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Volare con l'anima

Paura di scegliere.

10 Novembre 2018, 20:50pm

Pubblicato da marcellanicolosi

È la paura irrazionale ed incontrollata di prendere decisioni e si chiama Decidofobia.

Il filosofo Walter Kaufmann, nel 1973, ha scritto che i decidofobi lasciano prendere le loro decisioni ad autorità esterne che percepiscono come superiori a se stessi. Un genitore, la chiesa, il partito politico, ma anche l’oroscopo, i tarocchi e gli amici.

La decisione in sé non è un pericolo eppure il decidofobo continua a delegare la responsabilità ad altri non assumendosi quindi mai la colpa e/o la responsabilità , appunto, quando le cose non vanno come avrebbe voluto, dipendendo così tutta la vita da altri e non essendo mai davvero libero.

Questa paura trova le sue radici nell’infanzia quando, non  comprendendo le implicazioni o le conseguenze di un’azione, ci si lancia in imprese del tutto nuove e potenzialmente pericolose per la salute fisica e mentale. In questi casi spesso entrano in gioco i genitori che, per semplice protezione, cercano di dissuadere i figli dall’agire in modo sconsiderato facendo leva sulle loro paure con minacce spesso non necessarie che fomentano la paura stessa.

Il risultato è che i figli imparano che fare cose nuove implica la perdita, fra le altre cose, dell’amore dei genitori e da adulti troveranno numerose ragioni per non lanciarsi appunto in imprese nuove in ambiti sconosciuti. I decidofobi scelgono quindi di ignorare qualunque sfida che li porti a fare delle scelte, e questo, probabilmente, li porterà a trovarsi in situazioni peggiori e più complicate che sono dipese da altre persone.

La paura del rifiuto e la ricerca dell’approvazione, in conclusione, portano i decidofobi a non riuscire a scegliere da soli cose semplici come l’abbigliamento, il cellulare ed il cibo fino a cose più importanti come un lavoro e un compagno per la vita.

È possibile guarire dalla decidofobia seguendo una serie di piccoli passi. Il più importante è rendersi conto che non si può essere perfetti per tutti e che, anzi, nessuno è perfetto. È necessario quindi imparare a valutare ogni situazione tenendo presente che ogni azione è passibile di un giudizio a volte negativo a cui bisogna imparare ad opporsi.

Cercare di capire l’opinione che gli altri hanno su te stesso è tempo perso, quindi se oggettivamente quel giudizio sembra in qualche modo ingiusto o privo di valore e significato basta accantonarlo e cancellarlo.

Questa è la prima e più importante decisione che chiunque possa prendere per la sua vita, sebbene non sia mai facile distaccarsi dall’opinione altrui. La società sbagliata in cui viviamo ne è pervasa ed è imperniata proprio sul concetto che, se non hai una certa auto o un certo abbigliamento, non puoi farne parte, vieni isolato ed evitato. Questo però non significa che sia impossibile farlo, basta comprendere che la società è fatta di persone tutte diverse l'una dall'altra.

Il secondo passo è quindi quello di comprendere ed accettare i propri pregi e difetti lasciando andare tutta la negatività che non serve ad altro che confondere le idee. Alcuni giudizi sono costruttivi e sinceri, bisogna imparare a distinguere tra questi e quelli inutili e privi di concretezza.

Il trucco è avanzare a piccoli passi, cominciare dalle piccole cose. Se si deve scegliere una penna bisogna decidere in base all'uso che va fatto di quella penna. Poi si avanza con le cose più importanti cercando di dare il giusto peso a pro e contro. La natura ci ha dato il dono del discernimento, anche se a volte facciamo fatica a crederci, bisogna trovarlo ed usarlo.

Si possono anche prendere decisioni sbagliate, ma è così che si impara.

C’è da dire inoltre che, la maggior parte delle decisioni che si prendono durante tutta una vita non sono permanenti o di importanza vitale, ma quando ne capita una importante, come quella di cambiare magari un lavoro,  basta usare un piccolo ma efficace trucchetto.

Elencare i risvolti positivi e quelli negativi da già un'idea di cosa ci si possa aspettare da questo cambiamento, fare una prospettiva di ciò che di buono potrebbe arrivare e, per contro, immaginare il peggiore scenario possibile, rende chiaro se vale la pena prendersi il rischio.

Per concludere quindi bisogna lasciare nel passato le paure dell’infanzia e nel cestino dei rifiuti il giudizio degli altri, non torturarsi per decisioni poco importanti e analizzare a fondo quelle più importanti.

Questa fobia non è pericolosa, ma assolutamente invalidante, quindi il decidofobo che non si sente in grado di risolvere da solo le sue paure, ma che è stanco di dipendere dagli altri e dalle proprie irrazionalità, può e deve rivolgersi ad un terapeuta.

Quindi, scegliete.

Paura di scegliere.
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