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Volare con l'anima

La mia vita col mocio in mano!

31 Maggio 2017, 17:40pm

Pubblicato da marcellanicolosi

Ultimo articolo pubblicato: Febbraio 2017!

Azz ... è un sacco di tempo, ma la spiegazione è semplice. Sono stata investita da un tornado, un uragano, una tempesta su quattro zampe.

Chi legge il mio blog sa che circa 1 anno fa sono stata aggredita da due cani, uscendone per fortuna ferita solo nell'anima, e che il mio amore per gli amici zamputi si è ridotto in modo esponenziale. 

Ma ecco che prima di Natale la randagina del quartiere sforna sette piccole pesti e io resto incastrata con lui...

La mia vita col mocio in mano!La mia vita col mocio in mano!

... così piccolo e con quegli occhi così pieni di amore puro che ogni tanto scopro  a fissarmi come se volessero raccontarmi un segreto segretissimo... 

Mi sono piegata alla sua volontà, mi sono documentata e ho scoperto che avere un cane in casa non è una cosa così semplice come si possa pensare!

Ci sono enormi responsabilità e varianti di cui tenere conto: i vaccini innanzitutto, la cura costante contro pulci, zecche e zanzare, la cuccia, il cibo, le piante che possono essere tossiche, l'educazione e, non meno importante, il suo carattere e le sue predisposizioni.

Devo confessare di sentirmi fortunata, Thor non è un cane capriccioso e non combina tanti guai, tranne quando vuole attirare l'attenzione o vuole giocare, ma anche in quei casi è piuttosto obbediente ed ha anche un'intelligenza fuori dal comune. 

A soli 5 mesi pesa quasi 18 chili... 

 

La mia vita col mocio in mano!La mia vita col mocio in mano!

... e fa la guardia, ha le sue simpatie e antipatie, ha il suo posticipo preferito in terrazza, ovviamente elevato rispetto al resto, ama lo yogurt e le passeggiate al parco dove corre a perdifiato finché non crolla dalla stanchezza, mai troppo lontano da me. Ha la sua stanza e il suo letto, cucito da me, ma ogni tanto durante la notte viene a controllarmi! 

Quando devo andare via diventa triste e tenta di tutto pur di ritardare la mia uscita, ma quando torno, che siano passate ore o soltanto pochi minuti, la sua gioia è immensa e la dimostra con ogni parte del suo corpo! 

Il mio rapporto con il mocio è totalmente cambiato, adesso deve sempre essere pronto altrimenti in pochi minuti ciò che era pulito diventa un disastro.

Ho dovuto abbandonare l'idea di avere delle belle aiuole! Ma tanto non ho mai avuto il pollice verde!

Eppure... per ogni momento di disperazione, per ogni attimo di sconforto, me ne regala decine di gioia e serenità... quando torno stanca che quasi non riesco a salire le scale, la stanchezza mi passa in un soffio e mi sento così sollevata che quasi non mi sembra vero, se sono triste mi basta osservare il suo sonno e il mio cuore si riempie d'amore, se mi sento sola, il suo sguardo profondo da significato alla mia vita.

Il suo affidarsi a me in modo totale e la sua assoluta fiducia a volte mi spiazzano, mi fanno sentire inadeguata, ma lui non li perde mai, neanche quando testa la mia forza e mi mette alla prova! Ed è proprio in quei momenti che gliela devo dimostrare di più, anche se vorrei solo correre da lui e stropicciarlo.

E allora mi ritrovo a pensare a com'era la mia vita prima del suo arrivo e davvero non me lo ricordo! Se ci penso mi sembra vuota e sempre uguale, anche se a volte mi manca la mia solitudine, mentre adesso c'è sempre qualcuno che mi segue come un'ombra, se non fisicamente, con lo sguardo.

Mi ritrovo a riflettere sulla differenza tra il cane e l'essere umano, tra  la sincerità del primo e l'ipocrisia dell'altro, tra l'ingenuità che non nasce dalla mancanza d'intelligenza quanto dalla bontà innata e dalla fiducia accordata e mai più negata, e la malignità di un cuore che razionalizza e troppe volte si perde tra rancori e interessi personali!

E' l'uomo che rende il cane cattivo, ma il cane, quando può, rende migliore l'essere umano, ed è sempre l'uomo che deve capire come trattare un cane, per evitare le tragedie di cui troppo spesso sentiamo parlare e di cui io stessa stavo per essere vittima. 

Quell'avvenimento mi ha cambiato la vita per sempre, adesso vado in giro con un bastone, e se sento cani che abbaiano ho un tuffo al cuore e tento di localizzarli, eppure quando guardo Thor non riesco a vedere un cane, ma il piccolo migliore amico che riempie il vuoto delle mie giornate!  

E fu amore vero e a prima vista... 

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Hammurabi e il Codice.

6 Febbraio 2017, 12:21pm

Pubblicato da marcellanicolosi

Sesto Re della I dinastia babilonese, re di Martu, di Sumer e di Akkad è il successore di Sin-Muballit, suo padre, e predecessore di Samsu-iluna, suo figlio.

Le datazioni del suo regno si basano su eventi astronomici rintracciati in testi babilonesi e quindi non possono essere precise. Negli ultimi decenni gli studiosi tendono ad utilizzare una cronologia media che va dal 1792 al 1750 a.C.

In quegli anni il territorio della Mesopotamia era suddiviso tra città-stato in eterno conflitto tra di loro per il controllo dei terreni agricoli più fertili, mentre Babilonia era un regno minore.

Durante i suoi primi anni di regno Hammurabi si dedicò ad opere pubbliche come la fortificazione delle mura della città, il restauro di alcuni templi e lo scavo di una rete di canali per l’acqua, il più importante dei quali era quello per le irrigazioni che andava da Nippur a Eridu. 

Appena completati i lavori Hammurabi si dedicò all’espansione occupando tutta la valle del Tigri e parte di quella dell’Eufrate, si spinse quindi verso sud fino alle città di Uruk e Isin e poi decise di dirigersi verso nord-ovest ed est.

Tra il 1785 e il 1765 fu costretto a interrompere l’espansione a causa della forte resistenza di Eshnunna, finché, verso la fine del suo regno, ottenne l’appoggio delle città di Larsa e Mari, conquistò Eshnunna ed annesse le due alleate al suo regno.

Negli anni successivi si scontrò più volte con l’Assiria che si trovava nella zona dell’alto Tigri, ma non riuscì ad occuparla, mentre vinse contro la dinastia sumerica occupando Sumer e Akkad e dando così vita al primo Impero Babilonese.

Tutta la regione così formata fu chiamata Babilonia che si contrappose, a settentrione, a quella dell’Assiria.

L’espansione territoriale di Hammurabi portò alla luce alcuni problemi oggettivi, come quello della lingua.

Come si è detto infatti la Mesopotamia era un territorio frammentato: il sumerico, considerato lingua sacra, era conosciuto e parlato solo dai dotti, mentre erano molti i dialetti in uso tra la popolazione.

Ma Hammurabi era uno stratega e un diplomatico molto abile e riuscì a unificare i popoli e le tribù del deserto accentuando la componente semitica e facendo accettare a tutto l’impero il babilonese come lingua di uso comune e come lingua diplomatica scritta.

Anche la religione venne riordinata e riorganizzata.

Le popolazioni al suo comando erano politeiste, ma molti dei avevano nomi diversi e caratteristiche simili, così i teologi di Hammurabi li raggrupparono in triadi e ordinati per gerarchie e caratteristiche.

A capo di questa gran quantità di esseri sovrannaturali, Hammurabi pose Marduk, nel quale si concentravano diversi miti sumeri.

Contemporaneamente il sovrano riordinò i poteri governativi, affidò quello amministrativo e commerciale allo Stato e nominò dei giudici sottraendo quindi ai templi il potere della giustizia.

Potenziò e ampliò i canali per la distribuzione dell’acqua per sostenere l’agricoltura che affidò ai vecchi proprietari terrieri. In questo modo assicurava allo Stato il gettito erariale sui fondi agricoli, dava modo agli strati sociali meno fortunati di sostentarsi con il lavoro della terra e rilanciò l’agricoltura che era stata trascurata.

Hammurabi inoltre non volle essere venerato come divinità, ma si fece proclamare Re delle quattro parti del mondo e ricevette il titolo di Sole di Babele.

A riprova dell’impegno e delle capacità amministrative e governative di Hammurabi ci restano numerosi scambi epistolari tra lui e i governatori del suo regno che attraversò una fase di prosperità economica mai vista su un territorio così ampio.

Quando morì Hammurabi lasciò il suo Impero al figlio Samsu-iluna.

Hammurabi e il Codice.

Il codice

Ciò che ha reso Hammurabi degno di essere ricordato negli annali storici è però qualcosa di assolutamente nuovo ed innovativo: il codice di leggi.

Fino a quel momento infatti erano state ritrovate raccolte di leggi sumere e accadiche nessuna delle quali, però, così ampie e organiche.

Hammurabi fu dunque il primo, a nostra conoscenza, a creare un codice di leggi scritte, che toccava tutti i campi della vita di allora e che si spingeva fino alla politica.

La stele fu scoperta dall’archeologo francese Jacques de Morgan tra il 1901 e il 1902 mentre scavava tra le rovine della città di Susa dove era stata trasportata dal sovrano elamita Shutruk-Nakhunte intorno al 1150.

Oggi l’originale si trova nel Museo del Louvre e una copia è esposta al Pergamon muesum di Berlino.

Gli archeologi pensano che dovrebbero esserci almeno altre tre copie nei templi più importanti della Babilonia: Ebabbar di Samas a Sippar, Enlil a Nippur e Esagila di Marduk a Babilonia.

Il codice è composto da 282 leggi incise in caratteri cuneiformi su una stele di diorite (basalto nero) alta 2,25 metri e fu decifrato e tradotto da Jean-Vincent Scheil che lo pubblicò nel 1904.

La parte superiore della stele presenta un’incisione in cui è rappresentato Hammurabi in piedi e in atteggiamento di venerazione di fronte al dio solare della giustizia, Shamash, questi è raffigurato sul trono, con la tiara a corna multiple e i raggi solari alle spalle, tra le mani stringe il listello e la corda per misurare, simboli di equità e giustizia propri della sua sfera divina e porge al re il codice delle leggi che, in tal modo, presuppone un origine sacra.

Il codice era diviso in tre parti:

1) il prologo che parla della devozione del re verso gli dei che lo hanno scelto per governare e che lo descrive come distruttore degli empi e portatore di pace e giustizia ;

2) il corpo normativo ;

3) l’epilogo che maledice chiunque tenti di modificare e annullare le leggi.

 

Il corpo normativo è suddiviso in capitoli che trattano tutte le possibili situazioni umane di quel periodo, dai rapporti familiari a quelli commerciali ed economici, dall’edilizia all’agricoltura fino a regolamentare l’amministrazione dello stato e la giustizia, suddividendo e catalogando le varie classi sociali ed i reati. Un’altra novità molto importante è che il codice poteva essere consultato e questo ha dato vita al concetto giuridico della presunzione di conoscenza della legge. (La legge non ammette ignoranza!)

I babilonesi dunque potevano consultare il codice e decidere di attuare o meno determinati comportamenti assumendosi le proprie responsabilità laddove si trattasse di un reato.

 

Esempio di legge :

« I poveri, le vedove e gli orfani sono posti sotto la tutela dello Stato.

Le donne sono protette contro i maltrattamenti del marito.

In favore dei lavoratori viene alzato il salario e sono stabiliti i giorni di riposo

annuali »

(Codice di Hammurabi, trad. Di Nola-Furlani)

 

Il codice riassume le classi sociali in 3:

L’uomo e cioè il cittadino, per lo più il nobile ;

L’uomo semi libero, cioè non schiavo ma neanche possidente, questa parola

in seguito definì i poveri e/o i mendicanti ;

Lo schiavo, cioè colui che poteva essere acquistato e venduto.
I diritti e i doveri erano diversi a seconda della classe sociale, anche le pene,
pecuniarie o corporali erano diverse.
Le pene pecuniarie in particolare erano commisurate alle possibilità
economiche di chi aveva commesso il reato e allo status della vittima.
Il codice è innovativo grazie alla presenza di leggi penali tra cui, la più
importante, è la cosiddetta “legge del taglione” che sostituì le tradizionali
compensazioni pecuniarie con le pene corporali per limitare gli atti di
vendetta.
Per comprendere meglio, si trattava della classica regola occhio per occhio,
dente per dente, che era anche alla base della legge di Mosè.
 
Un esempio pratico potrebbe essere il taglio della mano al ladro che ha
commesso il furto.
 
Questa legge veniva applicata anche nei confronti di coloro che accusavano
falsamente altri cittadini.

Ad esempio :

"Se un cittadino incolpa un altro di omicidio senza fornirne le prove, sarà
ucciso".

Questa regola assomiglia alla nostra odierna “dell’onere della prova”!

Non esiste nel codice, però, la differenza tra reato volontario e reato
colposo, cioè involontario.
Nessuna innovazione invece venne apportata alle pratiche già in uso per le 
leggi civili che regolavano salari, affitti ecc.

Grazie alla stele, Hammurabi ottenne anche il titolo di re di giustizia.

N.B. : Questa ampiezza di concetti ha dato modo agli archeologi di ricostruire importanti aspetti pratici della società mesopotamica di quel tempo.

N.B. : Per informazioni più specifiche esistono alcuni testi storici come Antico Oriente : storia, società, economia di Mario Liverani e Il politeismo vicino orientale – Introduzione alla storia delle religioni del Vicino Oriente antico di Maria Giovanna Biga e Anna Maria Capomacchia.

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Aristolochia: pericolosissima!

13 Gennaio 2017, 17:17pm

Pubblicato da marcellanicolosi

L’Aristolochia è una pianta appartenente alla famiglia della Aristolochiaceae di cui esistono in natura numerose specie (alcune fonti parlano di oltre 350, altre di oltre 500) distribuite in tutto il mondo e in diverse zone climatiche, che possono essere erbacee o arbustive, a foglie caduche o sempreverdi.

L’Aristolochia utriformis e l’Aristolochia westlandii sono inoltre specie protette perché in pericolo di estinzione.

Tutte le specie sono rampicanti, ma solo alcune vengono coltivate a scopo ornamentale per arricchire muri, tralicci e pergolati.

La particolarità di questa pianta sono i fiori che, grazie al loro intenso profumo e alla loro particolare conformazione, attirano gli insetti e li “catturano” all’interno della corolla, lasciandoli andare ricoperti di polline solo dopo l’appassimento.

L’origine del nome è controverso: alcuni ritengono che derivi dalle parole greche aristos (migliore) e lochi (utero/parto), mentre in base agli scritti di Cicerone il nome deriva da Aristolochos, cioè da un uomo che, grazie ad un sogno, aveva imparato ad usarla come antidoto contro i morsi dei serpenti.

Fra le specie più diffuse c’è l’Aristolochia Macrophylla, una pianta rampicante a crescita rapida ideale per adornare pergolati. La Macrophylla ha foglie molto grandi e caratteristici fiori a forma di pipa.

 

L’Aristolochia Gigantea, originaria del Brasile, della Colombia e di Panama, è una pianta rampicante sempreverde con foglie obovate e fiori privi di petali a forma di tubo che si allarga in verticale ed emanano un profumo non molto gradevole.

 

L’Aristolochia Elegans, anch’essa originaria del Brasile, è una rampicante che può raggiungere facilmente i tre metri di altezza, ha foglie cuoriformi e fiori di forma tubolare che fioriscono tra luglio e settembre.

L’Aristolochia Fangchi cresce nelle valli e lungo i torrenti, è una pianta rampicante perenne che può arrivare fino a cinque metri di altezza, ha foglie di forma oblunga e fiori di colore violetto che fioriscono tra maggio e giugno.

 

Una discussione a parte va fatta per l’Aristolochia Clematitis, una pianta erbacea perenne con radice rizomatosa strisciante, fusto eretto legnoso alla base che può essere semplice o ramificato. Ha le foglie cuoriformi con bordi irregolari, fiori gialli e frutti a forma di capsula globosa.

La Clematitis è originaria dell’Asia Minore, del Caucaso e del Mediterraneo, la si trova lungo i fossati , sui terreni incolti o come infestante nei campi e nei vigneti fino a 1000 metri di altitudine.

Secondo la direttiva del Ministero della Salute del 2009 è vietato l’inserimento delle sostanze e degli estratti vegetali di pianta, radice e rizoma dell’Aristolochia negli integratori alimentari.

Essendo tossica e velenosa, l’uso domestico e in fitoterapia è stato abbandonato, ma viene ancora inserita nei composti omeopatici contro l’irritabilità, la depressione, l’insufficienza venosa, il mal di testa mattutino, la congestione nasale con lacrimazione, il mal di denti causato da freddo o caldo, le mestruazioni dolorose.

Contiene acido aristolochico, resina, alcaloide magnoflorina, allantoina, pigmenti, clematitina, fitosterina, tannini e olio essenziale.

L’Aristolochia è un’erba altamente tossica, è vietato l’uso di ogni sua parte essendo pericolosa per l’organismo, irritante per l’intestino, carcinogenica e genotossica.

La sua tossicità è stata scoperta negli anni novanta quando, un alto numero di persone che si erano sottoposte ad una cura dimagrante per la quale venivano somministrate pillole contenenti acido aristolochico, hanno sviluppato gravi malattie ai reni.

Inoltre gli studi hanno confermato la sua pericolosità quando la nefropatia dei Balcani, diffusa nelle zone rurali di alcuni paesi dell’Europa orientale, è stata ricollegata alla presenza di semi di Aristolochia, presente normalmente nei campi di grano, nella farina prodotta in quelle zone.

Sebbene sia assolutamente vietato l’uso di questa pianta, non è difficile trovare su internet prodotti che la contengono. Quindi è vitale conoscere il contenuto dei prodotti erboristici e rivolgersi ad uno specialista prima di usare qualunque rimedio, naturale e non.

Curiosità

Il primo a classificare l’Arisotlochia fu Carl von Linné.

In passato veniva utilizzata per curare la gotta ed i reumatismi, come cicatrizzante, contro i morsi dei serpenti e per regolare il ciclo mestruale.

Le Aristolochia si coltivano facilmente e non richiedono cure particolari, anche se non crescono bene alle basse temperature e sotto il sole diretto.

Hanno bisogno di molta acqua durante la primavera e l’estate, ma non durante l’inverno e l’autunno.

Le Aristolochia preferiscono terreni leggeri, ricchi di sostanza organica e drenanti, per farle crescere in salute è bene unire del fertilizzante liquido, possibilmente ricco di Azoto, Fosforo, Potassio, Ferro, Manganese, Rame, Zinco, Boro e Molibdeno, all’acqua di annaffiatura per tutta l’estate.

Poiché si tratta di un rampicante che si sviluppa in altezza è necessario potarla periodicamente, meglio se a febbraio, tagliando le cime più alte per renderla più folta. Ma bisogna usare arnesi ben disinfettati per evitare lo sviluppo di malattie parassitarie.

Le Aristolochia si moltiplicano attraverso i semi e le talee. In questo secondo caso, a luglio si tagliano le cime, lunghe almeno 10 cm., con un coltello o una lametta disinfettati possibilmente alla fiamma, per evitare di infettare i tessuti. Dopo aver effettuato un taglio obliquo, questo va immerso in una polvere speciale che facilita la radicazione e solo dopo la talea deve essere inserita nel foro già predisposto nella terra del vaso. A questo punto basta compattare delicatamente il terriccio, mettere il vaso in un ambiente in cui la temperatura va mantenuta a circa 18° C e mantenere la terra sempre umida finché la talea non si irrobustisce. A quel punto si può cambiare il vaso e la si può sistemare ovunque possa arrampicarsi.

Sebbene l’Aristolochia non sia una pianta soggetta a malattie o attacchi di parassiti, è importante ricordare di potarla o recidere le talee con un attrezzo disinfettato alla fiamma.

Nella tradizione Cinese alcune parti di alcune specie di Aristolochia vengono usate per risolvere diversi disturbi.

Ad esempio lo stelo della Manshuriensis è usato come antinfiammatorio e diuretico in caso di infezioni del sistema urinario, e come emmenagogo e galattogeno, quello della Contorta e della Debilis per il dolore epigastrico e articolare e in caso di edema.

I frutti di entrambe vengono usati contro le emorroidi, la tosse e l’asma, le radici della Debilis vengono utilizzate contro vertigini, cefalea, dolore addominale, bolle di vario tipo e punture di insetti.

Infine la radice essiccata dell’Aristolochia Fangchi è usata insieme ad altre essenze in caso di edemi e come diuretico, antipiretico e analgesico.

La radice essiccata dell’Aristolochia Clematitis viene usata come astringente, emmenagogo e vulnerario sia nella medicina tradizionale cinese che nell’omeopatia europea.

Sebbene venga utilizzata nella medicina popolare cinese è sempre bene ricordare che si tratta di una pianta potenzialmente molto pericolosa.

 

 

 

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AMO GLI AMICI,

1 Gennaio 2017, 20:58pm

Pubblicato da marcellanicolosi

AMO GLI AMICI, voglio più amici.

Amo i sorrisi, questo è un dato di fatto.

Come moltiplicarli, allora?

Esiste una gran varietà di sorrisi: alcuni sono sarcastici, altri sono artificiali, di circostanza.

Questi sorrisi non sono fonte di soddisfazione, ma piuttosto di timore o sospetto, mentre quelli genuini infondono speranza, freschezza.

Se vogliamo davvero un sorriso genuino, dobbiamo prima creare i presupposti perché possa sbocciare.

 

Cit. da La Via della Tranquillità – Meditazioni per un anno del Dalai Lama

 

Ma come si fa a regalare un sorriso sincero quando la pena nel cuore è così grande che il cuore ti sanguina ininterrottamente, quando il respiro è spezzato e la vita ti sembra solo un peso?

E come si fa a strappare un sorriso a persone piegate dalla sofferenza?

Eppure basta davvero poco per sorridere.

Una frase divertente, un bel panorama, un gatto allegro e impertinente.

E sono questi i sorrisi più facili da trasmettere, quelli che nascono dalle cose semplici, che trovano fondamento nelle piccole cose della vita.

E allora guardiamoci intorno e sorridiamo, rendiamo più leggere le nostre giornate.

In questo primo giorno dell’anno auguro a tutti voi di trovare ogni mattina un motivo per sorridere sinceramente che vi accompagni per le ore a venire.

 

AMO GLI AMICI,

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Oscar Wilde: il genio compreso un secolo dopo.

15 Dicembre 2016, 10:15am

Pubblicato da marcellanicolosi

Oscar Wilde, al secolo Oscar Fingal O'Flahertie Wills Wilde, è nato a Dublino il 16 ottobre 1854 ed è morto a Parigi il 30 novembre 1900.

Wilde è stato un grande saggista, drammaturgo, giornalista, scrittore, aforista e poeta e probabilmente uno degli scrittori irlandesi piu' famosi in tutto il mondo per aver utilizzato con frequenza aforismi e paradossi, che ha saputo sfruttare con grande intelligenza e acume.

Il suo modo di scrivere è apparentemente semplice e spontaneo, ma da una lettura più attenta si percepisce tra le righe la raffinatezza e la sottile sferzante impertinenza.

Per quanto sia piuttosto noto per essere finito in carcere a causa del processo conclusosi con una condanna per il reato di 'gross indecency', all'epoca il reato di omosessualità, e per bancarotta, molti dei suoi libri sono considerati a tutt'oggi dei veri capolavori.

La vita.

Oscar nasce a Dublino in una famiglia protestante e altoborghese, ma in un periodo di difficoltà economica che li costringe a vivere nel quartiere meno ricco della città.

Entro pochi mesi dalla sua nascita, i genitori riescono a risollevarsi, trasferirsi in un quartiere migliore e riprendere il loro stile di vita normale.

Il padre, Sir William, è un famoso oftalmologo irlandese che fra i suoi pazienti può annoverare personaggi di alto livello, come la regina Vittoria d'Inghilterra e il re Oscar I di Svezia. Sir William era noto all'epoca per aver fondato l'ospedale St Mark a Dublino e per aver scritto libri di folklore e di archeologia, ma anche, purtroppo, per lo stupro di una diciannovenne, a causa del quale subì un processo e la successiva condanna al pagamento di 2000 sterline come risarcimento dei danni.

È ovvio pensare che, anche se per quell'epoca la cifra era notevole, nella nostra sarebbe stato uno schiaffo alla giovane.

La madre di Oscar, Jane Francesca Elgee, è una poetessa irlandese nota con lo pseudonimo di Speranza i cui scritti giovanili erano intrisi di anti-inglesismo. Sebbene patriottica nell'anima, affermava di discendere da una nobile famiglia italiana, fatto notoriamente falso, inoltre era una donna eccentrica, nascondeva la sua età e fondò due salotti culturali, uno a Dublino e uno a Londra.

Da lei Oscar ereditò l'eccentricità e la passione per la letteratura, oltre che una certa somiglianza fisica e nella voce, dal padre invece ereditò l'abilità oratoria e un certo disinteresse per l'opinione pubblica.

Oscar aveva un fratello maggiore, William Robert Kingsbury Wills Wilde nato nel 1852, e una sorella minore, Isola Francesca Emily Wilde, nata nel 1857.

La madre scelse i nomi dei suoi figli seguendo precisi ragionamenti. Oscar nella mitologia irlandese era il nome del figlio di Oisin nato nella terra dell'eterna giovinezza, datogli come augurio di rimanere sempre giovane, O'Flahertie proveniva dalla nonna paterna, mentre Kingsbury da quella materna. Oscar cambiò il suo nome, per un breve periodo dopo essere uscito di prigione, in Sebastian Melmoth, il protagonista del romanzo Melmoth the Wanderer, scritto dallo zio materno Charles Robert Maturin. La moglie Costanza preferiva dare un'inflessione francese al suo nome e lo chiamava Oscàr.

Sui primi anni di Oscar si hanno poche notizie certe, lo stesso Wilde ha ammesso diverse volte di ricordarsi ben poco della sua infanzia. È noto che gli piaceva pescare e che aveva fatto amicizia con Edward Carson, l'uomo a cui si attribuisce la divisione del regno dell'Irlanda.

Fino a nove anni è stato educato in casa, in seguito frequenta la Portora Royal School a Enniskillen e successivamente il Trinity College di Dublino. Fin da allora il giovane Oscar dimostra di possedere un'intelligenza pronta e attiva e grazie ai suoi studi approfonditi sui lirici greci vince la medaglia d'oro Berkeley, all'epoca il premio più ambito della scuola.

Grazie alle sue capacità studentesche vince una prima borsa di studio, mentre nel 1874 ne vince un'altra per frequentare le lezioni di materie classiche presso il Magdalen College di Oxford.

Pare che Oscar amasse con passione studiare i classici greci, cosa che lo spinge, nell'estate del 1875, ad allontanarsi dall'università per visitare i luoghi in cui la cultura classica era nata e si era sviluppata. Oscar quindi parte per l'Italia con il reverendo John Pentland Mahaffy, suo vecchio tutore al Trinity College, nonché famoso classicista.

A Oscar però piace spendere, così non riesce a toccare tutte le tappe italiane che aveva programmato e deve rientrare all'università, anche se in ritardo rispetto all'inizio delle lezioni. Durante l'esame di teologia mantiene un atteggiamento sprezzante che fa infuriare il sacerdote William Archibald Spooner, già maldisposto nei suoi confronti per non essere rientrato in tempo per l'inizio della stagione scolastica. Il sacerdote ovviamente lo boccia all'esame.

Nel 1876 muore il padre, Sir William, e Oscar pubblica le sue prime poesie sul Dublin University Magazine e sulla Month and Catholic Review. Inoltre comincia a leggere le opere di John Ruskin e Walter Pater di cui ama le teorie estetizzanti sul rapporto tra arte e vita.

Durante le vacanze primaverili parte per la Grecia in compagnia Mahaffy e, questa volta, anche di George Macmillan. Decide quindi di prolungare il suo viaggio senza aspettare l'autorizzazione dell'Università e, prima di rientrare, si ferma a Roma, dove ottiene un incontro con Papa Pio IX, a cui Wilde dedicherà un sonetto, e a Ravenna. Oscar rientra al college a trimestre abbondantemente iniziato, così viene sospeso e perde tutti i benefici ottenuti grazie ai suoi precedenti successi scolastici.

A parte l'irriverenza dimostrata nei confronti delle regole, Oscar continua a mostrare la sua incapacità di gestire oculatamente il suo denaro. In breve sperpera la sua eredità e, non riuscendo a sposare Florence Balcombe, si rivolge alla madre per un aiuto economico che gli viene rifiutato per punizione. Proprio in quel periodo Oscar è costretto a presentarsi in tribunale per pagare dei debiti.

Quando nel 1877 muore il suo fratellastro, Henry Wilson, Oscar spera di ricevere una cospicua eredità, ma anche questa volta resta deluso, ricevendo molto meno di quanto si aspettasse.

Oscar comunque continua a scrivere per il Dublin University Magazine mantenendo però un brutto rapporto con il direttore, Keningale Cook. Quando, per avere un'altra opinione, chiede il parere a Walter Pater, questo comincia a interessarsi ai suoi scritti e gli chiede di incontrarlo. Inizia tra i due uno scambio epistolare e Oscar invia anche dei sonetti, finché Pater gli chiede di cimentarsi nella prosa, arte ben più ardua della poesia. Quando la voce che Oscar e Pater si incontrano arriva all'orecchio di Bodley, un vecchio amico dello scrittore, questo lo avverte che il comportamento di Pater non appare limpido agli occhi dell'opinione pubblica, in quanto si vociferava che avesse una relazione illecita con un certo Hardinge. Inoltre girava la voce che a Pater piacesse la compagnia di giovani un po' troppo effeminati. Ovviamente Oscar non si preoccupa e continua a riferirsi a Pater come al 'grande maestro'.

 

Oscar Wilde: il genio compreso un secolo dopo.

Nel 1878 Oscar si laurea e presenta la tesina finale mezz'ora prima della scadenza. Sebbene passi l'esame a pieni voti, ha ancora l'esame di teologia in sospeso che però supera a pieni voti diversi mesi più tardi. Riesce anche a ottenere il prestigioso Oxford Newdigate Prize per la sua poesia Ravenna e le sue iniziali a caratteri d'oro vengono inserite nell'albo della scuola, per essere cancellate quando finisce in carcere. Verrannò poi reinserite alcuni anni dopo la sua scarcerazione.

Dopo il diploma Oscar torna a Londra dove sostiene l'esame per una borsa di studio presso la Trinity, ma durante la prova scritta si rende conto che le domande non sono corrette, quindi le contesta e, probabilmente per questo, viene bocciato.

Sebbene ci avesse già pensato in passato, questa volta Oscar non voleva sposare un'ereditiera per mantenere l'alto stile di vita a cui era abituato così, a differenza del fratello, a cui comunque non andò così bene come aveva sperato, Oscar preferisce dedicarsi allo studio dell'archeologia e alla ricerca di una borsa di studio.

Nel 1879 scrive anonimamente una serie di articoli per l'Athenaeum in collaborazione con Richard Claverhouse Jebb, con cui Oscar non andava molto d'accordo, e continua a stupire la gente con i suoi atteggiamenti stravaganti, il suo modo di abbigliarsi, il suo professato disprezzo per le brutture della modernità e le sue eccentricità.

Pur non essendo sempre approvato dall'opinione pubblica, sembrava prendere la cosa con filosofia, e anzi appariva relativamente contento di essere conosciuto e soprattutto riconosciuto.

Nello stesso anno vende le case di Bray e ne acquista una a Londra in Salisbury Street, condividendola con il suo amico Frank Miles, e pubblica altre poesie sul Time e su The World. La casa di Londra era vecchia e trasandata, ma si affacciava sul Tamigi ed era costruita su tre piani. Al primo piano Wilde sistema i suoi libri e si stabilisce al secondo che decora con gigli, porcellane cinesi, pannelli bianchi, statuette di Tanagra e un dipinto di Edward Poynter, e la arreda con mobili costosi e tappeti greci. Sebbene la casa fosse vecchia e buia, secondo Oscar aveva un'atmosfera romantica. La casa sul Tamigi non sarà però l'unica residenza di Wilde.

Nello stesso periodo anche sua madre e suo fratello Willie si trasferiscono a Londra dove Jane Francesca fonda un salotto culturale che diventa così noto da attirare persino l'attenzione del principe del Galles.

Nel 1880 Oscar porta a teatro l'Agamennone di Eschilo e afferma di essere stato fondamentale per la riuscita della rappresentazione, cosa che non trova riscontro negli appunti di Frank Benson, il regista. Nello stesso anno Oscar recensisce una mostra di James McNeill Whistler e da quel momento manterrà i contatti con il pittore per lungo tempo. I due uomini, considerati stravaganti, non sempre avevano le stesse opinioni e spesso finivano per scontrarsi. Questi litigi pubblici uniti alla già particolare notorietà di Oscar spinge alcuni giornali a pubblicare vignette satiriche proprio sullo scrittore. Gli scontri tra lui e Whistler però non diminuivano e anzi si facevano sempre più aspri, al punto che i due smisero di parlarsi. Fino al 1887 quando si riappacificarono durante una mostra.

Ancora nel 1880 Oscar e Miles si trasferiscono a Chelsea, nella vecchia casa di Keats, ma subito dopo litigano pesantemente e si separano. In quegli stessi anni Oscar inizia a collaborare con il Pall Mall Gazette e gestisce in modo anonimo una rubrica intitolata The Poet's Corner che si occupa di recensire libri di poesie appena pubblicati.

Nel 1881 Oscar pubblica Poems, ma riceve un'acida recensione da parte di Oliver Elton e Henry Newbolt, che lo accusano di immoralità, plagio e inconsistenza. Tale recensione provoca il ritiro del libro dalla biblioteca. Ormai però la fama di Oscar si è sparsa a macchia d'olio e quando lui si autoelegge leader di un movimento estetico non meglio identificato, gli strali irridenti di gran parte della società intellettuale londinese si abbattono sull'estetismo e sui suoi esponenti. Sulla scia di quella stessa satira, Gilbert e Sullivan, prolifici autori di operette, scrivono e rappresentano Patience, che presto viene esportata negli Stati Uniti e, nello specifico, a New York. Proprio lì, a Richard D'Oyly Carte, un agente teatrale, viene l'idea di proporre ad Oscar un giro di conferenze per gli Stati Uniti, in cui lui avrebbe potuto esporre le sue idee e le cui date sarebbero coincise con quelle della rappresentazione teatrale di Patience.

Lo scrittore parte dunque per l'America, dove la sua fama si espande in breve, ma a causa di inconvenienti e inimicizie Oscar rischia di finire in prigione ed è costretto a tornare in Europa. Arriva dunque a Parigi, dove si sistema con l'aiuto di Robert Harborough Sherard, che incontra quasi tutti i giorni e che saluta con baci sulle labbra, fatto che alimenta i pettegolezzi sui loro gusti sessuali. Proprio in Francia Oscar si dedica al lavoro e cambia acconciatura, preferendo un taglio molto corto con piccoli riccioli, simile a quello usato dagli imperatori romani. Dopo poco torna a Londra dove quasi non viene riconosciuto e dimostrando meno anni di quelli che aveva.

Ma la satira su di lui evidentemente vendeva, perché Punch pubblica un articolo in cui finge di mettere in vendita tutte le vecchie caratteristiche di Wilde.

Entro breve lo scrittore torna a New York per curare l'allestimento della sua commedia, Vera; or, The Nihilists, che sarà un insuccesso. Torna dunque in Inghilterra dove inizia un giro di conferenze toccando anche la Scozia e l'Irlanda. A causa dei pettegolezzi sulla sua presunta omosessualità e a causa degli usurai che lo tampinavano, Oscar ripensa ad un eventuale matrimonio facoltoso. L'occasione si presenta proprio durante le conferenze: a Dublino incontra Constance Lloyd, una ragazza di tre anni più giovane di lui, che lo attrae grazie alla sua naturalezza e alla sua capacità di leggere Dante in italiano, cosa che gli da l'impressione che la ragazza avesse un livello culturale superiore alla media.

Nel 1883 si fidanza ufficialmente con Constance anche se i parenti della ragazza non ne sono entusiasti. Oscar non demorde sebbene non riesca a saldare i suoi debiti prima del matrimonio, che viene celebrato il 29 maggio 1884 nella chiesa di Saint James Paddington. I due novelli sposi partono dunque per il viaggio di nozze recandosi a Parigi e poi a Dieppe. Purtroppo però, tornato dalla luna di miele, Oscar sembra già pentito di aver fatto quel passo e, inoltre, non riesce proprio a smettere di spendere inutilmente il suo denaro. La casa coniugale non era ancora pronta al loro rientro, in quanto i lavori erano passati da una ditta all'altra, e la coppia riesce a trasferirsi nella nuova abitazione solo nel 1885, non prima però di aver pagato vecchi debiti alla precedente ditta costruttrice. La casa si estendeva su 4 piani e si trovava nell'East End dove la gente, diceva Wilde, era più sincera e onesta che nel resto di Londra. Oscar, in quel periodo, aveva anche sviluppato un certo fastidio per la moda che a suo parere andava cambiata ogni sei mesi perché orrenda. Partecipa dunque a un giro di conferenze, criticate sia dalla stampa che dall'opinione pubblica, proprio sull'abbigliamento.

In quello stesso periodo Oscar fa richiesta per un posto di ispettore scolastico,  ma non viene assunto. Riprende quindi a collaborare con il Pall Mall Gazette e inizia a scrivere per il Dramatic Review, su cui pubblica alcune poesie e vari saggi su Shakespeare.

Nel frattempo Constance resta incinta e, com'è logico immaginare, le nausee continue e il corpo gonfio della moglie disgustano Oscar. Questo non gli impedisce però di avere un secondo figlio con lei a circa un anno di distanza.

È il 1886 e il rapporto tra i due comincia a incrinarsi: Constance lo riprende per ogni errore e smaschera le sue piccole bugie, Oscar, sebbene mostri un profondo amore paterno, continua a frequentare uomini, fra i quali si ricorda Henry Marillier.

Proprio quando il matrimonio entra in crisi Wilde incontra Robert Ross, un diciassettenne cacciato di casa per aver rivelato la sua omosessualità. Oscar ne rimane affascinato, ma non è l'unico uomo che frequenta in quel periodo.

Si ricordano André Raffalovich, e due diciassettenni: Richard Le Gallienne e Bernard Berenson che però rifiuta qualunque rapporto intimo con Wilde.

Solo Robert però gli rimarrà accanto fino alla fine e diventerà il suo esecutore letterario.

Ancora nel 1886 viene pubblicato il racconto Lord Arthur's Savile's Crime.

Constance, sentendosi trascurata, partecipa a delle riunioni femministe, mentre Oscar viene contattato da Thomas Wemyss Reid, direttore del "Leeds Mercury", che chiede la sua collaborazione per una nuova testata giornalistica che si sarebbe occupata di femminismo: The Lady's World: A Magazine of Fashion and Society. La collaborazione inizia il 18 maggio 1887 e dopo qualche mese Oscar ottiene che il nome della rivista venga cambiato in "The Woman's World".

Proprio in quell'anno Wilde pubblica The Canterville Ghost (Il fantasma di Canterville), che racconta la storia di una famiglia americana trasferitasi in Inghilterra, dove fa i conti con lo spirito di un uomo malvagio che si aggira per la loro nuova casa. Il fantasma vorrebbe a tutti i costi spaventarli, ma non ci riesce.

Contemporaneamente Oscar si dedica alla stesura di opere letterarie per bambini e nel 1888 esce il suo primo libro: The Happy Prince and Other Tales.

L'impegno di Wilde nello svolgere il suo lavoro al giornale comincia ad affievolirsi dopo poco tempo fino a che, nel 1889, lo lascia definitivamente. Quindi pubblica sulla rivista Blackwood's Magazine il racconto The Portrait of Mr. W.H e nel 1890 viene pubblicato sul Lippincott's Monthly Magazine la prima stesura di The Picture of Dorian Gray.

Il romanzo suscita un immediato interesse, ma anche una feroce polemica sulla presunta immoralità del testo. Oscar si difende scrivendo numerose lettere ai giornali e infine pubblica il saggio The True Function and Value of Criticism sul Nineteenth Century.

Negli anni successivi Oscar fa la conoscenza di alcuni uomini che lo affascinano e influenzano in modo particolare. Vengono ricordati: il diciassettenne Aubrey Beardsley, che poi Wilde afferma di non aver mai conosciuto, John Gray, un giovane, come lo definì Bernard Shaw, fra i più "abietti" fra quelli di cui Wilde si circondò in quegli anni, Lionel Johnson, conosciuto nel 1890 ad Oxford, John Barlas, che fu arrestato per aver minacciato di far saltare in aria il Parlamento e che fu in seguito liberato grazie a Wilde, Max Beerbohm, che scrisse Happy Hypocrite, un'opera che trattava di un uomo e della sua maschera e che era evidentemente un omaggio a Il ritratto di Dorian Gray, la prova che non tutti avevano detestato il racconto. A questo proposito Lionel Johnson scrisse una poesia in latino per celebrarlo e Lord Alfred Douglas volle conoscere Oscar dopo aver letto il romanzo, pare, almeno 9 volte.

Nel 1891 va in scena a New York The Duchess of Padua che però sarà un insuccesso clamoroso, viene pubblicato il saggio The Soul of Man under Socialism sul Fortnightly Review, The picture of Dorian Gray, a cui Oscar aveva aggiunto ben sei capitoli, il volume di saggi Intentions, la raccolta di racconti Lord Arthur's Savile's Crime and Other Stories, e un secondo libro di fiabe per bambini, A House of Pomegranates.

A quel punto però Wilde sente la necessità di allontanarsi e torna a Parigi dove scrive in francese la commedia Salomé e dove partecipa ai salotti letterari in cui incontra Emile Zola e dove si intrattiene con numerosi intellettuali, consolidando i rapporti con loro e affascinandoli con aneddoti, racconti e paradossi.

A Parigi, culla in quel periodo di grandi movimenti intellettuali, Oscar cerca di incontrare Marcel Proust, senza peraltro riuscirci. Incontra invece Jean Moréas e durante una cena il poeta rifiuta più volte di recitare alcuni versi, indisponendo Oscar che va via infuriato. Dopo qualche tempo Wilde riesce a 'vendicarsi' del poeta accentrando l'attenzione su di sé per tutta la serata ed indisponendo a sua volta il poeta.

È il 1892 e Wilde conosce anche Stéphane Mallarmé, che essendo amico di Whistler, riceve spesso lettere poco lusinghiere su di lui. Per sua natura Oscar non sempre suscitava sentimenti amichevoli. Così il traduttore delle sue opere, Marcel Schwob, lo descrisse come un accanito consumatore di sigarette egiziane oppiate e d'assenzio, mentre Oscar lo paragonò metaforicamente a un assassino e molestatore di donne innocenti.

Oscar comincia a frequentare il ventiduenne André Gide con cui si incontra quasi ogni giorno. Sebbene molti sospettassero una loro relazione amorosa, questa non fu mai provata e, pare, non ci sia mai stata, anche se tra i due c'era di certo un rapporto molto stretto basato su una profonda ammirazione da parte di Gide, e un profondo compiacimento da parte di Wilde.

Nel frattempo a Londra viene messa in scena la commedia Lady Windermere's Fan che riscuote un grande successo di pubblico e all'inizio dell'estate Sarah Bernhardt si trasferisce a Londra per iniziare le prove di Salomé, ma il Lord Ciambellano proibisce lo spettacolo, appellandosi a un'antica legge che proibiva di mettere in scena personaggi delle Sacre Scritture. Oscar si indigna e scrive violente lettere di protesta ai giornali.

Si trasferisce dunque in campagna dove scrive la commedia A Woman of No Importance e dove riceve spesso Lord Alfred Douglas.

Nel frattempo le condizioni di salute dello scrittore peggiorano e i medici lo mettono a dieta e lo obbligano a smettere di fumare, mentre la sua realzione con Alfred Douglas diventa più intima. La storia sull'inizio della loro relazione è controversa: ognuno dei due ha dichiarato infatti che fu l'altro a prendere l'iniziativa. Il fatto è, comunque, che i due iniziano una relazione amorosa lunga praticamente quasi tutta la vita e che è cominciata quando Oscar aiuta Alfred a liberarsi, grazie al suo avvocato George Lewis, da un ricattatore. Il rapporto, sebbene viscerale, è burrascono e Alfred e Oscar litigano spesso.

Nel 1893 esce Salomé in volume nella versione francese e debutta a Londra A Woman of No Importance, commedia che ebbe un enorme successo.

Oscar va quindi in vacanza con Douglas e quando torna a Londra inizia a lavorare sulla commedia An Ideal Husband. Ben presto Wilde si accorge che Alfred ha degli atteggiamenti meschini nei suoi confronti: solo per umiliarlo continua a pretendere denaro da lui e lo instrada nel mondo della prostituzione giovanile. Fra i due inizia dunque una gara a chi incontra più ragazzi e Oscar intrattiene rapporti con Alfred Taylor, Sidney Mavor, Maurice Schwabe, Freddy Atkins, Edward Shelley e Alfred Wood. Questi incontri si consumavano in albergo, dove Oscar preferiva soggiornare per mantenerli segreti, mentre Alfred amava far sapere di essere il suo ragazzo preferito, e continuava ad entrare dall'ingresso principale. Il problema era che al tempo esisteva una legge che puniva fino ad un massimo di 2 anni di reclusione gli uomini che praticavano atti sessuali fra loro. E il fatto che Oscar e Alfred non si nascondevano preoccupava gli amici del primo. Persino Constance lo prega, ad un certo punto, di tornare a casa, ma lo scrittore rifiuta, incapace di accettare che l'opinione pubblica detti legge sulle sue scelte di vita. Dopo poco la situazione si complica sfiorando lo scandalo: Philip Danney, un sedicenne ospite in casa di Robert Ross, fa sesso con Alfred il sabato, con Oscar la domenica e con una ragazza il lunedì. La faccenda viene alla luce a causa dell'assenza da scuola di Danney. Non si finisce davanti a un giudice solo perché Philip rifiuta di fare il nome di Wilde e il padre non vuole che il figlio finisca in carcere. A quel punto però Ross parte per Davos per sfuggire allo scandalo e Oscar e Alfred litigano furiosamente a causa della traduzione in inglese di Salomé e Douglas parte da solo per l'Egitto.

Alla fine dell'anno esce in volume Lady Windermere's Fan e all'inizio del 1894 viene pubblicato il Salomé nella traduzione inglese di Douglas. I due quindi fanno pace e Oscar viene invitato in casa di Alfred dove conosce la madre, che lo scrittore prenderà ad esempio per uno dei personaggi in The importance of Being Earnest. Ancora nel 1894 Oscar va a trovare sua madre, ormai anziana, e inizia a scrivere Florentine Tragedy e La Saint courtisane, opere rimaste incompiute.

Poi parte con Alfred per Firenze e pubblica il poemetto The Sphinx, si reca quindi a Worthing, dove scrive la commedia The Importance of Being Earnest, mentre alla fine dell'anno esce il volume A woman of No Importance.

Passa quindi il Natale a Brighton con Alfred. Felice e soddisfatto dei suoi successi riprende a occuparsi degli amici, aiuta la madre di Nelly Sickert e l'istruttrice del figlio Vyvyan, Gertrude Pearce, salva la casa di qualcuno che lo ringrazia con una lettera anonima e dona ai meno fortunati.

All'inizio del 1895 debuttano An Ideal Husband e The Importance of Being Earnest, che hanno un grande successo, ma lo scandalo suscitato dalla relazione fra Oscar e Alfred provoca la rabbiosa reazione del padre di Lord Douglas, che accusa lo scrittore di aver corrotto il figlio.

Esasperato, Lord Queensberry lascia un messaggio aperto ad Oscar all'Albermarle Club, in cui lo accusa di sodomia. Spinto da Alfred, Oscar denuncia per diffamazione Lord Queensberry, che viene arrestato, mentre i due amanti partono per Montecarlo.

Inizia quindi un processo ai danni del marchese, durante il quale persino il pubblico ministero tenta di dimostrare la fondatezza delle accuse formulate dall'imputato. Inoltre, grazie agli investigatori di Queensberry, il procedimento si rivolta contro Oscar, così, alla fine del processo, il marchese viene assolto mentre Wilde viene denunciato per sodomia e arrestato.

Mentre venivano sbrigate le pratiche, il giudice Sir John Bridge, sebbene dichiari che esistono colpe peggiori di quelle addebitate a Wilde, rifiuta di concedergli la libertà provvisoria, così Oscar è costretto a restare nel carcere di Holloway, dove si chiude in un doloroso mutismo. Il primo processo si chiude con un nulla di fatto in quanto la giuria non riesce a trovare un accordo, così ne viene richiesto uno nuovo e il giudice Baron Pollock, questa volta, fissa la cauzione per la libertà provvisoria in 2.500 sterline, che vengono messe insieme dai pochi veri amici dello scrittore permettendone il suo rilascio.

Molti consigliano ad Oscar di scappare all'estero, ma lui si rifiuta deciso ad affrontare questa nuova prova, che si rivela fatale. Wilde e Alfred Taylor vengono dichiarati colpevoli e gli viene inferta il massimo della pena: due anni di reclusione ai lavori forzati.

Taylor riesce a scappare in America mentre Wilde viene tradotto nel carcere di Wandsworth, per scontare la pena per il reato di sodomia. Nel frattempo, quasi tutti coloro che avevano dichiarato amicizia ed ammirazione nei confronti dello scrittore, gli girano le spalle e lo abbandonano al suo destino. Tutti quelli che avevano pregato per una condanna, gioiscono, mentre i giornali decantarono la fine dell'estetismo. Inoltre, per unire il danno alla beffa, Lord Queensberry promuove insieme ad altri creditori dello scrittore un processo contro di lui per bancarotta. Oscar viene condannato e tutti i suoi beni vengono messi all'asta.

Alla fine del 1895 viene trasferito nel carcere di Reading. La vita in carcere non era certo facile: i primi tre mesi non erano concesse visite, Oscar lavorava 6 ore al giorno ad un mulino a ruota, non aveva un materasso dove dormire e il cibo non era certo quello a cui era abituato. Wilde si ammala, comincia a soffrire di insonnia e dimagrisce spaventosamente. Anche se i medici del carcere continuano a scrivere rapporti positivi sulla sua salute, la cosa non convince Frank Harris che invia una petizione al ministero degli interni smentendo i certificati medici. Viene quindi inviata una commissione d'indagine per verificare la verità.

Fra i pochi che vanno a trovarlo durante la prigionia c'è Richard Burdon Haldane, un membro della commissione di indagine delle carceri che gli accorderà la possibilità di avere dei libri da leggere. Poi va a trovarlo il fratello di Constance, Otho Holland, che gli comunica l'intenzione della sorella di chiedere il divorzio, cosa che Wilde accetta a condizione che la moglie vada a vivere in America. Ovviamente va a trovarlo Robert Ross, suo primo amore omosessuale, ma soprattutto grande amico che non lo abbandonerà mai e le cui ceneri verranno seppellite insieme alle spoglie di Oscar.

Quando Ross lo vede invecchiato, molto dimagrito, con molti meno capelli e in preda alle lacrime, ne rimane straziato.

Poi è la volta di Robert Sherard, che va a trovarlo in compagnia di More Adey.

Non vanno a trovarlo il fratello, con il quale Oscar non aveva mai avuto un buon rapporto e Alfred Douglas, da tutti ritenuto il colpevole per la prigionia di Wilde. Ma non solo Alfred non va a trovarlo, vende al miglior offerente alcune lettere compromettenti che lo scrittore gli aveva inviato anni prima. Ross, ancora per devozione nei confronti di Oscar, tenta di farlo desistere dal pubblicarle, ma l'unico successo che ottiene è l'eliminazione della dedica a Wilde. Anche Constance va a trovare Oscar e, sebbene avesse cambiato il suo cognome in Holland, gli promette che non lo avrebbe abbandonato.

I pochi veri amici di Oscar, sparsi tra Londra e Parigi, nel frattempo raccoglievano firme per petizioni con la richiesta di diminuire la sua pena: Émile Zola, Victorien Sardou e Jules Renard rifiutarono di aderire.

Al Reading Gaol, nel frattempo, Oscar incontra la vera amicizia. Grazie alla sua bontà d'animo, instaura rapporti di rispetto ed amicizia con alcuni carcerati, che aiuta economicamente, con alcuni secondini, che si rivolgevano a lui per nozioni su alcuni scrittori, e persino con uno dei direttori del carcere che Oscar paragona a Gesù per quanto era buono. Purtroppo però all'inizio del 1896 Lady Wilde muore, proprio mentre Oscar è in carcere, e la notizia gli viene comunicata da Constance, mentre tutte le opere teatrali dello scrittore vengono tolte dai cartelloni pubblicitari.

Dalla sua permanenza in carcere nascono comunque due grandi opere: The Ballad of Reading Gaol, un racconto basato sulla sua esperienza in carcere e scritto dopo il suo rilascio, e De Profundis, una lunga lettera scritta per Alfred, in cui lo scrittore parla delle sue riflessioni durante la prigionia, e spiega a Douglas le sue responsabilità per le umiliazioni a cui è stato sottoposto durante tutto il periodo in cui si erano frequentati, e che lo hanno infine portato alla prigionia.

La lettera è però anche una dichiarazione di pentimento, di perdono e di amore. Il direttore del carcere sequestra il manoscritto vietandone l'invio, e lo restituisce ad Oscar nel momento del suo rilascio.

Wilde esce dal carcere nel 1897 e chiede asilo a dei gesuiti di Farm Street che rifiutano di accoglierlo. Parte quindi per Dieppe accompagnato da Ross e dove lo aspettava Reggie Turner. Riprende i contatti epistolari con Alfred e scrive alla moglie per riconciliarsi, ma la donna non cede.

Quando Oscar si rende conto che il marchese Queensberry lo faceva pedinare, decide di trasferirsi a Berneval-sur-Mer dove prende alloggio usando il nome di Sebastian Melmoth, e dove numerosi ammiratori e amici cominciano a fargli visita: tra questi ci sono Lugné-Poe, Ernest Dowson, Charles Conder, Dalthousie Young, André Gide, Charles Wyndham, Fernand Xau e Leonard Smithers.

È proprio a Berneval che Oscar inizia a scrivere The Ballad of Reading Gaol. Rifiutato dalla moglie, Oscar decide di incontrare di nuovo Alfred Douglas con il quale si reca a Rouen e poi a Napoli dove incontra Eleonora Duse a cui consegna una copia della Salomè. L'arrivo di Wilde a Napoli fece molto scalpore, al punto che Matilde Serao ne parlò su Il Mattino.

In seguito i due si trasferiscono in Sicilia, ma la notizia del rinnovato amore tra Alfred e Oscar arriva ben presto alle orecchie di Constance e di Lady Douglas. Le due donne decidono dunque di ricattare i due amanti, minacciandoli che non avrebbero più inviato loro del denaro se avessero continuato a stare insieme. Poiché le uniche entrate dei due arrivavano proprio dalle due donne, cedettero al ricatto e furono costretti prima a vivere in due case separate, poi a lasciarsi definitivamente. A quel punto però il declino dello scrittore è ai massimi livelli: non riuscendo più a scrivere e sempre a corto di denaro, è sempre alla ricerca di qualcuno a cui scroccare il pasto o dei soldi.

È il 1898 e Oscar riesce a completare The Ballad of Reading Gaol che viene pubblicato anonimo da Leonard Smithers, l'unico editore che mantiene ancora i contatti con lui anche se coperti.

L'opera ottiene grande successo, ma Constance purtroppo muore. Ha solo 40 anni, e apparentemente muore a causa di un'occlusione intestinale successiva alla rimozione di un fibroma uterino. Solo da poco si è saputo, grazie all'interessamento di Merlin Holland, un pronipote di Oscar e Constance, che la donna soffriva di sclerosi multipla.

Anche Wilde, lo stesso anno viene operato alla gola, ma continua a viaggiare toccando diverse tappe, compresa la tomba della moglie a Genova. Carico di debiti si vede rifiutate diverse richieste di un prestito, ancora una volta è Ross che lo salva pagando i suoi conti.

Negli ultimi anni di vita Wilde rinnega le scelte sessuali fatte in passato, sentimento già espresso nel De Profundis.

Quando Mr. and Mrs. Daventry viene pubblicato i suoi debiti vengono pagati e quando all'inizio del 1900 Alfred riceve l'eredità del padre, non elargisce neanche un penny ad Oscar.

Nel frattempo il nostro scrittore frequenta numerosi caffè letterari, ma le sue condizioni di salute continuano a peggiorare. A causa, probabilmente, di una diagnosi errata o comunque tardiva, l'otite che lo perseguita da anni peggiora. Gli vengono somministrati giornalmente morfina, oppio e cloralio per alleviare il dolore finché l'infiammazione si espande al cervello causando una meningoencefalite.

Wilde non riesce più a parlare, ma riesce a chiedere a Ross di cercare un prete perché vuole convertirsi al cattolicesimo, pensiero che da qualche tempo esprimeva spesso. Robert Ross rintraccia il reverendo cattolico irlandese Cuthbert Dunne che gli somministra il battesimo condizionale, lo assolve dai suoi peccati e gli da l'estrema unzione.

Era il 29 Novembre 1900. Alle 14.00 del giorno dopo, all'età di 46 anni, Oscar Wilde muore.

Quattro carrozze seguirono il carro funebre. Wilde venne seppellito inizialmente nel cimitero di Bagneaux dove i suoi pochi fedelissimi amici fecero costruire un modesto monumento su cui venne incisa la frase (tratta dal libro di Giobbe): "Nulla osavano aggiungere alle mie parole, e su di loro stillava goccia a goccia il mio discorso".

Nel 1909 le sue spoglie vengono spostate al cimitero di Père Lachaise, sotto un imponente monumento costruitogli da Jacob Epstein, raffigurante una sfinge, e con l'epitaffio dalla Ballata del carcere di Reading.

Quando anche Ross muore, le sue ceneri vengono sepolte nella stessa tomba di Wilde. Ancora oggi il monumento di Oscar Wilde è meta dei suoi estimatori.

 

Le Opere.

 

Poesia: 1878 Ravenna;

1881 Poems;

Teatro: 1883 Vera; or, The Nihilists;

Prosa: 1887 The Canterville Ghost;

Narrativa per l'infanzia: 1888 The Happy Prince and Other Tales;

Narrativa: 1889 The Portrait of Mr. W.H.;

Narrativa: 1891 The Picture of Dorian Gray e Lord Arthur's Savile's Crime;

Narrativa per l'infanzia: 1891 A House of Pomegranates;

Teatro: 1891 The Duchess of Padua;

Prose varie: 1891 Intentions;

Teatro: 1892 Lady Windermere's Fan;

1893 Salomé;

Poesia: 1894 The Sphinx;

Teatro: 1894 A Woman of No Importance;

Teatro: 1895 An Ideal Husband e The Importance of Being Earnest;

Prose varie: 1895 The Soul of Man under Socialism;

Poesia: 1898 The Ballad of Reading Gaol;

Prose varie: 1901 (postumo) Essays, Criticism and Reviews;

Prose varie: 1905 (postumo) De Profundis;

Teatro: 1906 (postumo) A Florentine Tragedy;

1922 (postumo) For Love of the King.

Nel 2000 sono state pubblicate The letters of Oscar Wilde.

Conclusioni.

Dopo aver letto e riletto la storia di Oscar Wilde ammetto di aver avuto grande difficoltà a restare imparziale. Un uomo, con tutte le fragilità di un essere umano e le eccentricità di un artista nato nell'epoca sbagliata. Il suo buon cuore si percepiva dalle sue azioni rivolte verso chi era meno fortunato, la sua ingenuità la si notava nel suo rapporto con Alfred, un essere abietto e opportunista.

Ma andiamo con ordine.

Oscar Wilde è cresciuto nel bel mezzo dell'Epoca Vittoriana, chiamata così in onore della Regina Vittoria, che fu un periodo di grande stravolgimento economico e sociale e un periodo di passaggio verso l'era moderna che conosciamo, con tutti i pro e i contro che questo comporta. Durante i quasi 70 anni di regno della Regina Vittoria, la Gran Bretagna visse un periodo di stabilità e floridezza economica e di espansione commerciale e coloniale.

Il retro della medaglia presentava però gravi problemi sociali e culturali che vennero risolti grazie ad un faticoso e lungo processo fatto di compromessi e, spesso, bugie ed ipocrisie. In quegli anni il divario economico tra le classi si evidenziò in modo eclatante: il lavoro minorile veniva impiegato sia nelle fabbriche che nelle miniere, a causa dei cambiamenti nelle politiche agricole e di un maggiore sviluppo delle industrie, un gran numero di agricoltori insieme alle loro famiglie si trasferirono nelle città, mentre le campagne si svuotavano, e ciò determinò il sovraffollamento di grandi case non ristrutturate e dei quartieri ai margini delle città, che si trasformarono ben presto in bassifondi in cui le condizioni igienico-sanitarie regredirono ai minimi storici.

Inoltre la nascita di una nuova classe operaia non specializzata determinò l'abbassamento dei salari, causando un impoverimento delle classi sociali già in difficoltà.

Anche se questi problemi laceravano la società britannica, la Regina Vittoria venne considerata un esempio di onestà, moralità, patriottismo e dedizione alla famiglia, e simbolo vivente della solidità dell'impero britannico, soprattutto dalla classe media che trasse un grande beneficio e visse un periodo di prosperità senza precedenti.

La grande rivoluzione si estese in quegli anni anche all'arte in generale e all'intrattenimento in particolare. Insieme a un grande sviluppo di spettacoli teatrali e musicali, di opere poetiche e letterarie, e di bande musicali che si esibivano al riparo di gazebo, si espansero anche il gioco d'azzardo, l'abuso di sostanze alcoliche e stupefacenti e la prostituzione.

Nel frattempo la rivoluzione si estese all'architettura e alla letteratura e si creò una rottura tra il classicismo, legato al passato, e il prorompente rinnovamento Gotico legato a una nuova visione del mondo e a nuovi ideali.

L'epoca vittoriana vide anche la nascita della fotografia, guardata inizialmente con sospetto, e poi fonte di importanti cambiamenti nell'arte.

L'era vittoriana è inoltre famosa per gli alti standard morali voluti e praticati dalla classe media. Per quanto la civiltà britannica è considerata il punto di partenza del progresso mondiale, la forte spinta dell'etica morale della classe sociale più forte, compromise la vita e la storia di Wilde, un uomo che precorse i tempi di almeno un secolo.

Se fosse vissuto oggi, sicuramente le sue scelte di vita non avrebbero scandalizzato nessuno, ma noi avremmo perso di certo capolavori letterari di grande valore.

Sebbene anche Wilde ammise di non aver inventato nulla, leggendo le sue opere ritroviamo elementi ben noti, ma smontati e rielaborati sotto una luce nuova. La grandezza di Wilde stava nella sua estrema intelligenza e nella sua capacità di comprendere le debolezze umane. Così come le comprendeva, vi si immergeva totalmente: famosissima la sua asserzione "posso resistere a tutto, tranne che alle tentazioni."

Del tutto disinteressato a ciò che gli altri pensavano di lui, era anche un bastian contrario, per convinzione e non per principio. Perché in realtà le sue idee precorrevano i tempi. Aveva le mani bucate, ma dimostrava grande generosità verso i meno fortunati e aveva un grande cuore.

Il tratto distintivo che lo ha reso diverso da tutti quelli che lo avevano preceduto e che lo hanno succeduto, era la capacità di esprimere paradossi, che permettevano di osservare un determinato fatto dal punto di vista spesso opposto. Sentirlo parlare doveva essere illuminante, peccato che gran parte dei suoi contemporanei non lo comprendessero.

È vera anche un'altra cosa: i più grandi artisti, pensatori, scultori, inventori e oserei dire, scienziati sono stati incompresi e perseguitati. Ma senza di loro oggi non avremmo avuto le conoscenze e le tecnologie che ci rendono la vita più facile, e non avremmo potuto gustarci le opere d'arte che queste eccelse menti ci hanno lasciato in eredità.

Oscar Wilde sullo schermo e non solo.

1908 : Salomè, prima rappresentazione dell'opera;

1910 : Prima rappresentazione cinematografica danese de Il ritratto di Dorian Gray;

1913 : Prima rappresentazione cinematografica statunitense de Il ritratto di Dorian Gray, diretta da Phillips Smalley e intitolata The Picture of Dorian Gray;

1915 : Versione russa de Il ritratto di Dorian Gray, Portret Doryana Greya; nuova versione statunitense de The Picture of Dorian Gray, regia di Eugene Moore;

1916 : Remake di The Picture of Dorian Gray del 1915, regia di Fred W. Durrant;

1917 : Das Bildnis des Dorian Gray, produzione tedesca, regia di Richard Oswald;

1918 : Az élet királya, diretta da Alfréd Deésy, versione ungherese de Il ritratto di Dorian Gray;

1936 : Oscar Wilde, scritto da Leslie Stokes e Sewell Stokes;

1945 : Nuova versione film USA de Il ritratto di Dorian Gray (The Picture of Dorian Gray), regia di Albert Lewin;

1947 : Un marito ideale, film tratto dall'opera omonima;

1952 : L'importanza di chiamarsi Ernesto in Danimarca;

1953 : The Picture of Dorian Gray, sezione della serie televisiva della ABC intitolata Tales of Tomorrow;

1960 : Oscar Wilde, rifacimento in bianco e nero del film del 1936; The Trials of Oscar Wilde (Il garofano verde), regia di Irving Allen e Ken Hughes; Ancora una domanda, Oscar Wilde! Regia di Gregory Ratoff;

1960 : The Importance of Being Oscar, show prodotto da Micheál MacLiammóir;

1961 : All'interno della serie televisiva statunitense Golden Showcase, viene trasmesso l'episodio The Picture of Dorian Gray; la serie britannica Armchair Theatre trasmette un episodio intitolato The Picture of Dorian Gray.

1969 : El retrato de Dorian Gray, serie televisiva messicana diretta da Ernesto Alonso;

1972 : Serie televisiva mandata in onda nella Germania dell'Ovest; Feasting With Panthers, opera basata su La ballata del Reading Gaol; Salomè, produzione italiana diretta da Carmelo Bene;

1973 : Glenn Jordan dirige il film per la televisione Storia della marchesa De Sade (The Picture of Dorian Gray, USA);

1974 : Il dio chiamato Dorian, versione cinematografica italiana diretta da Massimo Dallamano;

1976 : All'interno della serie britannica BBC Play of the Month viene mandato in onda l'episodio The Picture of Dorian Gray, diretto da John Gorrie; Doriana Gray, versione per adulti diretta dal regista spagnolo Jesus Franco;

1977 : Le portrait de Dorian Gray, versione francese diretta da Pierre Boutron; Diversions and Delights, scritto da John Gay, diretto da Joseph Hardy, prodotto da Roger Berlind, Frank R. Levy e Mike Wise; lo stesso film con il titolo Oscar Wilde in Divagazioni e Delizie, una serata a Parigi con Sebastian Melmoth arriva in Italia nel 1979; Los libros, serie televisiva spagnola che propone l'episodio El retrato de Dorian Gray, diretto da Jaime Chavarri;

1982 : Tratto della Ballata del Reading Gaol, nel film Querelle de Brest viene cantata una canzone tratta dall'opera;

1983 : Oscar, miniserie di tre episodi apparsa sulla BBC; I peccati di Dorian Gray, film per la televisione in versione femminile diretto da Tony Maylam;

1986 : En Aften med Oscar Wilde, diretto da Annett Wolf; Salomè di Oscar Wilde, regia di Claude d'Anna;

1988 : L'ultima Salomè, regia di Ken Russell;

1990 : Diversions and Delights, rifacimento del precedente;

1996 : Fantasma per amore, adattamento cinematografico del racconto "The Canterville Ghost";

1997 : Oscar Wilde, rifacimento senza censura del film del 1960, regia di Brian Gilbert; Gross Indecency: The Three Trials of Oscar Wilde in cui vengono utilizzate la vere frasi usate nel processo;

1999 : Un marito ideale, regia di Oliver Parker e Jeremy Northam;

2001 : Dorian, regia di Allan A. Goldstein;

2002 : ICONS: The Lesbian and Gay History of the World, Vol. 1, musical che fu censurato a causa delle critiche negative; L'importanza di Chiamarsi Ernesto, produzione tra Francia/Gran Bretagna/USA, attori protagonisti Colin Firth e Rupert Everett;

2003 : La leggenda degli uomini straordinari, in cui Dorian Gray appare come antagonista;

2004 : Happy Birthday Oscar Wilde, documentario; The importance of Being Oscar Wilde, film argentino prodotto da Pepito Cibrian; The Picture of Dorian Gray - Il ritratto del male, versione horror dell'opera;

2005 : Somdomite: The Loves of Oscar Wilde, scritto da Joshua R. Pangborn;  Dorian, short movie diretto da Vincent Kirk;

2007 : The Picture of Dorian Gray, adattamento di Duncan Roy;

2009 : Dorian Gray, film ispirato all'opera;

2016 : Sono in atto le riprese del film The Happy Prince, diretto da Rupert Everett, mentre è già uscito al cinema Wilde Salomè, diretto da Al Pacino.

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Mitologia Babilonese.

14 Ottobre 2016, 15:32pm

Pubblicato da marcellanicolosi

Come spesso avviene quando diverse civiltà si intersecano condividendo lo stesso territorio, miti e leggende si fondono subendo qualche modifica, così la mitologia babilonese trova le sue fondamenta in quella sumerica.

Alcuni elementi sono però assolutamente originari come il dio Marduk edil Poema della Creazione (Enuma Elish).

Il Poema veniva recitato durante le festività babilonesi e, a parte glorificare il dio Marduk, racconta la storia della creazione secondo i babilonesi.

All’inizio era il caos e le acque primordiali erano mischiate fra loro, da queste acque furono create 3 generazioni di divinità fino ad Ea e Anu, i più giovani ed irrequieti.

Il loro antenato Apsu, disturbato dai giovani decide di distruggerli ma Ea gli lancia un incantesimo e lo addormenta, quindi si impossessa delle acque più profonde e le trasforma in un regno per sé e la moglie Damkina. 

Dalla loro unione nasce Marduk che insidia Tiamat, moglie di Apsu.

Tiamat offesa e spinta da altre divinità dichiara guerra a Marduk e crea un esercito di mostri e serpenti comandati dal figlio Kingu.

Ea, in difficoltà, chiede aiuto a Marduk che grazie ai sette venti imprigiona Tiamat e Kingu a cui sottrae le Tavole del Destino. In cambio di questa vittoria sul nemico, Marduk ottiene il comando supremo sugli altri dei.

A quel punto Marduk taglia a metà il corpo di Tiamat e crea, con le due parti, la volta celeste ricca di stelle e pianeti, e la Terra resa fertile dal Tigri e dall’Eufrate che prendono vita dai suoi occhi. Le Tavole del Destino vengono affidate ad Anu, Kingu viene giustiziato ed il suo sangue, mischiato all’argilla, viene usato per creare l’uomo che servirà tutti gli dei.

A quel punto viene costruito un santuario per Marduk, che viene battezzato dallo stesso Marduk, Babilonia.

Pare che i babilonesi adorassero una quantità stratosferica di divinità, ma le più importanti sono :

  1. Marduk ( Bel ), il principale dio adorato nella città - impero, identificato dal simbolo del drago, in alcune traduzioni della Bibbia chiamato anche Merodac o Merodak.
  2. Ea : dio delle acque. Padre di Marduk.
  3. Assur : dio guerriero e della fertilità.
  4. Ishtar : dea dell'amore e della guerra, la prostituzione sacra faceva parte del suo culto.
  5. Anu : dio supremo, signore dei cieli e padre di Ishtar.
  6. Enlil (Bel): signore dell’aria.
  7. Shamash : dio solare della luce e della giustizia.
  8. Sin : dio-luna, componente della triade insieme a Shamash e Ishtar.
  9. Tammuz (Dumuzi): dio della fertilità e amante di Ishtar.

E’ bene ricordare anche Nabu, dio della sapienza e della cultura, figlio di Marduk e Sarpanitu, e Nergal, un demone infernale e violento che governava l’oltretomba.

I babilonesi credevano nell’immortalità dell’anima e nell’esistenza di un inferno, un luogo pieno di orrori e di fuoco destinato ai dannati. Per le devozioni agli dei usavano dei simboli come le croci e ritenevano che gli dei fossero presenti nei simboli o nelle immagini se questi avevano caratteristiche determinate.

In base ad alcuni studi si è scoperto che il 25 dicembre veniva festeggiata la morte e la rinascita del dio sole Nimrod. La festa iniziava la sera del 24 dicembre durante la quale veniva bruciato un ceppo che rappresentava il tronco del dio abbattuto dai suoi nemici. Il giorno dopo il ceppo bruciato veniva sostituito con un sempreverde che rappresentava la rinascita di Nimrod.

Un altro festeggiamento interessante è quello del capodanno, di cui si ha notizia grazie alle tavolette d’argilla che risalgono al secondo millennio a.C. e che parlano di un ampio programma di cerimonie celebrate a Babilonia.

Quando Hammurabi salì al potere pose Marduk al centro del culto babilonese e persino al di sopra di sé stesso.  Sembra infatti che Hammurabi non assunse epiteti divini, preferendo lasciare la sua legittimazione a una lunga genealogia tribale, come da tradizione amorrea.

 

Mitologia Babilonese.

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Babilonia

14 Ottobre 2016, 15:20pm

Pubblicato da marcellanicolosi

 

Una delle civiltà più  importanti, storicamente parlando, della Mesopotamia è stata quella Babilonese.

Nata intorno al II Millennio prima di Cristo grazie all’occupazione di Babilonia da parte degli Amorrei, nel corso dei secoli è cresciuta fino a diventare ricca e culturalmente avanzata, sia dal punto di vista della politica che da quello della giustizia.

La più grande innovazione babilonese arrivò con il codice di leggi stilato dal re Hammurabi che inserì ben 280 leggi incise su una stele e cambiò l’aspetto giuridico dell’intera regione.

Dopo di lui Babilonia ha conosciuto numerose occupazioni: quella Ittita, Cassita, Elamita e Assira nel 732 a.C. circa.

Durante il periodo dell’occupazione Assira i Babilonesi erano costantemente in rivolta e nel 689 a. C. la città fu distrutta, le mura, i templi ed i palazzi furono rasi al suolo, ma gli Assiri mantennero il potere.

Babilonia si liberò solo nel 626 a.C. grazie a Nabopolassarre e solo 10 anni dopo i babilonesi distrussero Ninive e l’impero Assiro.

Finalmente liberi i Babilonesi occuparono nuovi territori e videro la rinascita della loro civiltà e dell’attività architettonica che rese babilonia una delle meraviglie del mondo antico.

Grazie a Nabucodonosor furono ricostruiti i giardini imperiali e la Porta di Ishtar che oggi si può ammirare nel Museo di Pergamo a Berlino.

Della civiltà babilonese non si può dimenticare la suddivisione dei ceti sociali che erano 3:

Gli uomini liberi (proprietari terrieri), i semiliberi ( che non erano schiavi, ma offrivano i loro servizi a palazzo in cambio di protezione) e gli schiavi che coltivavano i terreni. (la legge prevedeva la possibilità di liberare gli schiavi)

A questi tre ceti bisognerebbe aggiungerne un quarto composto da medici, artigiani e commercianti e sopra tutti il sovrano legiferava e comandava.

 

In ogni caso il gioiello babilonese era proprio la capitale : Babilonia.

 

Nota anche come Babele, Babel e Babil che, in accadico significa Porta di Dio, Babilonia è stata una delle città più importanti della Mesopotamia .

Babilonia era situata sull’Eufrate e le sue rovine coincidono con la città irachena di Al-Hillah a circa 80 Km. a sud di Baghdad.

A parte essere stata la città sacra del regno di Babilonia e la capitale dell’Impero babilonese nel 626 a.C. , fu anche una grande e multietnica metropoli ed è nominata nella Bibbia e nel Nabucco.

Fondata da Sumu-abum, re vassallo di Isin,  è cresciuta nel corso dei secoli rimanendo nella storia grazie soprattutto a due sovrani : Hammurabi e Nabucodonosor II.

Il primo per il suo codice di leggi ed il secondo per aver distrutto il tempio di Gerusalemme deportandone la popolazione.

 

Essendo un vero gioiello dell’antichità nacque un mito sulla sua costruzione.

Si pensava infatti che all’inizio dei tempi nell’universo regnasse il Caos, ma il dio Marduk voleva mettere ordine mentre la dea Tiamat, essendo in disaccordo con lui, gli dichiarò guerra. Ovviamente Marduk ebbe la meglio e, dopo aver ucciso la dea, ne divise il corpo in due parti creando il firmamento celeste con una metà e le fondamenta della terra con l’altra metà. Infine Marduk  assegnò i compiti agli altri dei creando il Sole, la Luna e le stelle.

Gli dei chiesero però a gran voce che gli venisse assegnato qualcuno che li servisse e li sostenesse mentre loro eseguivano i compiti affidatigli e Marduk creò dunque l’uomo mischiando sangue di kingu (figlio di Tiamat)  e fango.

Gli dei grati e contenti lavorarono due anni interi per  donare a Marduk un santuario ed eressero appunto la città di Babilonia con al centro proprio il suo santuario.

 

La verità è che Babilonia era nota per la ziqqurat, gli splendidi templi, gli straordinari Giardini Pensili, una delle sette meraviglie del mondo, e per essere un grande centro di astronomia, di astrologia, anche se sembra che i babilonesi non si fossero accorti degli equinozi, e di matematica, visto il ritrovamento di tavole di argilla in cui erano incise le soluzioni di vari problemi appunto di matematica ed equazioni di secondo grado.

Inoltre i babilonesi erano un popolo estremamente religioso, basta ricordare l’ingente numero di templi, cappelle e altari, ma, cosa ben più importante, la loro capitale è citata spesso nell’Antico Testamento della Bibbia dove veniva contrapposta al popolo di Israele e dove fu predetta, molti anni prima, la sua distruzione da Geremia e da Isaia. Nel Nuovo Testamento invece viene citata nel libro dell’Apocalisse di Giovanni in cui viene usata come metafora del male contrapposta alla Gerusalemme celeste.

 

Babilonia fu distrutta e ricostruita diverse volte, l’ultima volta da Ciro II di Persia da cui nacque probabilmente la leggenda della Torre di Babele . Annessa all’Impero Persiano fu occupata da Alessandro Magno dopo la sconfitta di Dario.

 

Babilonia influenza ancora oggi la nostra cultura grazie ad alcune sue caratteristiche che la rendono perfetta da usare come metafora nel confronto con il diverso, nella multiculturalità, nel confronto  tra le diverse fedi religiose.

A dimostrazione di quanto fosse magnifica l’architettura babilonese ci restano alcuni esempi nella città di Mari sull’Eufrate e alcuni reperti recuperati e ristrutturati come la Porta di Ishtar nel Pergamon Museum di Berlino.

Babilonia inoltre è alla base di numerose opere musicali sia liriche che moderne, basti ricordare la Semiramide di Rossini, il Nabucco di Verdi, Gates of Babylon dei Rainbow e la molto italiana Soldi, soldi, soldi degli Articolo 31. 

Babilonia

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Fobie : paura delle scale, dei pagliacci e del sesso.

1 Luglio 2016, 18:35pm

Pubblicato da marcellanicolosi

Concludiamo l'elenco delle fobie che iniziano con la lettera C.

 

La Climacofobia è la paura delle scale, sia di salirle che di cadere da esse.

La climacofobia è connessa con l’acrofobia, la paura alle altezze, (link : http://marcellanicolosi.over-blog.it/article-fobie-con-la-a-119749130.html ) proprio perché trova le sue radici nella paura di cadere da luoghi alti.

La causa scatenante potrebbe essere un trauma correlato con le scale, come perdere un caro per una caduta, vedere qualcuno cadere o essere caduti personalmente.

I sintomi sono sempre gli stessi : panico, tachicardia, sudorazione, secchezza delle fauci ecc.

E’ possibile guarire dalla climacofobia grazie alla psicoterapia, alla programmazione neurolinguistica e all’ipnoterapia.

 

La Coitofobia è la paura dell’atto sessuale.

Più semplicemente è conosciuta come ansia da prestazione, quindi chi soffre della coitofobia ha paura di fallire durante il rapporto sessuale.

Nel caso degli uomini è la paura di non avere un’erezione, per le donne è la paura di non raggiungere l’orgasmo.

La coitofobia può essere scatenata da un trauma legato proprio all’atto sessuale, come una violenza subita prima, dopo o durante l’atto o come un abuso subito da bambini e/o adolescenti.

Può essere causata anche da altri fattori : assenza di educazione sessuale, assenza di sentimenti, tenerezza, rispetto e responsabilità tra le persone coinvolte nell’atto sessuale, insicurezza affettiva per l’infedeltà del compagno, senso di colpa prodotto da una formazione religiosa fanatica, problemi organici, devianze o anomalie sessuali subite, mancanza di armonia coniugale e dialogo, traumi accaduti durante l’infanzia o nell’adolescenza come essere presenti durante il rapporto sessuale di altri.

L’astinenza sessuale può essere una conseguenza della coitofobia.

Tale fobia può essere superata grazie alla terapia, normalmente consigliata in coppia per stabilire le cause e le origini del problema.

 

La Coulrofobia è la paura dei pagliacci.


Il nome deriva dal greco e fa riferimento alla paura per gli acrobati, nello specifico di chi cammina sui trampoli, per i giocolieri e i clown.

E’ una fobia molto comune tra i bambini, che non si rendono conto che dietro la maschera c’è una persona normale, ma in alcuni casi si estende all’adolescenza ed all’età adulta.

Quello che la scatena è il trucco eccessivo, il naso rosso acceso, gli strani capelli e le scarpe fuori misura, tutte cose che nascondono la reale identità del pagliaccio.

Ne esistono vari stadi che vanno dalla normale sgradevolezza e diffidenza alla vera e propria fobia che scatena, in presenza di un clown, i sintomi classici delle fobie : sudorazione, desiderio di scappare ed attacchi di panico in piena regola. (link : http://marcellanicolosi.over-blog.it/article-agorafobia-e-attacchi-di-panico-122886666.html )

Pare che ne soffra una buona parte della popolazione, ne riscontriamo la prova nella letteratura e nelle produzioni cinematografiche, basta pensare a It, uno dei capolavori di Stephen King, Joker, il supercattivo di Batman, il clown alcolizzato e corrotto dei Simpson.

Può essere superata razionalizzando ed umanizzando il pagliaccio negli stadi fobici semplici e con la terapia psicologica in quelli più gravi.

 

Vorrei concludere ricordando che, dalle fobie, si può guarire. Con la volontà e l'aiuto di un terapeuta specializzato! 

 

 

 

Fobie : paura delle scale, dei pagliacci e del sesso.

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Claustrofobia.

29 Giugno 2016, 16:28pm

Pubblicato da marcellanicolosi

La claustrofobia è la paura dello spazio chiuso.


Una delle più note e diffuse fobie è proprio questa.

Si scatena a causa di una brutta esperienza, come restare bloccati in uno spazio chiuso, dopo aver ascoltato racconti di persone a cui sia successo qualcosa di simile, se si vive una situazione esistenziale, professionale o affettiva che sembra essere senza via d’uscita, se si è sottoposti da tempo a pressioni, aspettative, richieste a cui non ci si può sottrarre o non si può reagire, se si conduce una vita diversa da quella voluta, ma non si è ancora in grado di cambiare.

Chi ne soffre di solito evita ascensori, metropolitane, tunnel, case piccole, porte girevoli e persino apparecchi diagnostici come quelli per la TAC.

 

Una precisazione va fatta : i claustrofobici non hanno paura dello spazio chiuso, ma delle possibili conseguenze negative derivanti dal fatto di trovarsi in quel luogo, come restare chiusi per sempre o morire soffocati, a causa della carenza di aria, e la poca libertà di movimenti che fa sentire molto vulnerabili.


I sintomi della claustrofobia sono sensazione di soffocamento, capogiri, attacchi di panico (link : http://marcellanicolosi.over-blog.it/article-agorafobia-e-attacchi-di-panico-122886666.html ), sensazione di morire, secchezza delle fauci, palpitazioni, rossore, sudorazione fredda, nausea, vertigini, polso rapido, malessere, vampate di calore, spesso iperventilazione. Questi disturbi possono portare a spasmi muscolari e formicolio, soprattutto su viso e mani.

 

Esistono alcuni indizi comportamentali che permettono di riconoscere un claustrofobico : questo, infatti, entrando in una stanza, controlla dove sono le uscite e preferisce stare vicino alle porte o alle finestre verificando che siano aperte o apribili, evita di guidare o entrare in una vettura durante l’ora di picco del traffico, evita di usare l’ascensore preferendo le scale, anche se deve recarsi in un piano elevato,  durante una festa affollata sceglie di restare vicino alle uscite.

 

La trappola di questa fobia è che resta sommersa ed il claustrofobico trova sempre delle scuse per spiegare le rinunce e gli strani comportamenti in presenza di luoghi chiusi, e preferisce assumere farmaci quando ne sente la necessità, spesso senza il controllo di un medico, piuttosto che ammettere di avere un problema. Questo atteggiamento non fa altro che far diventare “normale” un comportamento “anomalo”, lo rende un’ abitudine di vita e cronicizza il problema.

Il primo passo per uscire da questa trappola è dunque rendersi conto che esiste un problema di cui non bisogna vergognarsi.

In seguito è necessario riprendere la consapevolezza del proprio corpo per riconoscerlo come un luogo sicuro e riportare su carta i sogni, che, spesso, svelano i problemi inconsci che hanno scatenato la fobia. A questo punto è importante modificare gradualmente le proprie abitudini, senza forzature, ma con costanza.

    
Se non si riesce ad agire da soli o nei casi di claustrofobia grave è sempre possibile farsi aiutare da medici specializzati che useranno psicoterapia, tecniche di rilassamento e visualizzazione, terapia cognitiva comportamentale e in alcuni casi antidepressivi o ansiolitici.

La claustrofobia è considerata in antitesi all’agorafobia (link : http://marcellanicolosi.over-blog.it/article-agorafobia-e-attacchi-di-panico-122886666.html ) perché provoca sintomi generali simili, ma in presenza di condizioni opposte.

 

Claustrofobia.

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Melanie Griffith : biografia e filmografia.

26 Giugno 2016, 18:10pm

Pubblicato da marcellanicolosi

Anche se non sono più una coppia, lo sono stati per ben 18 anni e quindi, dopo Banderas, mi sembra corretto parlare di lei : Melanie Griffith.

 

Melanie è nata a New York il 9 agosto del 1957 da Tippi Hedren, modella ed attrice, e Peter Griffith, ex attore e advertising executive. Tippi è del Minnesota ed ha origini tedesche, norvegesi e svedesi, mentre Peter, originario del Maryland, aveva origini inglesi, irlandesi, scozzesi e gallesi.

Quando aveva solo 4 anni i suoi genitori hanno divorziato e la madre si è occupata della sua preparazione artistica dopo essersi trasferita a Los Angeles per un nuovo inizio. Qui è stata scritturata da Alfred Hitchcock per i film Gli uccelli e Marnie ed ha sposato il suo agente Noel Marshall dal quale ha divorziato dopo 18 anni.

Grazie al secondo matrimonio della madre Melanie è cresciuta insieme a 3 fratellastri mentre il padre, che nel frattempo aveva sposato Nanita Greene, le ha regalato un fratello ed una sorella.

Ma Melanie può vantare, durante la sua giovinezza, la compagnia anche di animali domestici molto particolari : la madre ed il patrigno infatti hanno allevato tigri e leoni per poter girare il film Il grande ruggito nel quale ha recitato tutta la famiglia.

La carriera di Melanie è iniziata come modella a soli 9 mesi ed a 12 anni ha esordito nel cinema in Smith!, ma poi è tornata a scuola apparendo insieme alla madre solo nel 1973 in un documentario sulla rivoluzione sessuale delle donne : The Harrad Experiment. Proprio su quel set ha conosciuto e si è innamorata di Don Johnson, che aveva una parte nel progetto.

Lei era una ragazzina mentre lui era più vecchio di 8 anni, ma Tippi ha accettato la faccenda con serenità ed ha permesso a Melanie di trasferirsi da Don.

Nel frattempo la ragazza, per pagare i conti, continuava ad accettare lavori come modella anche se non le piaceva finché non si è recata ad un colloquio con Arthur Penn per quello che lei pensava fosse un altro lavoro da modella. Invece si trattava di un’audizione per Bersaglio di notte che lei ha superato ottenendo la parte di una ninfetta fuori controllo.

Grazie a questa interpretazione si è guadagnata l’attenzione di produttori e registi anche se Melanie non era convinta di voler intraprendere la carriera di attrice e si imbarazzava molto nelle scene di nudo.

Don l’ha incoraggiata ed Arthur Penn l’ha accolta sotto la sua ala protettrice, così ben presto il suo terrore di trovarsi di fronte alla telecamera si è trasformato in scioltezza e naturalezza permettendole di ottenere altri ruoli simili in film come Smile e La ragazza dell’altro.

Nel frattempo ha anche sposato Don, ma la loro storia è finita in fretta, forse a causa del fatto che i suoi successi cinematografici hanno offuscato quelli di lui.

Sfortunatamente più i suoi successi aumentavano e più la sua dipendenza da alcool e droga diventava pesante e palese, così gli addetti ai lavori hanno smesso di considerarla per i ruoli nei film.

Melanie allora ha iniziato a dedicarsi a lavori per la televisione tra cui She’s in the Army now sul cui set ha incontrato colui che sarebbe a breve diventato il suo secondo marito : Steven Bauer.

Steven l’ha aiutata a disintossicarsi e l’ha convinta a prendere lezioni di recitazione da Stella Adler a New York. Le lezioni hanno dato i loro frutti e Melanie è tornata a recitare con Brian De Palma nel cast di  Omicidio a Luci rosse. La sua interpretazione sensuale, ma al contempo divertente, le ha fatto vincere il Best Supporting Actress Award rilasciato dal National Society of Film Critics.

Inoltre Jonathan Demme è rimasto talmente impressionato dalla sua bravura che le ha assegnato il ruolo in Qualcosa di travolgente senza neanche sottoporla al provino. Il film è diventato un cult e Melanie ha riguadagnato il plauso della critica ed una candidatura ai Golden Globe.

Sebbene la sua vita professionale era diventata più facile, la sua vita privata era una lotta, il suo matrimonio navigava in acque tempestose e neanche la nascita di Alexander, il suo primo figlio, era riuscita a salvarlo. Lei e Steven si sono lasciati poco tempo dopo il parto, ma, ancora una volta, la professione le ha regalato un’altra vittoria : Una donna in Carriera. Il film diretto da Mike Nichols le ha permesso di vincere un Golden Globe ed una candidatura agli Academy Award.

Purtroppo però la sua dipendenza da sostanze stupefacenti si è ripresentata e, di nuovo, ha quasi distrutto la sua carriera, così Mike Nichols l’ha costretta ad entrare in una clinica di riabilitazione dalla quale, Melanie, ha chiamato Don Johnson per avere un supporto morale.

E’ così che, riconciliati, hanno ripreso a frequentarsi, lei è rimasta incinta di Dakota, la sua seconda figlia, e si sono risposati nel 1989.

Subito dopo, sobria e disintossicata, Melanie ha tentato di recuperare il tempo perso e la sua carriera, ma attrici più giovani come Julia Roberts, Demi Moore e Meg Ryan avevano preso piede e le facevano una concorrenza spietata. Inoltre alcune scelte sbagliate come Il falò delle vanità e la sua particolare voce da ragazzina non le hanno facilitato le cose sebbene le sue interpretazioni erano ancora splendide e recitate con il cuore.

Tra alti e bassi la sua carriera è andata avanti, ma tra critiche sfavillanti per La vita a modo mio, ed una candidatura al Golden Globe per la mini serie televisiva Buffalo Girls, la sua vita privata stava per essere distrutta ancora una volta.

Anche Don Johnson infatti aveva problemi di dipendenza e lei, dopo svariate rotture e riconciliazioni, lo ha lasciato definitivamente per Antonio Banderas, suo partner lavorativo in Two Much – Uno di troppo!

La loro relazione ha fatto scalpore ed i giornali di gossip hanno seguito con attenzione ogni loro mossa compresi i rispettivi divorzi da Don e da Ana Leza, la di allora moglie di Antonio. L’opinione pubblica li ha perdonati solo dopo il matrimonio e la nascita di Stella, la loro bambina.

Melanie Griffith : biografia e filmografia.

A quel punto Melanie ha tentato di resuscitare la sua carriera e, dopo qualche fallimento, ha ricevuto ottime critiche per la sua interpretazione in Un altro giorno in Paradiso ed alcune candidature al Golden Globe e all’ Emmy Awards per quella in RKO 281 – La vera storia di Quarto Potere.

Successivamente è uscito nelle sale Pazzi in Alabama, diretto da Banderas e prodotto dalla loro compagnia Greenmoon Productions, ma, sfortunatamente, il film non ha ricevuto né buone critiche né favore di pubblico.

Questi fallimenti probabilmente hanno causato un altro crollo dell’attrice che, ormai dipendente dagli antidolorifici, è stata costretta a tornare in riabilitazione.

Una volta guarita ha raccontato la sua esperienza sul giornale del suo sito ufficiale e poi ha rivolto la sua attenzione verso le produzioni di Broadway ritrovando l’ottimismo grazie alle critiche favolose del New York Times Theater.

Nel 2005 ha recitato nella serie per la TV Twins che è stata cancellata dopo la prima stagione, mentre Viva Laughlin, un’altra serie del 2007, non ha superato i due episodi.

Negli anni successivi l’attrice si è fermata perché, per sua stessa ammissione, non ha ottenuto ruoli adatti a lei e nel 2009 è finita ancora una volta in riabilitazione, uscendone dopo 3 mesi.

L’ultima delusione per la Griffith è arrivata con This American Housewife, una serie prodotta da Banderas solo per lei che, però, non ha mai visto la luce. Nel 2012 ha interpretato la madre di Scott Caan che è rimasto così impressionato da raccomandarla ai produttori della sua serie televisiva, Hawaii  Five-0, nella quale ricorre spesso proprio in quella parte.

Nel 2014 ha divorziato da Banderas dichiarando solo che tra loro c’erano differenze inconciliabili, non ha inoltre promosso il film Automata, in cui ha recitato con il marito per l’ultima volta, ma si è presentata con lui al diploma di Stella.

E’ apparsa pubblicamente anche insieme a Don Johnson al Saturday Night Live per presentare Cinquanta sfumature di grigio, pellicola in cui ha recitato la loro figlia Dakota.

Melanie mantiene rapporti molto stretti con i suoi tre figli e la madre Tippi, è impegnata in varie attività filantropiche, incluse la Tippi’s Shambala, un rifugio per animali selvaggi, e un’organizzazione non-profit che si occupa di bambini ustionati.

Anche se la sua vita è stata un’altalena di successi e fallimenti è innegabile il suo talento e la sua capacità di essere eclettica tanto da poter recitare in diversi generi come la commedia (Una donna in carriera), la satira (Il falò delle vanità), l’autoironia (Two Much – Uno di troppo), la fiaba (Milagro), la commedia dissacrante (Pazzi in Alabama), il dramma sociale (Un altro giorno in paradiso) e la fantascienza (Automata).

 

Vita privata.

 

Melanie è stata un po’ pazzerella in amore :

ha sposato Don Johnson due volte, la prima nel 1976 e la seconda nel 1989, dopo aver divorziato dal suo secondo marito Steven Bauer.

Con entrambi ha avuto relazioni abbastanza lunghe e due figli, Alexander, con Steven Bauer, e Dakota, con Don Johnson.

Ma l’equilibrio emotivo lo ha trovato, a quanto pare, con Antonio Banderas, che ha sposato nel 1996 e da cui ha divorziato nel 2014, dopo ben 18 anni ed una figlia, Stella.

Purtroppo la sua fragile emotività si è manifestata nel corso degli anni attraverso le sue dipendenze da alcool, droga e medicinali.

Nel 2000 è stata operata per un melanoma.

 

Premi e candidature.

 

1985 – Candidata al Golden Globe come Miglior attrice non protagonista Per Omicidio a luci rosse ;

1987 – Candidata al Golden Globe come Miglior attrice in un film commedia o musicale per Qualcosa di travolgente ;

1989 – Candidata al premio Oscar come Migliore attrice protagonista per Una donna in carriera ;

1989 – Golden Globe come miglior attrice in un film commedia o musicale per Una donna in carriera ;

1990 – Candidata al BAFTA come Miglior attrice protagonista per Una donna in carriera ;

1996 – Candidata al Golden Globe per Miglior attrice non protagonista in una mini-serie o film per la televisione per Buffalo Girls ;

2000 – Candidata al Golden Globe come Miglior attrice non protagonista in una mini-serie o film per la televisione per RKO 281 – La vera storia di Quarto potere e candidata al Premio Emmy come Miglior attrice non protagonista in una mini-serie o film per RKO 281 – La vera storia di Quarto potere.

Razzie Awards :

1992 – Peggior attrice dell’anno per Vite sospese ;

1996 – Peggior attrice non protagonista per Scomodi omicidi.

 

Curiosità.

 

Nome completo : Melanie Richards Griffith ;

Altezza : m.1,76 ;

Segni particolari : voce da ragazzina, capelli biondo platino, luminosi occhi blu e corporatura morbida e voluttuosa ;

E’ stata citata in un episodio de I Simpson nel quale da la voce all’interfono di un museo ;

Sua madre Tippi Hedren ha da poco dichiarato che la miniatura che la ritraeva e che Alfred Hitchcock ha regalato a Melanie quando era piccola non voleva essere un brutto scherzo. Lui voleva semplicemente regalare alla bambina una bella bambola con le fattezze della madre, ma il caso ha voluto che la bambola si trovasse in una scatola di legno. Quando Melanie ha ricevuto il dono, si è spaventata ed in seguito arrabbiata perché ha pensato che invece il regalo rappresentava la madre in una cassa da morto ;

Nel 1980 è sopravvissuta per miracolo ad un investimento ed a tutt’oggi l’attrice soffre dei dolori causati dall’incidente ;

Durante la registrazione di Una donna in carriera ha avuto due fidanzati : all’inizio del film aveva una relazione con Alec Baldwin, mentre alla fine ne aveva una con Harrison Ford ;

Ha iniziato a fumare a soli 12 anni ;

Amica con Anjelica Huston, Daryl Hannah, Demi Moore, Eva Longoria, Diane Lane, Jane Fonda, Goldie Hawn, Alana Stewart, Kris Jenner, Sandra Bernhard, Jamie Lee Curtis e Sharon Stone ;

Salario per Milk Money : $ 2.000.000,00

 

Ha dichiarato a proposito dell’Olocausto :

 

[on researching the Holocaust for her film, Vite sospese (1992)] I didn't know that 6 million Jews were killed. That's a lot of people... until I started researching the movie I didn't know it was that many people. I thought it was like in the hundreds of thousands. I didn't realize it was 6 million people. What I was trying to say was I think a lot of people don't know it was that severe. I wasn't born during the war. I was born in '57... but I think a lot of people don't know.

 

Non pensavo che fossero stati uccisi 6 milioni di Ebrei. E’ tanta gente … finché non ho iniziato a fare ricerche per il film non sapevo che fossero così tanti. Pensavo a qualche centinaio di migliaia. Non avevo realizzato che fossero 6 milioni. Ciò che sto cercando di dire è che pensavo che fossero tante parsone, ma non così tante. Non ero ancora nata in quel periodo, sono nata nel ’57 … ma penso che, come me, molte persone non lo sanno.

 

 

Filmografia.

 

Cinema

1969 – Smith, regia di Michael O’Herlihy ;

1973 – The Harrad Experiment ;

1975 – Bersaglio di notte, regia di Arthur Penn, Detective Harper : acqua alla gola, regia di Stuart Rosenberg, Smile, regia di Michael Ritchie ;

1977 – La ragazza dell’altro, regia di Joseph Ruben, Domani vinco anch’io, regia di Lamont Johnson e Ha-Gan, regia di Victor Nord ;

1981 – Parking Paradise, regia di Robert Butler, Il grande ruggito, regia di Noel Marshall ;

1984 – Paura su Manhattan, regia di Abel Ferrara e Omicidio a luci rosse, regia di Brian De Palma ;

1986 – Qualcosa di travolgente, regia di Jonathan Demme ;

1987 – Bambola meccanica mod. Cherry 2000, regia di Steve De Jarnatt ;

1988 – Milagro, regia di Robert Redford, Stormy Monday, regia di Mike Figgis e Una donna in carriera, regia di Mike Nichols ;

1990 – Due donne e un assassino, regia di Sandra Seacat, Uno sconosciuto alla porta, regia di John Schlesinger e Il falò delle novità, regia di Brian De Palma ;

1991 – La strada per il paradiso, regia di Mary Agnes Donoghue ;

1992 – Vite sospese, regia di David Seltzer, Una estranea fra noi, regia di Sidney Lumet ;

1993 – Nata ieri, regia di Luis Mandoki ;

1994 – Lezioni di anatomia, regia di Richard Benjamin, La vita a modo mio, regia di Robert Benton ;

1995 – Amiche per sempre, regia di Lesli Linka Glatter, Two Much – Uno di troppo, regia di Fernando Trueba ;

1996 – Scomodi omicidi, regia di Lee Tamahori ;

1997 – Lolita, regia di Adrian Lyne ;

1998 – Un altro giorno in paradiso, regia di Larry Clark, L’ombra del dubbio, regia di Randal Kleiser e Celebrity, regia di Woody Allen ;

1999 – Pazzi in Alabama, regia di Antonio Banderas ;

2000 – A morte Hollywood, regia di John Waters, e Forever Lulu, regia di John Kaye ;

2001 – Tart – Sesso, droga e … college, regia di Christina Wayne ;

2003 – Tempo, regia di Eric Styles, Shade – Carta vincente, regia di Damian Nieman e The Night We called it a Day ;

2012 – The Grief Tourist, regia di Suri Krishnamma ;

2014 – Automata, regia di Gabe Ibanez.

 

Televisione.

 

1976 – Militari di carriera – miniserie ;

1978 – Episodio 3x13 Starsky & Hutch, Episodio 2x15 Nel tunnel dei misteri con Nancy Drew e gli Hardy Boys, Film TV Cowboy d’acciaio ;

1981 – L’uomo di Hollywood – miniserie ;

1985 –Episodio 1 Alfred Hitchcock presenta ;

1987 – Episodio 3x20 Miami Vice ;

1990 – Donne e uomini – Storie di seduzione – Film TV ;

1999 – RKO 281 – La vera storia di Quarto Potere – Film TV ;

2005 – Il profumo dell’inganno – Film TV ;

2010 – Episodio 6x14 Nip/Tuck ;

2011 – Episodio 2x04 Hot in Cleveland ;

2012 – Episodi 3x01 e 3x04 Aiutami Hope! ;

2014 – Diversi episodi Hawaii Five-0.

 

Documentari.

 

1998 – Junket Whore ;

2000 – Light Keeps Me Company ;

2002 Searching for Debra Winger.

 

Doppiatrice.

 

2002 – Stuart Little 2 ;

2010 – Le avventure di Sammy ;

2012 – Dino e la macchina del tempo.

 

Melanie Griffith è stata doppiata da

 

  • Isabella Pasanisi in Alfred Hitchcock presenta, Milagro, Il falò delle vanità, Una estranea fra noi, Scomodi omicidi, L'ombra del dubbio, Pazzi in Alabama, Tart - Sesso, droga e... college ;
  • Laura Boccanera in Uno sconosciuto alla porta, La strada per il paradiso, Vite sospese ;
  • Simona Izzo in Nata ieri, La vita a modo mio, Amiche per sempre ;
  • Cristiana Lionello in Omicidio a luci rosse, Celebrity ;
  • Serena Verdirosi in Bersaglio di notte, Shade - Carta vincente ;
  • Anna Cesareni in Stormy Monday, A morte Hollywood ;
  • Claudia Balboni in Qualcosa di travolgente ;
  • Silvia Pepitoni in Bambola meccanica mod. Cherry 2000 ;
  • Melina Martello in Miami Vice ;
  • Susanna Javicoli in Una donna in carriera ;
  • Ida Sansone in Lezioni di anatomia ;
  • Tiziana Avarista in Two Much - Uno di troppo ;
  • Micaela Esdra in Lolita ;
  • Roberta Paladini in RKO 281 - La vera storia di Quarto potere ;
  • Alessandra Korompay in Aiutami Hope! (ep. 3x01), Autómata ;
  • Roberta Greganti in Aiutami Hope! (ep. 3x04.)

 

Da doppiatrice è sostituita da :

 

  • Paola Cortellesi in Stuart Little 2 ;
  • Alessandra Korompay in Dino e la macchina del tempo.

 

 

 

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