Amaxofobia : paura di guidare!
L’Amaxofobia, dal greco "amaxos" che significa carro, è la paura di guidare un’automobile in particolare o un mezzo di trasporto in generale.
Come è facile intuire questa fobia colpisce soprattutto (ma non solo!) i guidatori, pare ne soffrano circa il 33%, ma solo una piccola percentuale risulta essere completamente incapace di guidare.
Il disturbo fobico non è limitato, però, solo ai guidatori.
Ci sono soggetti che rinunciano preventivamente a conseguire la patente o che falliscono i test per la licenza di guida, anche dopo diversi tentativi e pur avendo studiato.
Questo capita anche perché l’Amaxofobia, spesso, non viaggia da sola!
Essa si può scatenare in situazioni diverse a seconda del problema di fondo preesistente.
Ad esempio fa paura guidare da soli o in assenza di una specifica persona al proprio fianco e guidare allontanandosi oltre ad una certa distanza da casa in caso si soffra di ansia da separazione, guidare di notte, quando è buio, e in autostrada o su strade a scorrimento veloce in caso di mancanza di controllo sull’ambiente circostante, guidare attraverso le gallerie o nel traffico nel quale ci si può trovare bloccati o rallentati in caso si soffra di claustrofobia, guidare sui ponti, in particolare se alti o lunghi, nelle gallerie o su strade che attraversano spazi aperti anche in pianura se si soffre di agorafobia.
Una paura diversa è quella di impazzire ed essere colti da un raptus mentre si è alla guida nel caso in cui il soggetto soffra di un alto livello di rabbia repressa.
La paura di guidare quindi si può manifestare in soggetti che soffrono di un Disturbo d’Ansia generalizzato, oppure in persone che hanno altre paure derivanti dalla scarsa fiducia nelle proprie capacità e dal desiderio più o meno consapevole di mantenere un rapporto di dipendenza dalla famiglia o dagli altri in generale.
Quando invece l’Amaxofobia non è causata da altri stati d'ansia può essere dovuta all’effetto postraumatico di un incidente stradale diretto o di persone care e da cattive esperienze durante l’apprendimento, mentre molte altre volte ciò che alimenta questa paura non è immediatamente individuabile e riconoscibile.
Ricapitolando ... le possibili cause scatenanti dell'Amaxofobia sono :
- la dipendenza dall’ambiente di appartenenza, in particolare da quello familiare ;
- al conflitto fra dipendenza e autonomia e paura di crescere facendo le proprie scelte e decidendo la propria strada, che riguarda principalmente i giovani che vivono un disagio legato all’ingresso nella vita adulta ;
- la presenza di rabbia e di pulsioni aggressive inconsce che potrebbero emergere durante la guida ;
- pregiudizi culturali, per le donne cresciute in ambienti nei quali si ritiene che la donna non possa essere capace di guidare come l’uomo o in famiglie nelle quali vi è (o era) una figura maschile che ha trasmesso loro esplicitamente la convinzione dell’incapacità di guidare, nonostante il conseguimento della patente ;
- invecchiamento e depressione, che influenzano i guidatori anziani e rendono alcuni di essi insicuri e dubbiosi circa la propria capacità di continuare a guidare nonostante non vi sia un oggettivo deterioramento delle loro prestazioni nella guida.
Indipendentemente dalle cause presenti nel singolo caso, l’amaxofobico può sperimentare vari livelli del disagio che vanno dalla lieve sensazione di disturbo all’attacco di panico vero e proprio. Tali disagi possono manifestarsi al pensiero di guidare, quando ci si siede sul sedile del guidatore, quando viene avviata l’auto o dopo aver percorso un tratto di strada ed essersi allontanato dalla propria casa.
L’insicurezza e la scarsa fiducia nelle proprie capacità di controllo e autocontrollo sono inconsce e portano l’amaxofobico a sviluppare un’intensa ansia anticipatoria che provoca stress e anche attacchi di panico con tutto ciò che ne consegue.
L’Amaxofobico dunque crea inconsciamente delle immagini mentali catastrofiche come la perdita di controllo dell’auto a causa di un attacco di panico o di uno svenimento e la conseguente possibilità di causare un incidente grave, l’incapacità di evitare gli altri veicoli, in particolare se molto grossi come i camion, e la possibilità di esserne investiti, la necessità non soddisfabile di abbandonare l’auto a causa di una crisi di claustrofobia o più genericamente di ansia, la perdita dell’orientamento e quindi della strada giusta da percorrere, con la conseguenza di smarrirsi e ritrovarsi in zone non conosciute, l’incapacità tecnica di condurre adeguatamente il veicolo, esponendosi così al giudizio (negativo) altrui e facendo una brutta figura, l’insorgenza improvvisa di un “raptus” che porti a provocare volontariamente un incidente o a dirigere l’auto contro cose o persone.
Tali immagini mentali scoraggiano i tentativi di affrontare la fobia ed inibiscono anche il desiderio di superare questo problema, portando a ritenerlo irrisolvibile e a concentrarsi sull’individuazione di strategie alternative che consentano di aggirare la necessità o il desiderio di mettersi al volante.
Fatto sta che questa fobia compromette fortemente la vita sociale dell’individuo, ne limita in modo esponenziale l’indipendenza e l’autonomia sociale ed è particolarmente disabilitante per la vita professionale e lavorativa visto che ostacola gli spostamenti.
L’Amaxofobico infatti tende ad evitare lo stress di mettersi alla guida e questo lo porta a perdere opportunità lavorative e attività sociali in genere, ad allontanarsi dagli amici e a rinunciare a svaghi e interessi. Questo comporta anche una ricaduta negativa sulla sua autostima, che genera un circolo vizioso fino al punto di farlo sentire ulteriormente incapace e diverso dagli altri.
Come per le altre fobie i sintomi sono quelli classici e possono comparire anche prima di mettersi alla guida sotto forma di ansia anticipatoria (come già descritto).
L’eccessiva sudorazione, la tachicardia, la respirazione agitata o ansimante, il tremore spesso accompagnati da mal di stomaco, capogiri, cefalee, vertigini sensazione di “testa vuota” o di irrealtà, nausea, colite e altri sintomi scatenati dallo stato d’ansia fino agli attacchi di panico.
Per risolvere questo tipo di fobia è necessaria una valutazione psicologica preliminare per identificare il trauma o lo stato d’ansia preesistente e quantificare la portata del problema.
Se questo è risolvibile con un sostegno e una riabilitazione psicologica possono risultare utili strumenti come l’ipnosi, che procura uno stato di rilassamento grazie al quale il soggetto riconosce le cause delle sue paure e riesce a superarle, la PNL (Programmazione Neuro Linguistica) che aiuta a cambiare i pensieri negativi e limitanti associati all’atto di guidare e l’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) che aiuta a smontare tutte le convinzioni negative legate all’idea di guidare soprattutto quando l’amaxofobia è stata scatenata da un trauma.
Quando invece l’Amaxofobia è sostenuta da un disturbo d’ansia preesistente si rende necessaria la psicoterapia grazie alla quale potrà essere elaborato il conflitto dipendenza-autonomia, superata la necessità di controllo, elaborate le pulsioni aggressive e modificata l’immagine di Sé e l’autostima.
E’ importante sottolineare il fatto che la paura di guidare si può superare e che i Disturbi d’Ansia che, a volte, ne sono la causa si possono efficacemente curare con la psicoterapia.
Nei casi in cui la vita di una persona è limitata dalla paura è importante rivolgersi ad uno psicologo senza perdere tempo prezioso.
Aspettare significa far crescere il problema, rendere sempre più insopportabile la difficoltà, alimentare il pensiero che non vi sia soluzione e che quello sia il proprio destino o il proprio carattere.
Attivarsi rapidamente per cercare un aiuto professionale significa invece abbreviare i tempi del lavoro psicologico o psicoterapeutico e non condannarsi a sopportare ulteriormente limitazioni tranquillamente superabili con l’intervento adatto.
Una volta capito questo e superati i primi limiti è consigliabile guidare più volte alla settimana, inizialmente in strade e in orari poco trafficati, passando gradualmente agli orari di punta e alle strade più trafficate.
È importante prendere l’auto con regolarità e non far trascorrere mai molto tempo tra una guida e l’altra aumentando progressivamente il numero di chilometri percorsi e il tempo passato al volante.
