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Volare con l'anima

Alkekengi e ci si depura!

19 Aprile 2013, 12:17pm

Pubblicato da marcellanicolosi

L'Alkekengi o alchechengio è una pianta erbacea perenne che produce bacche commestibili e, come il pomodoro e la patata, appartiene alla famiglia delle Solanaceae.

Si trova solitamente in Europa e Asia e viene usata fin dall'antichità grazie alle sue proprietà medicinali.

L'Alkekengi ha i calici che avvolgono la bacca e somigliano a piccoli lampioni arancioni, al tatto hanno consistenza quasi cartacea e spesso sono porosi. I petali sebbene sembrino fragili risultano tenaci e resistenti e non si spezzano.

Si coltiva facilmente ed il rizoma si interra in profondità permettendone la propagazione e la rivegetazione dopo l'inverno.

I fiori sono bianchi, piccoli e assumono la forma di una campanella con tipici calici arancioni di consistenza cartacea.

Le foglie sono verde chiaro e di forma ovale e si staccano quando i frutti maturano. Le foglie ed i rizomi sono tossici perché contengono solanina che provoca, tra le 2 e le 24 ore, mal di testa, vomito, nausea e diarrea. Quest'ultima si protrae anche oltre le 24 ore fino a diversi giorni.

Il fusto può arrivare fino ad 1 metro di altezza ed è eretto e ramificato.

L'habitat ideale per l'Alkekengi è in boschi umidi o in siepi fino a 1000 metri s.l.m. e per crescere bene non deve essere esposta direttamente ai raggi solari.

I calici di colore arancione acceso tendente al rosso che avvolgono le bacche la rendono adatta anche come pianta ornamentale.

Alkekengi.jpg

Le bacche sono l'unica parte commestibile, in genere maturano a settembre ed hanno la forma ed il colore di una piccola ciliegia, mentre il gusto ricorda quello del lampone o quello del pomodoro. Se ne possono fare marmellate, possono essere gustate da sole o aggiunte all'insalata, appena seccate si possono conservare sott'aceto o in salamoia e possono essere candite o ricoperte di cioccolato fondente. Per quest'ultimo scopo bisogna tuttavia fare una scelta precisa delle bacche in quanto la stessa pianta può produrre sia bacche amare che dolci. 

Contengono fisalina, acido citrico, criptoxantina, fisaliene, mucillagine, tannino e zucchero e sono ricchissime di vitamina C anche più delle arance e dei limoni

Secondo l'uso popolare questa pianta possiede molte proprietà terapeutiche tra le quali, le più note, sono quelle contro i calcoli renali e vescicali in quanto facilita l'espulsione dell'acido urico, l'azione diuretica, quella di integratore di vitamina C, quella depurativa e lassativa. Sono quindi l'ideale per una potente azione diuretica e per curare l'avitaminosi e la calcolosi urinaria.

La tossicità è bassa e non sono state rilevate controindicazioni alle dosi terapeutiche normali eccetto un'ipersensibilità individuale.

Gli organi interessati all'azione fitoterapica sono : fegato e vie biliari, ossa, articolazioni e cartilagini, reni, vescica e apparato urinario, sangue.

Curiosità :

E' nota con altri nomi quali : Palloncini, Lanterna giapponese, Winter cherry, Alkékenge officinal, Cerises d´hiver, Cape gooseberry.

Spero, anche stavolta, di essere stata utile.

  

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