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Volare con l'anima

Artemisia (Abrotano o Assenzio) per i dolori addominali, ma non solo.

10 Dicembre 2012, 11:38am

Pubblicato da marcellanicolosi

L'artemisia è un genere di pianta erbacea appartenente alla famiglia delle composite che, si suppone, prenda il suo nome da Artemide, Dea della caccia, o anche dalle proprietà medicamentose delle piante del genere Artemisa, dalla classificazione di Carl Von Linné. 

Ad essa appartengono diverse piante erbacee o arbustacee perenni, tra cui l'Abrotano, che hanno radici ramificate da cui si sviluppa un ciuffo di foglie grigio-verde. Da questo si sviluppa un fusto legnoso di colore marrone che può superare il metro di altezza e da cui si dipartono numerosissimi rami più piccoli. L'aspetto della pianta è diverso in base alla sottofamiglia di appartenenza ed al luogo in cui cresce, per esempio l'Artemisia genepì è una pianta alpestre e forma un cespo basso e compatto, mentre l'Artemisia vulgaris presenta un fusto eretto che può superare anche il metro e mezzo di altezza.

Le foglie possono essere filiformi o dentellate, di colore grigio-verde o grigio chiaro e sono ricoperte da una peluria che le rende argentate e vellutate.

artemisia vulgaris I fiori, piccoli e poco appariscenti, sono riuniti in infiorescenze a forma di globo o pannocchia nelle varie tinte del giallo e sbocciano tra luglio e ottobre.

L'habitat naturale dell'Artemisia è un terreno calcareo e siliceo, non argilloso. Cresce bene in zone incolte, nei pressi di casolari abbandonati o lungo le scarpate, in angoli soleggiati purchè protetti da altri agenti atmosferici e in zone poco piovose. La si trova in natura sulle Alpi e in varie zone collinari dell'Europa Meridionale.

La coltivazione dell'Artemisia non va effettuata in vaso, dove la pianta non si adatta facilmente, ma non ha bisogno di particolari cure, basta mantenere le condizioni naturali dell'ambiente, quindi un terreno arido e soleggiato, calcareo ma ben concimato. Si può seminare in autunno oppure, se si preferisce usare una talea, bisogna staccare un pezzo di fusto legnoso dalla pianta madre in estate e trapiantarla.

La raccolta delle cime fiorite e delle foglie che contengono i principi attivi della pianta deve avvenire in tarda estate. Una volta raccolte sia le foglie che le cime vanno essiccate in un luogo ombroso e ventilato.

L'Artemisia può essere usata in cucina, il suo arbusto infatti ha un aroma che accompagna bene le carni, soprattutto quella di maiale. Grazie all'intenso aroma delle sue foglie essiccate può essere usato nel pot-pourri e anche come insettifugo.

L'infusione di acqua e assenzio lasciata a macerare per qualche giorno è un ottimo antiparassitario naturale da spruzzare su piante da frutto e erbe dell'orto. Grazie a questo si può evitare l'uso di pesticidi per allontanare afidi e bruchi dalle piante.

Le sostanze medicamentose contenute nell'Artemisia (meglio nota come Assenzio) sono il rebracitolo, l'artemisina, il tannino e il suo olio essenziale contiene cineolo e tujone. 

E' naturalmente stimolante a livello gastro-intestinale, facilita le funzioni intestinali compresa la digestione, è astringente, rafforza l'organismo in generale, è anche vermifuga, emmenagoga, sedativa, tonica, antispastica, calmante, ipoglicemizzante, 

febbrifuga, ristabilisce il flusso mestruale e stimola il sistema nervoso e vascolare, ma è anche fortemente tossica per cui è consigliato l'impiego sotto prescrizione e controllo medico.

Con le foglie e i fiori si può preparare un vermifugo. Anticamente veniva usata per trattare problemi al fegato, alla milza e allo stomaco. Oggi è usata raramente tranne che in Germania dove viene utilizzata per curare ferite e affezioni della pelle, raramente nei casi di congelamento.

Può essere assunta in caso di amenorrea e dismenorrea, disturbi del ciclo mestruale, digestioni lente e difficili, come stimolante di bile e fegato, contro il nervosismo, l'ansia, la depressione, lo stress, l'insonnia o il sonno disturbato, gli incubi, la febbre, il diabete, l'epilessia, l'astenia, la     parassitosi intestinale, la stitichezza, la nausea e il vomito. 

In ogni circostanza è comunque consigliato il consulto preventivo con il medico curante. 

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M
i prodotti naturali che ci provengono dalla natura sono sempre i migliori
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M
<br /> <br /> E' vero, anche se bisogna usare con cautela anche quelli <br /> <br /> <br /> <br />