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Volare con l'anima

film e telefilm

L'uomo del Mistero : Nonso Anozie.

5 Febbraio 2019, 19:35pm

Pubblicato da marcellanicolosi

L'uomo del Mistero : Nonso Anozie.

Nonso Anozie è il secondo attore di cui parleremo e che ha interpretato un ruolo nel telefilm Zoo :

http://marcellanicolosi.over-blog.it/2018/02/zoo.parliamo-di-animali-e-telefilm.html

 

Attore londinese di origine nigeriana nato a Camden il 28 Maggio 1979, Nonso si è diplomato alla Central School of Speech and Drama a Londra nel 2002.

Fa la sua prima esperienza interpretando a teatro Re Lear nel 2002 ottenendo il titolo di più giovane attore nella storia ad interpretare professionalmente quel ruolo.

È stato il vincitore del Magnolia Stage Performance Award del 2004 in Cina ed è stato il primo attore non cinese ad essere onorato con il premio di migliore attore e vince nel 2005 il Ian Charleson Award per la sua interpretazione dell’Otello.

Nel 2006 debutta in TV nel film Prime Suspect  : The Final Act.  

Approda al cinema nel 2007 con piccoli ruoli in L’ultima legione e in Espiazione, nel 2011 lo vediamo nella riedizione di Conan il Barbaro e nel film The Grey con Liam Neeson.

Nel 2013 è uno dei personaggi del film Ender’s Game. Lo ritroviamo l’anno successivo in alcune puntate de Il trono di Spade e successivamente nella serie Dracula.

Nel 2015 ottiene un ruolo nel film Cenerentola.

È uno dei personaggi principali del telefilm Zoo tra il 2015 e il 2017.

 

Vita privata

 

Nonso, da persona estremamente riservata, ha l’abitudine di tenere la sua vita privata molto ben nascosta. Non si è mai aperto né sul suo passato né tanto meno sul presente, quindi non è trapelata alcuna notizia su un eventuale matrimonio o un’eventuale fidanzata. Per quanto si sappia potrebbe benissimo essere single.

 

Curiosità

 

È alto 1,98 m. per 127 chili di peso

 

Ha dichiarato :

Harrison Ford invited me to fly on his private plane to Los Angeles, and he's great to work with. He's really down to earth, and we got to know each other quite well.

Harrison Ford mi ha invitato a volare sul suo aereo privato per Los Angeles, è magnifico lavorare con lui. È un uomo con i piedi ben piantati in terra, e abbiamo avuto l’ occasione di conoscerci molto bene.

 

Filmografia :

 

  • 1994 – Miniserie TV Prime Suspect : The Final Act ;
  • 2003 – Serie TV Outcasts ;
  • 2007 – L’ultima legione, regia di Doug Lefler ; Espiazione, regia di Joe Wright ;
  • 2008 – La felicità porta fortuna, regia di Mike Leigh ; Cass, regia di Jon S. Baird ; RocknRolla, regia di Guy Ritchie ;
  • 2009 – Serie TV Occupation ;
  • 2010 – Tata Matilda e il grande botto, regia di Susanna White ; Brighton Rock, regia di Rowan Joffé ; I Am Slave, regia di Gabriel Range ;
  • 2010 – Cortometraggio Hollow ;
  • 2011 – Conan The Barbarian, regia di Marcus Nispel ; The Grey, regia di Joe Carnahan ;
  • 2011 – Film TV Stolen ;
  • 2012 – Serie TV Il trono di Spade ;
  • 2013 – Ender’s Game, regia di Gavin Hood ;
  • 2013 – Miniserie TV La Bibbia ; Serie TV Storie in scena ;
  • 2013/2014 – Serie TV Dracula ;
  • 2014 – Jack Ryan – L’iniziazione, regia di Kenneth Branagh ; Son of God, regia di Christopher Spencer ; S.O.S. Natale, regia di Christopher Smith ;
  • 2015 – Cenerentola, regia di Kenneth Branagh, Pan – Viaggio sull’isola che non c’è, regia di Joe Wright ;
  • 2015/2017 – Serie TV Zoo ; Miniserie TV Tut – Il destino di un faraone ; Serie TV Doctor Who ;
  • 2016 – Film TV A Midsummer Night’s Dream ;
  • 2018 – 7 Days in Entebbe, regia di José Padiha.

 

In Italia è stato doppiato da :

Roberto Draghetti in La Bibbia, La felicità porta fortuna e Ender’s Game ;

Massimo Bitossi in Zoo, Dracula e Il trono di Spade ;

Alessandro Ballico in Pan – Viaggio sull’isola che non c’è ;

Pino Insegno in Tut – Il destino di un faraone ;

Metello Mori in Jack Ryan – L’iniziazione ;

Paolo Marchese in Cenerentola.

 

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Zoo. Parliamo di animali e telefilm.

19 Febbraio 2018, 18:25pm

Pubblicato da marcellanicolosi

Che tristezza, che amarezza! Seguire un telefilm sperando che migliori e poi scoprire che, non solo peggiora ma che è stata pure fermata la programmazione per la nuova stagione!

 

Risultato:  non saprò mai come finisce! 

 

Sto parlando di Zoo, un telefilm lungo 3 stagioni di 13 episodi ciascuna basato sull’apocalittica idea degli animali che si ribellano alla devastante presenza dell’uomo sul pianeta Terra.

Gli animali, anche di razze e generi diversi,  guidati dall’evoluzione, iniziano a comunicare tra loro e si organizzano per sterminare la razza umana.

A salvare la situazione vengono “assunte” cinque persone che, durante le indagini, scoprono che l’evoluzione animale non è proprio “naturale”, ma è stata “causata” da sperimentazioni umane.

Ecco qui… questa è la base da cui si dipana la storia e, fin qui, è tutto nuovo.

 

Peccato però che strada facendo il possibile comincia a diventare inverosimile, che poi si trasforma in impossibile e fantafabuloscientifico!

 

Su alcune cose si può anche sorvolare: la fortuna del principiante, il caso ed il destino che ogni tanto ci mettono lo zampino e cose così.

 

Ma quando la giornalista squattrinata diventa una supereroina in grado di fare cose che ad un essere umano normale servono due vite e tre cervelli, allora viene voglia di buttare via anche la televisione.

Ma io sono appena un po’ masochista e dopo aver seguito con la massima attenzione tutte le puntate e tutte le stagioni, mi sarebbe piaciuto sapere come i produttori intendevano risolvere il caos che avevano creato!

 

Devo dire che, a parte la delusione mi è piaciuto il cast e qualche dialogo, soprattutto quelli ironici e sagaci del patologo veterinario che ho amato molto.

 

E sempre a proposito del masochismo, credo che acquisterò il libro su cui è basata la storia, sperando che sia meglio del telefilm.

 

Esiste infatti il romanzo omonimo (o è la serie ad essere omonima?!) scritto da Michael Ledwidge e James Patterson, che è anche creatore della serie nonché produttore con la James Patterson Entertainment coadiuvata da Tree Line Films e CBS Television Studios.

 

Alla regia si sono succeduti  Michael Katleman, Steven A. Adelson, David Solomon, Edward Ornelas, Norman Buckley, David Barrett, Gary Fleder, Brad Anderson, Chris Long e David Grossman.

 

Mentre le sceneggiature sono state scritte da Bryan Oh, Jay Faerber, Melissa Glenn, Nick Parker, Matt Pitts, Scott Rosenberg, Rebekah F. Smith, Jeff Pinker, Carla Kettner e Nicole Phillips.

 

Per dovere di cronaca ecco il cast.

 

Il protagonista Jackson Oz (dall’omonimo mago?! E si spiegherebbero molte cose!) è interpretato da James Wolk : http://marcellanicolosi.over-blog.it/2018/10/james-wolk.uno-dei-protagonisti-di-zoo-ma-non-solo.html

L’amico da anni Abraham Kenyatta è interpretato dall’enorme Nonso Anozie.

L’ironico e disincantato patologo Mitch Morgan è Billy Burke.

La giornalista Jamie Campbell è Kristen Connolly.

L’agente francese Chloe Tousignant, che perderemo nella seconda stagione, è Nora Arnezeder.

Al suo posto vinciamo Dariela Marzan, la futura moglie di Abraham, nonché soldato e qualcos’altro, interpretata da Alyssa Diaz.

La psyco - ecoterrorista - geniodelmale - ibridata - ibridatrice - contortamenteonnisenziente (l’ho già detto folle?) Abigail è interpretata da una antipaticissima Athena Karkanis.

 

(A breve, Thor permettendo, le biografie!) 

 

A questo cast di base si uniscono altri personaggi e interpreti più o meno interessanti. Ma parlare di loro significherebbe anche raccontare tutta la storia.

Cosa che non farò per non rovinare la sorpresa a chiunque sia curioso di guardare il telefilm.

Siete curiosi almeno un po'? 

Zoo. Parliamo di animali e telefilm.

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I gemelli secondo Adam Sandler!

5 Ottobre 2015, 19:21pm

Pubblicato da marcellanicolosi

Fratelli e sorelle, questi sconosciuti! Chi non li ha li vorrebbe, chi li ha vorrebbe essere figlio unico, eppure, alla fine della corsa, è più salutare crescere in compagnia!

I conflitti e i litigi dell’infanzia e dell’adolescenza, nei casi più fortunati, lasciano il posto, nell’età adulta, a comprensione e confidenza. 

Ci sono invece famiglie più difficili, fratelli e sorelle che non riescono mai ad andare d’accordo ed amarsi come parte della stessa grande anima.

Capita anche ai fratelli gemelli, sebbene questi abbiano un rapporto che va aldilà della semplice vicinanza genetica.

I gemelli vivono i loro primi 9 mesi di vita all’interno dello stesso spazio angusto e nello stesso periodo di tempo. Si cibano delle stesse cose e respirano la stessa aria, hanno il tempo di crearsi un rapporto senza intrusioni esterne e, dopo la nascita, mantengono quel legame fortissimo, come dimostrano numerosi studi scientifici.

Questo è l’argomento trattato da Dennis Dugan nella sua commedia del 2011 Jack and Jill che vede come protagonisti Adam Sandler nella parte di Jack e della sua sorella gemella Jill e Katie Holmes nella parte della moglie di Jack.

Devo essere onesta, Adam Sandler non è un attore che amo, recita spesso in commedie demenziali e poco divertenti, spesso melense e piene di rumori di stomaco che non fanno ridere, almeno a me!

Eppure questa commedia mi ha colpita molto, sebbene sia stata bocciata dalla critica e abbia vinto tutti i Razzie Awards possibili del 2011.

Premetto che nel cast troviamo mostri sacri del cinema e dello sport come Johnny Depp, John McEnroe e Shaquille O'Neal che fanno solo un’apparizione e Al Pacino che resta molto più a lungo!

La commedia narra la storia di Jack, un affermato pubblicitario ed un marito e papà amato, e del suo rapporto conflittuale con la sorella gemella Jill, una donna impacciata, petulante, nubile e ingombrante.

Jill vive nel Bronx con la madre e ogni anno viene invitata dalla cognata per la festa del ringraziamento a casa di Jack che invece vive a Los Angeles e, in quel momento, deve riuscire a convincere Al Pacino, in piena crisi d’identità, a sottoscrivere un contratto per uno spot pubblicitario di una catena di caffè.

Quell’anno la mamma è morta e Jill arriva con il suo unico amico, un pappagallo bianco. Ovviamente i rapporti con il fratello continuano a essere pesanti ed il primo litigio si consuma proprio alla cena del ringraziamento.

Spinto dai figli che adorano la zia, Jack permette a Jill di restare più a lungo e cerca di aiutarla a trovare un fidanzato che possa avere per lei tutte le attenzioni di cui ha bisogno, ma la cosa si rivela più difficile di quanto non pensasse. Nel frattempo Jill viene invitata dal giardiniere di Jack ad una festa di famiglia e si diverte da matti, tutti la accolgono e giocano con lei che si ritrova ad essere amata da perfetti estranei più che da suo fratello.

Poi il colpo di scena, ad una partita di basket Al Pacino si innamora di Jill a prima vista e decide che lei è la sua musa e solo grazie a lei ritroverà se stesso. La sceglie quindi come sua Dulcinea, ma Jill non è dello stesso avviso e Al ricatta Jack dicendogli che farà lo spot solo se Jill accetterà la sua corte.

Messo alle strette Jack si traveste da Jill durante una crociera per convincere Al ed è così che scopre alcune cose della sorella che un perfetto estraneo vede con assoluta chiarezza mentre lui non aveva mai notato.

Jill non è una donna difficile per carattere, ma per necessità. E’ sensibile, è buona, è ingenua e generosa, sebbene sola e sfortunata riesce ad essere felice per il successo del fratello e non ha un briciolo di invidia nel DNA. Ha talmente tanto amore da dare che fa quasi paura … e Jack si pente.

Il finale, è inutile dirlo, è roseo per tutti … eppure non è questo quello che ho amato del film.

 

I gemelli secondo Adam Sandler!

Jill è una donna goffa e decisamente non avvenente, però è divertente e ama giocare con i suoi nipoti, le piace divertirsi e la sua ingenuità è disarmante.

Quando scopre l’inganno del fratello semplicemente torna a casa, non fa tragedie e non cerca vendetta.

E’ coraggiosa, la notte di Capodanno esce per la cena da sola, non è che non le importi cosa pensa la gente, semplicemente decide che non ha voglia di chiudersi in casa. E’ davvero piena di amore da dare, è davvero sensibile e, se nessuno lo vede la colpa non è sua, ma di chi non ha gli occhi nell’anima.

Forse tutto questo è un po’ melenso, probabilmente la nostra società basata sull’avvenenza e sull’esteriorità non approva la bellezza interiore, non la capisce.

Ma io so che ciò che conta davvero è quello che porti dentro, tutte le cose più belle della vita vengono da dentro, le emozioni, le sensazioni e i sentimenti, quelli che ti fanno sentire in paradiso o all’inferno, che ti fanno crescere e progredire.

La bellezza esteriore non dura per sempre, quella interiore invece si e va preservata, coccolata, nutrita e amata.

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