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Volare con l'anima

Agrifoglio : digestivo, ma attenzione!

18 Febbraio 2013, 10:00am

Pubblicato da marcellanicolosi

L'Agrifoglio, detto anche Aquifoglio, Alloro spinoso e Pungitopo maggiore è una pianta appartenente alla famiglia delle Aquifoliaceae originaria del bacino del Mediterraneo.

Agrifoglio.JPGE' un arbusto che cresce spontaneamente in Italia, può arrivare fino a 10 m. di altezza, ha la chioma piramidale, la corteccia liscia grigiastra e i rami verdastri, il fogliame di solito è verde scuro lucente, che può presentare venature bianche, color crema o gialle, ed ha i margini ondulati e a volte spinosi.

I fiori, poco appariscenti, sono di colore biancastro e appaiono tra maggio e giugno mentre i frutti sono delle drupe di colore rosso vivo e vengono spesso usati come decorazioni natalizie.

Questa abitudine arriva da tradizioni lontane.

Gli antichi Romani piantavano l'Agrifoglio nelle vicinanze delle abitazioni per assicurarsi fortuna e prosperità, in quanto ritenevano i suoi rami dei forti talismani, nei paesi a Nord delle Alpi e in Gran Bretagna i contadini appendevano i rametti di Agrifoglio in casa e nelle stalle per allontanare il malocchio e assicurarsi una ricca produzione di bestiame. Gli antichi proteggevano la carne salata con le foglie per allontanare i topi, da qui il nome pungitopo maggiore.

L'Agrifoglio era una pianta considerata magica anche dai più antichi celti che, durante la festa di Yule in corrispondenza con il solstizio d'inverno, celebravano la rinascita del sole che veniva simbolicamente inscenata cone una battaglia tra la quercia estiva e l'agrifoglio invernale. Le bacche rosse dell'agrifoglio erano il simbolo della fertilità durante l'oscurità dell'inverno e una promessa di luce e calore. Quando i cristiani tentarono di sostituire la tradizione celtica con quella di Cristo, sovrapposero le festività indicando il 25 dicembre come giorno della nascita di Gesù, ma non riuscirono mai ad eliminare l'uso dell'agrifoglio come simbolo di prosperità futura. Così la inglobarono nella tradizione dicendo che la foglia ricordava la corona di spine sul capo di Gesù Cristo e i frutti rossi il suo sangue, che i boccioli bianchi sarebbero l'immagine della purezza della Madonna e che il colore delle bacche derivasse dal sangue coagulato di un pastore che, nel recare doni a Gesù, si era ferito con  le foglie pungenti della pianta.

L'Agrifoglio cresce bene in quasi tutti i tipi di terreni tranne che in quelli argillosi e basici, non sopporta molto bene l'esposizione diretta ai raggi solari, nelle regioni particolarmente calde, e neanche le temperature sotto lo zero. 

Nelle Madonie Siciliane, sul versante nord orientale del Massiccio del Carbonara, si può trovare un boschetto puro di Agrifoglio dove vegetano spontaneamente una cinquantina di annose piante. I botanici ritengono che questo tipo di bosco doveva essere diffuso in Europa nel Terziario, prima delle glaciazioni pleistoceniche. Sulle Madonie, a 1400 metri di altitudine in una valle dal suolo siliceo e profondo, questi esemplari hanno trovato il loro habitat climatico raggiungendo dimensioni ragguardevoli, la pianta più vecchia ha infatti circa 900 anni.

Le parti usate dell'Agrifoglio sono la corteccia, le radici e le foglie che contengono saponine, xantina teobromina e un pigmento giallo chiamato ilexantina.

L'agrifoglio ha proprietà diuretiche, antiartritiche, febbrifughe, lassative e tossifughe, va bene quindi in caso di febbre, raffreddore, tosse, dolori reumatici, artrite, per ripulire le vie urinarie e disintossicare l'intero organismo Ha inoltre un effetto simile a quello della serotonina. 

 Il decotto delle giovani radici raccolte in autunno è diuretico.

Il decotto e il vino medicato della corteccia raccolta in qualunque periodo dell'anno vantano proprietà febbrifughe.

L'infuso delle foglie raccolte prima della fioritura e fatte essiccare all'ombra ha proprietà calmanti, febbrifughe e curative dell'itterizia. 

 I frutti invece sono altamente tossici in quanto contengono illicina, una sostanza che irrita lo stomaco e l'intestino e che può provocare gravi danni al sistema nervoso e al cuore. L'ingestione di appena venti bacche può essere mortale per un adulto.

E' inoltre sempre importante ricordare che, prima dell'uso di qualunque parte della pianta, bisogna rivolgersi al medico che conosce la nostra storia clinica.

 

 

  

  

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