’Arnica chamissonis Less.

 

Ha radici rizomatose che tendono a svilupparsi in orizzontale e presenta gemme svernanti al livello del suolo che le proteggono dalla neve.

Il fusto è eretto e semplice a volte ramificato nella parte più alta in una o 2 coppie di rami opposti, lungo tutto il fusto si trovano 2 tipi di peli che si differenziano in base alla lunghezza.

L’Arnica presenta a volte 2 tipi di foglie, le basali opposte a croce di forma oblunga appena dentellata e quelle cauline opposte a coppie più piccole e lanceolate.

I fiori sono capolini giallo dorati nella parte esterna e arancio o giallo bruno nella parte interna e sbocciano tra maggio e agosto.

I frutti sono acheni bruno nerastri, la moltiplicazione può avvenire per divisione dei cespi oppure per seme in primavera o in autunno.

L'ambivalente Arnica Montana.

Usi effetti collaterali e controindicazioni

 

Sebbene sia una pianta usata in numerose preparazioni farmaceutiche e fitoterapiche, l’Arnica è una pianta velenosa, tanto che un tempo era usata proprio come veleno.

 

Se ingerita a forti dosi può provocare paralisi e tachicardia.

Nello specifico la tintura non diluita può provocare tachicardia, enterite e, nei casi più gravi, coma e collasso cardiocircolatorio.

In generale tra gli effetti gastroenterici meno gravi si possono presentare nausea, vomito, diarrea e dolori addominali accompagnati da crampi, e, in alcuni casi, anche allucinazioni.

 

Nei soggetti sensibili possono manifestarsi reazioni associabili all’allergia come rinite, congiuntivite, orticaria, broncospasmo, asma e anafilassi. Meno frequenti casi di eritema e dermatite da contatto.

 

Le controindicazioni più frequenti si manifestano in soggetti sensibili anche a piante appartenenti alla stessa famiglia e in caso di gravidanza e allattamento.

In ogni caso va evitato il contatto con occhi, bocca ed organi genitali. Si sconsiglia l’uso prolungato anche nel caso del semplice e più comune uso esterno.

 

Non esiste un antidoto noto, ma in caso di ingestione accidentale il carbone può assorbire le tossine nell’intestino e il consumo di liquidi può diluirne la concentrazione.

In base alla direttiva del Ministero della Salute del Luglio 2009 non è consentito l’inserimento dell’Arnica, in particolare l’olio, negli integratori alimentari.

 

L’infuso di foglie può essere utilizzato nel trattamento ad uso esterno di traumi e contusioni ma su cute integra, alcune sostanze contenute nella pianta sono infatti tossiche e pericolose a contatto con piaghe, abrasioni, ulcere varicose e ferite aperte. Su queste ultime può essere usata la pomata a base di Arnica, mentre la crema e/o la tintura diluita sono utili in caso di dolori reumatici e di alopecia.

 

L’arnica è usata come antinfiammatorio, analgesico e anti-fatica muscolare, nei casi di contusioni, compressioni, strappi muscolari, distorsioni, ematomi, ecchimosi, edemi da frattura, flebiti e tromboflebiti non ulcerative, nei disturbi e versamenti articolari anche a carattere reumatico, flogosi delle mucose orali e nelle infiammazioni da punture di insetti. 

Si trova in numerosi preparati per i massaggi sportivi e nei cerotti ad azione antireumatica.
La tintura ricavata viene utilizzata come rimedio contro acne e foruncolosi.
Ci sono studi clinici che confermano le sue proprietà antibatteriche, antitumorale
e fungicida.

A livello muscolare l’Arnica è utile per mialgia, lombalgia, dolori alla parete addominale e affaticamento.

 

L’Artrogel è un medicinale a base di Arnica testato ed approvato nel Regno Unito.

 

Estratti

 

Dai fiori e dai rizomi può essere estratta l’arnicina, un glucoside simile alla canfora e con cui si producono due tipi di olio essenziale. Inoltre dalla pianta possono essere estratti  fitisterina, acido gallico e tannino. Il periodo ideale per la raccolta è l’estate per foglie e fiori e settembre ottobre per i rizomi. 


Principi attivi

 

Questa pianta contiene lattoni sesquiterpenici, elenalina, Polifenoli, Flavonoidi polisaccaridi e carotenoidi, tannini, olio essenziale viscoso con timolo, carotenoidi, terpeni e triterpeni, fitosteroli, acidi grassi, alcani, , cumarine, poliacetileni, xantofille e acido cinnamico.

 

Proprietà :

 

analgesica, antinfiammatoria, antimicrobica, antisettica, antiflogistica, antireumatica, antinevralgica, antiedematosa, antitraumatica, revulsiva, immunostimolante.

 

Curiosità

 

Il nome Arnica nell’antichità veniva utilizzato per specie diverse che sviluppavano capolini gialli e la prima documentazione sull’arnica montana risale al 1731 in un manuale di giardinaggio mentre gli autori sono spesso in disaccordo sull’etimologia del nome, alcuni ritengono che derivi dal termine latino ptarmica che a sua volta deriva dal greco ptarmikos che significa starnutatorio a causa appunto dell’effetto prodotto dall’odore della pianta.

Altri studiosi ritengono che il nome derivi dal termine greco arnakis che significa pelle d’agnello a causa della delicata consistenza delle foglie.

 

In Francia viene indicata con il nome Tabac des Vosges (Tabacco di montagna) in quanto nelle regioni montane viene usata come tabacco da fiuto. 

Altri nomi con cui è conosciuta sono : Betonica di monte, Erba delle cadute, Erba benedetta delle montagne, Starnutella, leopard’s bane, wohlverleih, Solblom.

 

L’estratto di Arnica viene inserito nella formulazione di  shampoo, bagnoschiuma, tonici e lozioni tricologiche, in preparati per il massaggio sportivo, modellante, snellente e defatigante. È infatti un ottimo stimolante e tonificane di cute e cuoio capelluto.

 

L’arnica in commercio si trova sotto forma di pomata e gel con diverse concentrazioni di principio attivo. L’olio, da solo o accompagnato ad altre sostanze, è utile per i massaggi a muscoli e articolazioni. La tintura madre in soluzione alcolica che non deve mai essere utilizzata pura, ma che va sempre diluita con abbondante acqua, è venduta per gli impacchi.


Quando si acquistano i fiori bisogna fare attenzione che non siano infestati dalle pupe della mosca dell’Arnica che depone le larve nel capolino.

 

 

 

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Arancio dolce : proprietà ed usi.

11 Maggio 2016, 20:18pm

Pubblicato da marcellanicolosi

L'arancio  è un albero da frutto appartenente al genere Citrus  della famiglia delle Rutaceae, il frutto è l'arancia detta arancia dolce per distinguerla dall’arancia amara

(Link : http://marcellanicolosi.over-blog.it/2016/01/arancio-amaro-digestivo-e-calmante-ma-attenzione.html )

È da secoli una specie autonoma che si propaga per innesto e talea, ma è nato dall’incrocio, probabilmente, tra il pomelo e il mandarino.

Originario della Cina e del sud-est asiatico, è giunto in Europa attraverso la via della seta. Da alcuni antichi testi romani del I secolo si evince la presenza di questi alberi in Sicilia dove venivano chiamati melarancia. Ne parlano tuttavia altri testi del XIV secolo  in cui si narra che furono i portoghesi ad importarlo via mare in Europa.

Pur non essendo chiaro il modo ed il momento del suo arrivo in Europa oggi l’arancio è l’agrume più diffuso in Italia e Spagna.

L’albero può arrivare fino a 12 metri d’altezza e si riconosce dalla chioma rotonda e compatta, ha foglie allungate e fiori bianchi e molto profumati chiamati zagare.

Fiorisce tra Aprile e Ottobre, mentre il periodo balsamico avviene tra Luglio e Dicembre.

Non soffre la siccità, ma ha bisogno di molta acqua per dare la massima produttività, i frutti, rotondeggianti, dal tipico colore arancione e dalla ruvida scorza, vanno lasciati sul ramo fino alla maturazione perché, una volta raccolti, non maturano oltre.

Nelle coltivazioni tropicali, per ottenere il colore arancione bisogna irrorare le piante con l’etilene, un ormone che ne determina la colorazione.

L’arancia è l’agrume più diffuso al mondo e ne esistono diverse varietà : a polpa gialla, a polpa rossa, dalla scorza più sottile e dalla polpa più succosa, adatte per essere spremute.

La maggior parte della produzione italiana viene utilizzata come frutta da tavola e per i succhi, mentre la scorza viene utilizzata per produrre l’olio essenziale. Solo una piccola parte delle arance viene usata per la produzione di canditi e frutta essiccata.

La droga viene estratta dall’epicarpo e dalla scorza del frutto, una preziosissima fonte di essenze.

L’essenza dell’arancia dolce (essenza di Portogallo) ha un colore che va dal giallo-arancione al rosso scuro, è costituito per lo più da limonene e viene utilizzato per la produzione di liquori e per aromatizzare molti detersivi.

Il terpene è ottenuto dalla distillazione dell’essenza e viene usato come solvente nell’industria delle vernici.

L’olio essenziale viene utilizzato nell’industria farmaceutica, i fiori sono spesso usati per decorare le chiese in occasione di matrimoni, i frutti vengono utilizzati per le composizioni di pot pourri.

Non ha alcuna tossicità, non ha controindicazioni alle dosi terapeutiche normali tranne che un’ipersensibilità individuale.

E’ sconsigliato come solare (a causa della presenza di furocumarine) e come dimagrante per gli ipertesi, i cardiopatici (a causa della presenza di amine nell’estratto secco) e gli obesi.

Interagisce con efedrina, farmaci antinfiammatori non steroidi e ormoni tiroidei.

Contiene una gran quantità di vitamina, soprattutto la C.

Gli organi interessati dall’azione fitoterapica sono lo stomaco, l’intestino e gli organi digestivi, il tubo gastro-enterico, gli organi gustativi, il pancreas, il tessuto cutaneo ed i vasi sanguigni capillari.

Ha proprietà sedative, cosmetiche, vaso protettrici, aromatizzanti, carminative e antifermentative, digestive, spasmolitiche e antispasmodiche, edulcoranti e dolcificanti.

E’ indicata per : diabete mellito, fragilità capillare e disturbi dell’apparato circolatorio, glicemia, dispepsia, cattiva digestione, inappetenza, anoressia, meteorismo, flatulenza e fermentazioni intestinali, spasmi, ansia, nervosismo e insonnia.

Per i dolori spasmodici vengono usati i fiori in infusione, per la cattiva digestione si usano le scorze. 

Arancio dolce : proprietà ed usi.

Curiosità

Secondo la tradizione domenicana intorno al 1220 San Domenico portò e piantò una pianta di arancio dolce nel chiostro del convento di Santa Sabina all’Aventino, non si specifica se dalla Sicilia o dal Portogallo.

L’arancia è anche chiamata portogallo, in greco portocalà, in albanese portokall, in arabo Burtugal.

In Italia è chiamata purtualli opartajalli, partuàlli, aranci, marànge, portugaj, portogàl, purtugàl, partucàl, partugàli, naransa, ènarant, purtuall, partaall, portacallu, portajall, sitròn, setròn, portogallo a seconda della regione in cui ci si trova.

Altri nomi sono : Orange, Orange douce, Sweet orange, Valencia orange, Oranger, Oranger doux, Birtukan, Apfelsine, Jeruk manis, Laranja doce.

 

L’arancio dolce è una pianta mellifera da cui si ottiene un miele quasi incolore a volte giallo paglierino se liquido, bianco, perlaceo e beige chiaro se cristallizzato, dall’odore floreale, fresco e fragrante che ricorda quello delle zagare (appunto i fiori dell’arancio). Se conservato a lungo l’odore vira sul fruttato e diventa più simile a quello della marmellata di arance.

 

Può essere attaccato dall’afide verde degli agrumi, dalla mosca mediterranea, dalla fillominatrice, dal cotonello degli agrumi, dagli acari, dalla gommosi batterica e dal mal secco degli agrumi.

 

Con Arancia rossa di Sicilia si intendono le arance chiamate moro, tarocco e sanguinello e posseggono il marchio IGP (Indicazione geografica protetta).

L’Arancia di Ribera invece ha delle qualità organolettiche che le hanno permesso di diventare un prodotto a marchio DOP.

Le arance vengono utilizzate in cucina per varie preparazioni come l’anatra all’arancia, soprattutto in Sicilia vengono servite in insalata insieme a cipolle e olive mentre la scorza grattugiata è spesso usata per insaporire le creme da dolce, inoltre è rinomata la marmellata di arance.

 

Un po’ di storia italiana.

 

Le più antiche coltivazioni di arance amare in Italia sono quelle di Palermo e delle serre del Garda.

Quando saraceni e schiavoni introdussero altri agrumi le produzioni si differenziarono ed iniziarono le produzioni di specie prettamente italiane.

Ricordiamo il Limone Femminiello del Gargano e l’Arancia del Gargano grazie ai quali venne fondata l’oasi agrumaia di Rodi Garganico e di San Menaio.

Arance e limoni sono arrivati ben presto in Sicilia e Calabria dove è iniziato un fiorentissimo commercio con Londra e New York fino all’esplosione della frutticoltura californiana.

Sebbene gli agrumi siciliani e calabresi siano di alta qualità, l’incapacità di organizzare le esportazioni ha determinato un calo della richiesta da parte dei paesi europei che preferiscono le arance spagnole.

 

L’olio essenziale di arancio dolce.

 

Ha un profumo dolce, fresco e fruttato. L’uso prolungato può provocare eritemi, mentre l’esposizione ai raggi solari dopo l’applicazione può provocare anche gravi scottature.

Ha azione astringente e purificante, rilassante sulla muscolatura, digestiva, calmante dei disturbi nervosi, levigante e ringiovanente.

E’ usato contro l’ansia, la stanchezza, l’insonnia, lo stress, il meteorismo, la stitichezza, la depressione, il nervosismo, la formazione di rughe e smagliature, la cellulite leggera.

 

Si consiglia l’uso solo dopo aver consultato il proprio medico o un erborista qualificato.

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Arancio Amaro : digestivo e calmante, ma attenzione!

17 Gennaio 2016, 18:42pm

Pubblicato da marcellanicolosi

L’Arancio Amaro o Citrus Aurantium è un albero da frutto sempreverde che può arrivare fino a 10 metri di altezza, appartiene alla famiglia delle Rutaceae e al genere Citrus che raggruppa la famiglia degli agrumi, ha fiori bianchi, lunghe spine e foglie verde scuro.

E’ nato come ibrido, ma ormai da centinaia di anni cresce come una specie autonoma. Fiorisce tra Aprile ed Ottobre ed il periodo balsamico è tra Maggio e Dicembre.

A differenza del fratello dolce le sue foglie sono più scure ed hanno lunghe spine, le foglie ed i fiori hanno un profumo più intenso, la buccia dei frutti è più colorata e più ruvida e la polpa ha un particolare gusto amaro. 

 

L’Arancio Amaro si propaga per innesto e talea e molte varietà sono utilizzate per l’estrazione dell’olio essenziale usato nei profumi e come aromatizzante. Essendo un albero molto robusto viene utilizzato come portainnesto.

Vengono utilizzati i fiori e la scorza dei frutti nelle varie fasi di maturazione.

Ha un sapore amaro/pungente ed una tossicità bassa.

E’ controindicato in caso di cardiovasculopatie e ipertensione, sconsigliato l’uso in gravidanza, durante l’allattamento, come solare e al di sotto dei 12 anni e assolutamente sconsigliato come dimagrante in soggetti ipertesi, cardiopatici e obesi.

Consultare il medico prima dell’uso e comunque non superare mai le dosi giornaliere da questi prescritte.

 

Incompatibile con alcool, caffeina, efedrina, estratti di china, farmaci antinfiammatori non steroidi, ormoni tiroidei e percloruro di ferro, riduce gli effetti dei farmaci per os.

 

L’Arancio amaro trova un largo uso nell’industria alimentare e farmaceutica.

Utilizzato per la preparazione di marmellate, frutta candita, vari liquori e amari, digestivi e tonici.

L’olio essenziale estratto dalla scorza contiene limonene, linalolo e acetato di linalile.

Ha un gusto amaro e favorisce l’appetito e la digestione.

Nell’aromaterapia viene utilizzato come rilassante e rinfrescante.

Ottimo tonificante per l’apparato digerente ed il sistema nervoso, utilizzato infatti come antidepressivo e per combattere l’insonnia e l’esaurimento nervoso.

Avendo proprietà antisettiche viene spesso usato per combattere l’acne e la forfora.

Gli organi interessati dell’azione fitoterapica sono l’intestino, il tubo gastro-enterico, lo stomaco e l’apparato digerente, gli organi gustativi, la testa, le vie respiratorie, l’utero, il tessuto cutaneo, il sistema immunitario ed il sistema nervoso centrale.

L’Arancio amaro ha numerose proprietà medicinali : carminativo, antifermentativo, digestivo aromatico, antisettico, eritematogeno, sedativo e/o calmante, spasmolitico, ripigmentante e tussifugo.

E’ indicato per il trattamento di dispepsia o cattiva digestione, meteorismo, flatulenza e fermentazioni intestinali, diarrea, disbiosi intestinale, inappetenza e anoressia, spasmi, gotta, prolasso dell’utero, tosse, ansia, agitazione nervosa e insonnia.

 

Curiosità :

Furono gli Arabi ad importarlo in Sicilia.

Conosciuto come : Bigardia, Bitter orange, Sour orange, Seville orange, Orange amère, Bigaradier, Naranjo amargo, Bigarade, Chinotto orange, Hardy orange, Laranjeira azeda, Laranja amarga e Laranja da terra.

Una varietà molto rara è il Citrus aurantium bizzarria che produce frutti dell’arancio amaro e del limone cedrato o frutti che presentano le caratteristiche di entrambi.

L’Arancio Amaro è una pianta da cui si può ricavare il miele che allo stato liquido risulta quasi incolore, mentre quando si cristallizza passa dal bianco, anche perlaceo, al beige chiaro. L’odore ricorda quello dei fiori di zagara, fragrante e fresco che dal floreale vira al fruttato. Stesso discorso vale per il sapore.

E’ usato in alcuni cosmetici per il trattamento della cellulite e in alcuni integratori utilizzati per le diete dimagranti.

 

Note sull’azione al tratto digerente degli eupeptici :

le droghe a meccanismo nervoso riflesso o amari puri agiscono su palato e lingua aumentando la secrezione salivare, i succhi gastrici e la motilità del tubo digerente e si trovano nella Genziana, nel Quassio, nel Trifoglio fibrino e nella Centaurea minore ;

le droghe a meccanismo nervoso centrale, che non vengono utilizzate a causa dei loro effetti collaterali,  stimolano il sistema parasimpatico aumentando tutte le secrezioni digestive e sono contenute nella China, nella Noce vomica e nella Fava di St. Ignazio ;

le droghe a meccanismo diretto stimolano la mucosa gastrica direttamente nello stomaco e si trovano nell’Arancio Amaro, nell’Aglio, nella Salvia, nel Rosmarino ed in tutte le piante che hanno odore e sapore intensi.

 

ATTENZIONE Le indicazioni presenti nell'articolo sono solo informative. Per qualunque problema di salute è necessario rivolgersi ad un medico o ad un erborista titolato.

Arancio Amaro : digestivo e calmante, ma attenzione!

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Aralia Racemosa : per problemi dell'apparato respiratorio.

15 Settembre 2015, 19:54pm

Pubblicato da marcellanicolosi

L'Aralia racemosa è una pianta erbacea perenne della famiglia delle araliaceae che si trova per lo più nel Nord America e fiorisce in estate con fiori bianco-verdastri o verde chiaro.

E’ conosciuta comunemente con i nomi Pretty Morrel e American Spikenard.

Dell’Aralia vengono usate radici e rizoma che possono contenere saponine, ma nessuna tossicità. Inoltre non sono state riscontrate controindicazioni alle dosi terapeutiche normali, eccetto ipersensibilità individuale,  sebbene non esistano studi clinici che ne confermino l’efficacia terapeutica.

In generale l’Aralia potrebbe agire positivamente per bronchi e bronchioli, cavo oro-faringeo, ossa, cartilagini, articolazioni, vie respiratorie e organi di vari distretti corporei.  

E’ un buon espettorante e fluidificante del catarro mucolitico e quindi indicato per catarro, asma, tosse, raffreddore, affezioni dell’apparato respiratorio e reumatismi. Questo grazie al contenuto di saponine che stimolano la tosse e la conseguente espulsione del catarro.

Curiosità : le piante ricche di saponine sono controindicate in caso di malassorbimento lipidico, carenza di vitamine liposolubili, celiachia, irritazione della mucosa gastrica e in presenza di ferite aperte.

ATTENZIONE : i consigli presenti in questo articolo vanno da considerarsi puramente informativi. In caso di problemi di saluti bisogna sempre e comunque rivolgersi ad uno specialista.

Aralia Racemosa : per problemi dell'apparato respiratorio.

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Aparina : informazioni contrastanti!

20 Aprile 2015, 19:22pm

Pubblicato da marcellanicolosi

Il Galium aparine è una pianta erbacea annuale e sempreverde appartenente alla famiglia delle Rubiaceae e può essere eretta o rampicante. Si arrampica facilmente anche ad altre piante ed ha la particolarità di essere ricoperta da peli ruvidi simili ad uncini.

 

I fusti sono ruvidi, le foglie possono essere lineari, lanceolate o ellittiche e sono ruvide al tatto, i fiori sono bianchi e molto piccoli, i frutti sono piccoli come chicchi di riso.

 

L’Aparina è originaria dell’Eurasia e delle Americhe, ma la si trova facilmente  in tutto il mondo soprattutto ai bordi delle strade, nei campi incolti ed in zone riparate e umide in altitudini che vanno dal livello del mare fino a 2500 metri.

 

Fiorisce tra Maggio e Ottobre e si usa la parte aerea. Ha un sapore amaro leggermente salato.

 

Contiene numerosi principi attivi tra cui, la più importante, è la Vitamina C sotto forma di acido citrico, la  Monotropeina, l’asperuloside, l’aucubina, gli acidi polifenolici, i flavonoidi, i tannini, i glucosidi  e la cumarina.

 

Sebbene non sia stata riscontrata alcuna tossicità e controindicazione alle dosi terapeutiche normali eccetto un’ipersensibilità individuale,  si consiglia cautela nel consumo dell’Aparina in caso di co-assunzione di farmaci antinfiammatori, diuretici, antigottosi, lassativi, antineoplastici, integratori alimentari e trattamenti a base di ormoni. Si raccomanda cautela nei pazienti che assumono diuretici o che presentino disturbi alle vie urinarie.

 

L’Aparina non deve essere assunta da donne in gravidanza o durante l’allattamento.

Non esiste un dosaggio dimostrato sicuro o efficace nei bambini e nei ragazzi.

 

Evitare l’assunzione in presenza di allergia o ipersensibilità al Galium aparine, ai suoi componenti, o a qualsiasi altro membro della famiglia delle Rubiacee.

 

Il nome Galium proviene dal greco galà cioè latte, in quanto ha la capacità di cagliare il latte, mentre aparine viene dal greco aparein cioè agganciarsi, in quanto la pianta è in grado di attaccarsi ovunque grazie ai piccoli uncini che ne ricoprono tutta la sua superficie.

 

Nomi comuni : Attaccamani, Attaccaroba, Attaccaveste, Caglio asperello e/o asprello, Rasparella, Erba taca, Reseghetta, Strozzagalline, Scattalingula, Gaillet gratteron, Amor del Hortelano, Sweethearts, Cleavers, Sticky-willie, Klettenlabkraut.

Nome dialettale : Bastù del signùr.

 

Gli organi interessati dell’azione fitoterapica sono : fegato e vie biliari, intestino, organi emuntori, reni, sistema immunitario, tessuto cutaneo, tonsille, vasi linfatici, vescica, vie urinarie e vie uro-genitali ed in generale tutto il corpo.

 

Ha proprietà cicatrizzanti, depurative drenanti, dermopurificanti e dermoprotettive, diuretiche, lassative e purganti, leggermente astringenti, antinfiammatorie, febbrifughe, diaforetiche  (stimola la sudorazione raffreddando il corpo ed abbassando la febbre, ma anche espellendo i rifiuti tossici attraverso la pelle), toniche linfatiche, antipertensive, disintossicanti, deodoranti, purificatrici del sangue, alimentari e ritardanti della proliferazione delle cellule cancerose.

 

E’ indicata in caso di cistite e minzioni dolorose, insufficienza vaso – linfatica e stasi, ipertrofia prostatica benigna e prostatite cronica, gotta, dermatosi, eczema, infezioni e/o infiammazioni soprattutto delle vie urogenitali e della vescica, dolore al seno, lesioni cutanee, piaghe, ferite, abrasioni, screpolature, psoriasi, bolle, scottature, edema, punture d’insetti, tonsillite, raffreddore, mal d’orecchi, diarrea e stitichezza o stipsi, forfora, epatiti, disturbi di stomaco, menopausa, disturbi del sonno, stress, ansia.

 

Curiosità :

 

Il primo a descrivere e a classificare la specie fu Carl von Linné (Linneo), il padre della moderna classificazione biologica e scientifica degli organismi viventi, così come la conosciamo oggi. 

 

Per le sue qualità alimentari le fonti sono contrastanti.

Secondo alcune : Le foglie possono essere consumate crude nelle insalate miste e cotte in zuppe e minestroni. I semi tostati possono essere usati come surrogato del caffè.

Secondo altre : sono commestibili solo i germogli primaverili lessati.

In Cina, la Galium aparine viene considerata molto utile come verdura nelle diete atte a favorire la perdita di peso.

Nelle ricette tipiche bergamasche si possono preparare delle buone frittate utilizzando i germogli lessati o tritati fini.

 

Nella medicina popolare veniva usata contro alcune malattie cutanee, ulcere e ferite.

 

In Omeopatia viene utilizzata come drenante linfatico, per trattare cistiti, galattorrea, seno fibrocistico. Utilizzato, in associazione ad altri rimedi naturali, come coadiuvante nelle neoplasie sia benigne che maligne.

 

La preparazione migliore di questa pianta rimane l’infuso, soprattutto quando si voglia sfruttare la sua influenza sull’apparato urinario.

Il tè di Aparine ha un colore ambrato, un sapore delicato e leggermente legnoso e favorisce la guarigione di malattie croniche della pelle come l’eczema, la psoriasi, l’acne e di malattie autoimmuni come l'artrite reumatoide.

Se si aggiunge il miele disintossica i tessuti del corpo, sostiene il sistema linfatico e funge da blando diuretico.

 

Aggiunto all’acqua del bagno coadiuva il trattamento di danni della pelle come scottature, eritemi e tagli ed è un buon rimedio per i capelli colpiti dalla forfora secca.

 

Non necessita di particolari cure in caso la si voglia coltivare come pianta ornamentale, anche se bisogna tenerla sotto controllo per via della sua capacità di diffondersi rapidamente ed arrampicarsi anche su altre piante.

 

Aparina : informazioni contrastanti!

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Antennaria per lo stomaco.

4 Dicembre 2014, 16:31pm

Pubblicato da marcellanicolosi

L’Antennaria  è una pianta sempiterna appartenente alla famiglia delle Asteraceae.

Ha l'aspetto di una piccola pianta erbacea con foglie bianco – argentee, fusto tomentoso e infiorescenza a capolini non molto vistosi.

Le piante di questo genere sono dioiche, quindi ogni pianta può produrre solo fiori di sesso maschile oppure di sesso femminile, anche se raramente si possono trovare anche colonie miste e si possono riprodurre anche senza fecondazione.
I fiori maschili sono più piccoli e incolori (bianco – grigi), mentre i fiori femminili sono più grandi e colorati.

Ha radici rizomiche e il fusto raggiunge un’altezza massima di 50 cm.

I frutti sono piccoli acheni cilindrici coronati da un piumino e da peli più o meno lisci.

L’Antennaria è diffusa in Europa, nel Nord America, in America australe e in regioni vicine al Polo Antartico.
In Italia si trovano soprattutto sulle Alpi e negli Appennini settentrionali.

Crescono bene nei luoghi erbosi, pascolivi o rupestri ed amano la luce.

Esistono numerose specie di Antennaria, quelle più diffuse in Italia sono l’Antennaria dioica e l’Antennaria carpathica.

Qualche specifica :

  • Antennaria dioica – Sempiterni di montagna : Nella farmacologia italiana questa pianta è nota col nome “Antennariae flores” per le sue proprietà colagoghe, espettoranti, diaforetiche e emollienti. Per questo scopo vengono raccolti solamente i capolini tra giugno e luglio.
  • Antennaria plantaginifolia – Tabacco di donna : è originaria dell'America del Nord e si trova nei margini dei boschi e nelle colline brulle. È conosciuta come rimedio domestico contro la dissenteria e la diarrea. È considerata inoltre efficace contro i morsi dei rettili velenosi.

Nel giardinaggio sono state introdotte solo da poco soprattutto per bordure e l'arte del mosaicoltura in giardini alpini o comunque rocciosi. Hanno tuttavia uno scarso valore ornamentale.

Antennaria dioica

 

Il Sempiterno di montagna o Antennaria dioica  è una piccola pianta, perenne che raggiunge un’ altezza massima di 20 cm, con capolini dal delicato aspetto quasi piumoso. I petali possono essere di colore bianco, bianco rosato, rosa violaceo, rosso violaceo

Cresce preferibilmente in altitudini che vanno dai 100 m. ai 2300 m. sul livello del mare.

E’ conosciuta anche come : Piede di Gatto, Bambagia selvatica, Pilosella bianca, Pilosella rossa, Cat’s foot, Mountain everlasting, Pied de chat.

Fiorisce da maggio ad agosto mentre il periodo balsamico è in luglio.

La droga utilizzata viene estratta dai capolini, è insapore, ha una tossicità media ed è stata inserita nella lista delle piante tossiche in quanto può provocare reazioni allergiche.

 

L'Antennaria dioica può essere usata contro i disturbi del fegato, della cistifellea, delle epatiti e della diarrea. Nella medicina popolare viene usata anche come gargarismo nelle tonsilliti per le sue proprietà anti-infiammatorie ed emollienti usando solamente i fiori femminili.

Contiene tracce di olio essenziale, flavonoidi, idrossiantrachinone, tannino, resine, fitosterolo, mucillagine e sostanze amare.

Gli organi interessati dall’azione fitoterapica sono i bronchi e i bronchioli, il cavo oro-faringeo, la cistifellea e le vie biliari, il fegato e le vie respiratorie.

Ha proprietà colagoghe, coleteriche, espettoranti fluidificanti del catarro mucolitico e tossifughe.

E’ indicata per catarro e affezioni delle vie respiratorie, insufficienza epatobiliare e intossicazione del fegato, tosse e catarro bronchiale.

In commercio si trova sotto forma di tisana e di tintura madre.

Curiosità

Dalla medicina popolare veniva utilizzata come gargarismo contro le infiammazioni della gola e come infuso nel trattamento di problemi di fegato e cistifellea, contro l'epatite e la diarrea, per trattare le affezioni dell'apparato respiratorio,come catarro,laringite e tosse secca.

La direttiva del Ministero della Salute del dicembre 2010 consente di inserire negli integratori alimentari gli estratti vegetali di questa pianta per la regolarità del transito intestinale, per la funzionalità digestiva ed epatica e per la fluidità delle secrezioni bronchiali.

 

IMPORTANTE : Quanto indicato in questo articolo è solo indicativo. Si consiglia quindi sempre di rivolgersi al medico curante o specializzato prima di usare un qualsiasi metodo erboristico o fitoterapico.

Antennaria per lo stomaco.

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Anice Stellato e Anice Verde : per i problemi intestinali, ma non solo!

27 Maggio 2014, 16:09pm

Pubblicato da marcellanicolosi

Con il nome di anice possono essere indicate diverse piante, che, però, non hanno parentele botaniche. Questo avviene perché, tali piante, hanno in comune un’ aroma praticamente identico.

Tra queste troviamo l’Anice pepato che appartiene alla famiglia delle Rutaceae e, tipico della cucina dell'Estremo Oriente, è uno dei componenti della miscela nota come 5 spezie cinesi : anice verde, anice stellato, chiodi di garofano, semi di finocchio e cassia.

L'anice è una delle spezie più antiche e diffuse ed era già utilizzata dai Greci, dagli Egizi e dai Romani per dare gusto alle vivande a base di pollo, maiale, verdure e piccoli biscotti digestivi.

Dal Medio Oriente si è diffuso nel bacino del Mediterraneo e da lì in Europa, tanto che nel Medioevo era un ingrediente di numerose ricette in quasi tutti i paesi.

L'anice viene usato per dare gusto a carni di pollo, maiale e coniglio, ma anche in accompagnamento di verdure e formaggi, specie nei paesi del Nord Europa, è usato come ingrediente nella preparazione di torte, biscotti, panpepati, pandolci, frutta secca e anche nella preparazione di ghiaccioli e di liquori come il Pastis, l'Assenzio e l'Anisette in Francia, il Raki in Turchia, l'ouzo in Grecia, la sambuca in Italia, il Tutone in Sicilia, il Mistrà nelle Marche.

I liquori d'anice vengono anche usati per insaporire piatti vari, a base di pesce, di lumache, di castagne.

 

L'anice stellato


anice_stellato.jpg


E’ un albero sempreverde che appartiene alla famiglia delle Illiciaceae e può essere alto tra i 4 e i 12 metri. Deve il suo nome alla forma di stella che caratterizza gli occhielli dei suoi 8 piccoli frutti. Fu importato in Occidente solo alla fine del 1600, passando attraverso la Russia.

Noto e molto usato in tutto l'Oriente, è particolarmente amato in Cina e Vietnam.

E’ conosciuto anche con il nome di Badiana, Badiana della Cina, Star Anise, Anis étoilé, Badanier de Chine, Chinese anise, Chinese star anise, Badian, Anis estrelado, Anis da Siberia, Funcho da Cina e Ta hoei hiang.

Dell’anice vengono usati i semi che hanno un sapore aromatico-dolciastro anestetizzante.

I principi attivi principali sono l’olio essenziale detto anetolo, i tannini e gli acidi organici.


La tossicità è bassa, ma il suo uso è controindicato nei casi di epilessia ed epatopatie e non bisogna mai utilizzare dosi più alte di quelle consigliate in quanto può risultare tossico per il sistema nervoso centrale.

Inoltre a dosi elevate è uno stupefacente e può provocare ipereccitazione cerebrale, tremore, convulsioni epilettiche, congestione cerebrale e polmonare.

Può essere foto sensibilizzante.


E’ usato come insetticida per la scabbia e altri parassiti e come aromatizzante nel settore alimentare.


Possono verificarsi interazioni con farmaci antinfiammatori non steroidei e con le terapie ormonali.

 

Alle dosi consigliate può essere utilizzato per la bocca, i bronchi e i bronchioli, il cavo oro-faringeo, il cervello, il cuore, i denti, l’intestino, il tubo gastro-enterico, la muscolatura liscia, gli organi digestivi, gustativi, sessuali e riproduttivi, il seno e le ghiandole mammarie, il sistema nervoso, lo stomaco, il tessuto cutaneo e le vie respiratorie.

 

L’Anice Stellato è aromatizzante, digestivo, analgesico, espettorante, fluidificante delle secrezioni bronchiali, spasmolitico, tonico generale, tossifugo, afrodisiaco, balsamico respiratorio, cardiotonico e cardiocinetico, neurotonico e tonico, spasmolitico per le fibre muscolari lisce e stupefacente.

 

E’ infine indicato per l’alitosi, l’allattamento, la dispepsia o la cattiva digestione, il meteorismo e gonfiori al ventre, il vomito nervoso, il catarro delle vie respiratorie, le coliche intestinali, la dispnea, la gastralgia o il mal di stomaco, la tosse, l’astenia, l’esaurimento e lo stress, l’impotenza sessuale, i parassiti della pelle come gli acari, gli spasmi dolorosi di varia natura.

Si può assumere sotto forma di tisana per i problemi intestinali.

Attenzione : la varietà di Anice Stellato giapponese (illicium anisatum, illicium religiosum, illicium japonicum, shikimmi e shlmmi) è altamente tossica e inidonea al consumo umano.

 

 

L'anice verde.

 

Anice-Verde.jpg


Appartiene alla famiglia delle Apiaceae ed è una pianta erbacea annua alta circa 60 cm, con piccoli fiori bianco-giallo e piccoli semi ovali caratterizzati da un aroma persistente.

È il più noto in Occidente e cresce nel bacino del Mediterraneo anche in modo spontaneo.

Il suo periodo balsamico è tra agosto e settembre e le parti utilizzate sono i frutti.

E’ conosciuto anche con il nome di Pimpinella, Anacio, Anise, Anis vert, Yanisun, Anijs e Erva-doce.

Ha un sapore dolce-aromatico e contiene principi attivi quali olio essenziale (anetolo, estragolo) flavonoidi, cumarine e grassi.

 

La sua tossicità è bassa, ma ad alte dosi o per consumo prolungato provoca stato di ebbrezza accompagnato da tremori, convulsioni e confusione mentale.

In soggetti predisposti anche le dosi normali possono procurare allergie. Inoltre l’olio essenziale ha azione stupefacente caratterizzata da eccitazione iniziale seguita da paresi muscolare, ebbrezza e profonda ipnosi che può prolungarsi anche per 12 ore.

L’olio inoltre è foto sensibilizzante.

 

E’ controindicato in caso di gravidanza.

 

L’Anice Verde è incompatibile con farmaci antinfiammatori non steroidei, farmaci cortisonici e terapie ormonali.

Inoltre può provocare allergia, problemi di pelle e problemi gastro-intestinali.

 

Gli organi interessati dell’azione fito terapica sono la testa, la bocca, i bronchi e i bronchioli, il cavo oro-faringeo, il cervello, i denti, le ghiandole salivari, l’intestino, il tubo gastro-enterico, la muscolatura liscia, gli organi digestivi, gustativi, sessuali e riproduttivi, l’utero e le ovaie, il seno e le ghiandole mammarie, il sistema immunitario e nervoso, lo stomaco, il tessuto cutaneo, le vie respiratorie e le vie aeree superiori.

 

L’Anice Verde è aromatizzante, digestivo, analgesico, espettorante, fluidificante del catarro mucolitico, spasmolitico del tubo gastro-enterico e delle vie respiratorie, tonico generale, tossifugo, afrodisiaco, balsamico respiratorio, neurotonico e tonico cerebrale, spasmolitico per le fibre muscolari lisce, stupefacente, antisettico, carminativo e anticipa il ciclo mestruale ritardato.

 

E’ infine indicato per l’alitosi, l’allattamento, la dispepsia o la cattiva digestione, il meteorismo e fermentazioni intestinali, la stitichezza, il catarro delle vie respiratorie, l’atonia intestinale, la tosse convulsa o la pertosse, l’astenia, l’esaurimento e lo stress, gli spasmi dolorosi di varia natura, la cefalea, il mal di testa o l’emicrania, la salivazione scarsa, il raffreddore, l’asma bronchiale o il broncospasmo.

 

Si trova sotto forma di tisane, olio essenziale solo per gli adulti, estratti e tinture.

 

Curiosità.


  • L’Anice verde è utilizzato per aromatizzare molti liquori, mentre i suoi semi, interi o tritati, aggiunti al pane, alle focacce e ai dolci ne migliorano il sapore.
  • Masticare a fine pasto semi d'anice leggermente tostati aiuta la digestione e profuma l'alito.
  • Nella medicina popolare era considerato afrodisiaco.

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Angostura Vera : digestiva!

2 Maggio 2014, 15:54pm

Pubblicato da marcellanicolosi

Il nostro viaggio nel mondo della natura continua ...

L’Angostura Vera è un albero delle Rutacee originario del Brasile.

La sua corteccia ha un sapore amaro e un odore aromatico ed in passato veniva utilizzata come tonico amaro, antidiarroico e febbrifugo.

Con lo stesso nome sono note le cortecce di altre due Rutacee : la Cusparia febrifuga del Venezuela e l’Esenbeckia febrifuga del Brasile.

L'Angostura Vera è nota anche cone Galipea, Cusparia, Bonplandia e Angustura.

Dalla corteccia si estrae l’ olio essenziale di Angostura che è originariamente giallognolo e, a contatto con l’aria, diventa più scuro e viene usato nella preparazione di liquori e di tonici amari.

L’olio della corteccia di Angostura contiene angosturina, sesquiterpeni (galipene e cadinene), galipolo, un alcol sesquiterpenico, pinene e alcaloidi della chinolina.

Viene usato nella preparazione di amari digestivi in quanto ha proprietà amaro-toniche, digestive, aromatizzanti, spasmolitiche antispasmodiche, eccito respiratorie e stimolanti della secrezione gastrica.

In commercio si trova anche solo la corteccia da usare in preparati casalinghi in caso di inappetenza, anoressia, atonia gastrica, dispepsia, diarrea, febbre, gastrite catarrale cronica, infezioni gastrointestinali, spasmi e dolori di varia natura e nausea.

Per l’acquisto è meglio rivolgersi presso negozi specializzati come farmacie o erboristerie di fiducia in quanto è piuttosto facile sofisticarla, ma anche perché esiste l’Angostura falsa, la corteccia della Strychnos nux-vomica, che è un potente veleno. 

L'Angostura Vera ha una tossicità bassissima e, alle dosi terapeutiche normali, non sono state riscontrate controindicazioni a parte un’ipersensibilità individuale.

Dosi eccessive possono però provocare nausea.

Gli organi interessati dell’azione fitoterapica sono l’intestino, lo stomaco, gli organi digestivi e gustativi, il sistema immunitario, nervoso autonomo e le vie respiratorie.

Curiosità :

E’ usato nel cocktail Vanderbilt insieme a Cognac, Brandy alla ciliegia e sciroppo di zucchero.

Le piante ricche di tannini hanno proprietà antisettiche, ma, in alte dosi o per periodi prolungati, possono causare infiammazioni gastrointestinali, nausee e vomito fino al danneggiamento letale del fegato.  

E' inoltre sempre bene ricordare che ogni integratore o ogni medicinale va usato dietro consiglio di un medico e, le informazioni su questo Blog, vanno lette come semplici informazioni.

 

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Angelica Archangelica : anche per problemi digestivi!

7 Aprile 2014, 17:46pm

Pubblicato da marcellanicolosi

L'angelica o Angelica archangelica L. è una pianta erbacea biennale o perenne della famiglia delle Apiaceae con fusto grosso, rossiccio e vuoto che può arrivare fino a 2 metri di altezza.


I fiori verdastri hanno un grande rizoma e si sviluppano ad ombrello.


La pianta ha l'aspetto classico delle Ombrellifere più note come il finocchio, il sedano e il prezzemolo.


L'Angelica cresce nelle zone umide dell’Europa ed il suo periodo balsamico è in autunno durante la fioritura.


E’ conosciuta come Angelica, Angelica archangelica L., Garden angelica, Angélique, Arznei - Engelwurz, Echte Engelwurz, Arcangelica, Angelica di Boemia, Erba degli angeli, Bragosse, Canoti, Lucanta, Zaccarìa, Finocchione, Bracalà, Angelica acquatica, Imperatoria, Angelika, Archangel, Aunt Jericho, Plante angelique, Angelikapflanze, European angelica, Raiz do Espirito Santo e Archangelica officinalis Hoffm.


Le parti utilizzate sono le radici, i rizomi e i semi che hanno un caratteristico odore e che vengono raccolti nell’autunno successivo al trapianto.

Il sapore è amaro aromatico.

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I Principi attivi dell’Angelica sono l’Olio essenziale (alfa-fellandrene, bisabolene, beta-cariofillene, pinene, linalolo, limonene, borneolo, pentadecanolide e mentadieni), le cumarine (l'osthenolo e l'umbelliferone), le furocumarine (angelicina, bergaptene e xantotossina), l’acido valerianico, clorogenico, caffeico e angelico, l'ostolo, il tannino, le sostanze resinose, l'arcangelicina e il flavanone arcangelone.


Ha quindi proprietà espettoranti fluidificanti del catarro mucolitico, amaricanti, toniche del sistema nervoso e cerebrale, estrogene, sedative paragonabili al clordiazepossido (il principio attivo del Librax), aromatizzanti, simpatico mimetiche, digestive, emmenagoghe, analgesiche, foto sensibilizzanti, carminative - antifermentative, immunostimolanti, immunomodulanti, spasmolitiche, antispasmodiche, spasmolitiche intestinali, coleretiche, eccito-stupefacenti, eupneico stupefacenti, antiacide, stimolanti, diaforetiche e diuretiche.


La radice di Angelica è un tonico eccellente dello stato generale e può venire usato contro la stanchezza e l'astenia. L’angelica è indicata anche in caso di  spasmi digestivi, disturbi digestivi, flatulenza, dolori mestruali, amenorrea, stanchezza, gonfiori intestinali, enteriti, epatismo, acidità di stomaco, atonia digestiva, emicrania nervosa, clorosi, colite, candidosi, mal di stomaco, immunodeficienza secondaria o insufficienza immunitaria, malattie autoimmuni, inappetenza e anoressia, micosi, catarro, diarrea, dispnea, alitosi, tosse, bronchite, pirosi e per riportare in equilibrio il sistema nervoso.


Gli organi interessati dall'azione fitoterapica sono bocca, bronchi e bronchioli, cavo oro-faringeo, cervello, cistifellea e vie biliari, fegato e vie biliari, intestino, organi digestivi, sistema endocrino, immunitario, nervoso autonomo e centrale, stomaco, tessuto cutaneo, tubo gastro-enterico, tutto il corpo, utero, ovaie e vagina.

ATTENZIONE


Sono stati riscontrati effetti collaterali quali allergie e possibilità di allergia al sole (a causa della cumarina), è bene evitare quindi esposizioni prolungate al sole durante il trattamento.

L'Angelica è fortemente controindicata in gravidanza. Ad alte dosi è abortiva.

Va evitata in caso di ulcera gastrica o duodenale e nel diabete, non va mischiata ad altre sostanze amare.

Per l'uso come digestivo è necessaria la prescrizione medica. 

L'Olio essenziale può avere (in base alle dosi) azione eccito-depressiva e stupefacente.  

 

Importante :

 

Gli effetti fototossici sono relativi agli estratti dei semi e non alle radici che invece hanno proprietà antifungine.

Sono state riscontrate interazioni  o incompatibilità con farmaci antinfiammatori non steroidi, farmaci cortisonici e warfarin.

In generale l'Angelica ha una tossicità media.

La qualità dell'attività fitoterapica dipende dalle specifiche e dalle forme terapeutiche.

L'Angelica si può acquistare sotto forma di Tisana (digestiva, aromatica e per mestruazioni irregolari), Decotto, Tintura e Liquore.

L'Iperico è un'erba antagonista mentre l'Agrimonia, l'Anice verde, l'Assenzio romano, il Camedrio, il Cardo benedetto, il Carvi cataria, la Cimifuga, l'Erba medica, l'Escolzia, il Finocchio, la Fumaria, la Genziana, il Ginseng, la Melissa, l'Ortica, il Salice e la Salvia officinale sono erbe sinergiche.  


Curiosità.


  • In erboristeria vengono utilizzate le radici, le foglie ed i semi, però i maggiori trattati ne limitano l'assunzione e consigliano l'uso dietro consulto medico perché ad alte dosi la pianta è velenosa e fotosensibilizzante ed è assolutamente vietata in gravidanza e allattamento.
  • La somiglianza con le altre Ombrellifere, tra cui la velenosa Cicuta impone una certa attenzione nella raccolta.
  • I gambi sono utilizzati in pasticceria e confetteria per la preparazione di frutta candita. 
  • Le parti tenere possono essere usate come condimento per aromatizzare insalate, minestre e minestroni. 
  • I semi e i gambi possono venire impiegati nella preparazione di liquori. 
  • I germogli possono essere bolliti come le verdure. 
  • Le radici ridotte in polvere possono essere aggiunte a purè e pastella per fritture. 
  • I frutti sono  aromatizzanti. 
  • I piccioli delle foglie possono essere usati come canditi.  
  • L'angelica mischiata alla mirra e diluita con alcol puro a 95° si usa per preparare un profumo deodorante. 
  • In Cina questa pianta viene utilizzata da diversi millenni contro le affezioni dell´apparato femminile. Da noi vengono usate anche l´Angelica silvestris e var. montana - ma sono meno apprezzate. 
  • Deve essere conservata bene perché le radici sono molto appetibili per gli insetti. 

 

Alcune piante sono efficaci nell'impiego terapeutico per le turbe legate a un'insufficienza ovarica, per sindromi deficitarie dopo isterectomia e ovariectomia, per turbe mestruali della pubertà, per alcune manifestazioni fastidiose della menopausa come vampate di calore, turbe dell'umore, secchezza della mucosa vaginale e per la sindrome premestruale.

Alcuni inconvenienti della menopausa hanno una stretta relazione con l'ormone ipofisario altri invece sono relativi alla diminuzione della produzione di estrogeni e possono migliorare con l'utilizzo di queste piante. In questi casi la fitoterapia rappresenta una terapia attiva e/o complementare alla terapia ormonale classica.

Le piante estrogeniche e progesterone-like sono l'Angelica, l'Aletris, l'Erba medica, la Salvia, il Luppolo, il Ginseng, l'Alchemilla, la Verbena, la Salsapariglia, la Soia e la Cimicifuga.

L'Agnocasto aumenta la produzione di alcuni estrogeni che limitano i disturbi connessi alla menopausa e risulta efficace anche nella sindrome premestruale e nella iperprolattinemia. 

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Aneto : aromatico, digestivo e analgesico!

26 Marzo 2014, 16:52pm

Pubblicato da marcellanicolosi

L'Aneto o Anethum graveolens L. è una pianta erbacea annuale e/o biennale appartenente alla famiglia delle Apiaceae la cui altezza può arrivare a m.1/1,5.

Il nome deriva dal greco "anethon" (Anice) che può essere tradotto con allontana i malori e dal latino "gravis"(pesante, forte) et "olens" (sentore), in quanto ha un odore forte.

Il binomio scientifico attualmente accettato (Anethum graveolens) è stato proposto da Carl von Linné biologo e scrittore svedese, considerato il padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi.

L'Aneto è conosciuto anche con altri nomi quali Dill, Dille, Aneth, Aneth odorant, Anethe, East Indian dill, Eneldo e Shibith.

Caratteristiche fisiche.

L’Aneto ha radici secondarie da fittone e un fusto ramoso solo nella parte alta esterna alla terra.

Le foglie sono quelle tipiche di un’erba aromatica, hanno forma allungata con larghezza media di 0,5 mm ed una lunghezza che va da 4 a 20 mm.

I fiori sono raccolti in un’infiorescenza ad ombrella, sono di un particolare colore giallo - verdastro e fioriscono da luglio a settembre.

I frutti piccoli a forma ovale, di colore bruno e con superficie liscia maturano tra agosto e settembre.

L’Aneto si riproduce per impollinazione svolta di solito da api e vespe che ricercano il nettare presente nei fiorellini.

Ha origine nel Sud Ovest Asiatico ed è stato naturalizzato in Europa meridionale dove si trova particolarmente in Francia e in Austria. In Italia, pur essendo presente, è una pianta poco diffusa e considerata rara.

L’ habitat naturale è quello tipico dei terreni incolti e degli orti con un substrato sia calcareo che siliceo con un pH neutro e vive bene ad altitudini tra i 600 e i 1000 metri s.l.m. In genere le piante sono vigorose e robuste, quindi di facile coltivazione. L'Aneto apprezza l'esposizione al sole pieno e i terreni ben drenati. Teme i suoli troppo umidi e le male erbe, per cui sono necessarie ripetute sarchiature per tenere libero il terreno attorno alle piante.

Dell’Aneto vengono utilizzati i frutti che hanno un sapore leggermente piccante, nessuna tossicità e non sono state riscontrate controindicazioni alle dosi terapeutiche normali eccetto i casi di ipersensibilità individuale.

Contenuti e Proprietà.

L’Aneto contiene olio essenziale aromatico, proteine, cumarine, flavoni, tannini e mucillagini.

Ha proprietà digestive, aperitive , carminative (favorisce la fuoriuscita dei gas intestinali), antispasmodiche (attenua gli spasmi muscolari, e rilassa anche il sistema nervoso), spasmolitiche intestinali, diuretiche (facilita il rilascio dell'urina), aromatizzanti, analgesiche, emmenagoghe, epatoprotettive, toniche generali e anti-infiammatorie, calmanti e preparatorie per il sonno.

Utilizzato in infusione, l'aneto favorisce la digestione e lenisce i dolori da coliche, i semi, sempre in infusione, permettono di fermare il singhiozzo, il mal di testa e la tosse infantile, è indicato inoltre in caso di indigestione, vomito nervoso, aerofagia, flatulenza e meteorismo, gas intestinali, alitosi, ipertensione arteriosa, amenorrea e ipomenorrea, aritmie cardiache, palpitazioni e tachicardia, spasmi, crampi, colon irritabile, atonia gastrica, epatite, insufficienza epatobiliare, intossicazione del fegato e anche come antisettico intestinale in caso di infezioni gastrointestinali e aiuta l'allattamento, mentre un infuso delle foglie serve anche contro la nausea.

Gli organi interessati dall’azione fitoterapica sono la bocca, il cavo oro-faringeo, gli organi gustativi, il cuore, i denti, il fegato e le vie biliari, l’intestino, gli organi digestivi, la muscolatura liscia, gli organi emuntori, i reni, il seno e le ghiandole mammarie, l’utero e le ovaie, i sistemi circolatorio, endocrino e nervoso centrale, lo stomaco compreso il tubo gastro-enterico e le vie urinarie.

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Modalità per l'uso : L'Aneto Tisana si beve durante il giorno, si consigliano  5 g. in 200 ml di acqua bollente da tenere in infusione per 15 min.

Informazioni sulle droghe ad azione carminativa.

In caso di affezioni dell'apparato gastrointestinale possono formarsi dei gas che vengono eliminati naturalmente da bocca e ano.

La formazione dei gas può essere provocata da cibi flatulenti come castagne e legumi, da dispepsie di vario genere, da atonia gastrica e intestinale e vengono comunemente chiamate flatulenza o meteorismo.

Le droghe carminative purificano dunque gli umori intestinali e aiutano ad eliminare i gas attraverso due diversi meccanismi, per assorbimento dei gas e per stimolazione del tono e della contrattilità dell'intestino, in modo da favorire l'espulsione dei gas stessi.

Alcune droghe carminative, come l'Aneto, sono inoltre ricche di oli essenziali e combattono gli agenti della putrefazione e della fermentazione eliminando o attenuando la causa della formazione dei gas.

Curiosità.

  • A chi soffre d´insonnia e piace il vino può provare a fare un decotto di 10 g di semi di Aneto in 1/4 di vino bianco e berlo prima di coricarsi ;
  • L'Aneto è coltivato prevalentemente come pianta da condimento, foglie e semi sono infatti molto aromatici, e, grazie al suo odore e alle sue proprietà simili a quelli del finocchio, viene anche chiamato finocchio bastardo, finocchio fetido e finocchio rizu ; 
  • È una spezia molto utilizzata in Germania e in Ungheria per preparare sottaceti agrodolci,  in Scandinavia per insaporire salmone, uova, molluschi, patate e zuppe, in Grecia le foglie di aneto accompagnano i legumi ed arricchiscono alcuni tipi di pane speziato, nell'Est Europeo, in India e in numerosi altri paesi del mondo, viene aggiunto in piatti a base di pesce, nelle insalate, nelle carni e nelle salse, mentre i semi servono per profumare i liquori e le confetture ;
  • Dai semi si ricava anche L'Olio di aneto ; 
  • Questa pianta, originaria del bacino mediterraneo, è stata utilizzata da diverse civiltà come dai popoli Ebraici quale ortaggio e dagli Egizi come pianta medicinale ; 
  • È menzionato nel Vangelo secondo Matteo : "Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pagate la decima della menta, dell'aneto e del cumino e trasgredite le prescrizioni più gravi della legge : la giustizia, la misericordia e la fedeltà." ;
  • In Inghilterra, è coltivato fin dal XVI secolo ;
  • L'Aneto potrebbe essere considerato un antenato del chewingum. Era infatti conosciuto come meeting seed (semi delle riunioni) negli Stati Uniti, perchè i suoi semi venivano dati da masticare ai bambini per farli stare buoni durante i lunghi e noiosi sermoni in chiesa ;
  • Gli antichi Greci usavano l'Aneto per sedare attacchi epilettici e contrastare sortilegi mentre, ancora oggi, l'uso dell'aneto ricorre in alcuni rituali esoterici ; 
  • L'Aneto era molto gradito anche nell'Antica Roma e veniva usato abbondantemente soprattutto nel cibo dei gladiatori in quanto si pensava avesse la proprietà di aumentare la forza fisica ; 
  • Nel Medioevo l'aneto era invece apprezzato come rimedio naturale per i disturbi dello stomaco e l'insonnia ;
  • Con questa spezia si prepara anche un delizioso liquore digestivo e si possono aromatizzare l'olio d'oliva e l'aceto ;
  • L'Aneto può essere coltivato anche in pianta sul balcone di casa. La stagione giusta per farlo è l’inizio della primavera, in seguito è sufficiente annaffiarlo ogni giorno e raddoppiare l'acqua durante il periodo estivo. Alla fine dell'estate la pianta può essere recisa ed i semi possono essere in parte usati in cucina ed in parte conservati per la semina dell’anno successivo. Le foglie tritate possono infine essere conservate in freezer e scongelate all’occorrenza.

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